Aperitivo, un rito conviviale con cui finire in bellezza una giornata di lavoro, incontrare gli amici e brindare con un bel cin cin! Sapete però l’origine di questa formula allegra e divertente, nonché onomatopeica?

Mi incuriosiva l’origine particolare della parola, così inusuale e per niente scontata. Incredibile è stato scoprirne la derivazione: cin cin sembra arrivare direttamente dalla Cina. No, niente Cin(a), ovviamente! Né tanto meno è legata alla lunga permanenza di Marco Polo, il nostro famoso conterraneo, nelle terre del Gran Khan. Marco Polo ha narrato i banchetti sfarzosi alla corte imperiale, passati alla storia per i suoi migliaia di invitati, gli enormi vasi d’oro usati al posto delle botti e tante portate quanti i giorni dell’anno. Erano momenti lussuosi e imponenti, diventati proverbiali come qualsiasi evento provenienti da un Oriente ammantato di fascino e ricchezza.

Il rito dell'aperitivo e il vetro

Museo del Vetro di Murano, Aperitivi e opere in vetro

E cin cin allora?

Pare che il suo significato provenga dalle due parole cinesi Ch’ing Ch’ing, letteralmente ‘prego, prego’. Questo modo di dire è arrivato in Europa tramite alcuni marinai inglesi di stazio nel Guangzhou. Ch’ing Ch’ing veniva usato dai cantonesi come forma cortese di ringraziamento, gli ufficiali di Sua Maestà accolsero volentieri questo detto e in età vittoriano cominciarono ad adottarlo e usarlo. In Italia, e non solo, questa parola richiama il tintinnare dei calici e l’allegria del brindisi. E parlando di brindisi e bicchierate viene spontaneo collegare questo momento gioioso ai calici, ai bicchieri e al vetro.

F.lli Gancia Vassoio in latta serigrafata 1900, Arona

F.lli Gancia Vassoio in latta serigrafata 1900, Arona

La mostra al museo del Vetro di Murano

Al rito dell’aperitivo il Museo del Vetro di Murano dedica fino al 29 maggio una curiosa mostra: Il vetro per l’aperitivo Trasformazione del brindisi. Storie di vetro e di carta. Curata da Elena Povellato in collaborazione con il m.a.x. museo di Chiasso, l’esposizione metterà in evidenza la trasformazione del brindisi, focalizzandosi sull’estetica del bicchiere usato per l’aperitivo e sulla nuova forma di comunicazione pubblicitaria che lo vedrà protagonista. Locandine, manifesti, grafiche e i marchi stessi dei liquori usati negli aperitivi quali Cinzano, Campari, Martini divennero famosi anche grazie a questa nuova moda di incontro sociale. Artisti famosi come Marcello Dudovich, Fortunato Depero e Armando Testa, tra gli altri, disegnarono le campagne pubblicitarie e i marchi delle grandi aziende, raccontando la cultura d’impresa e uno spaccato di storia della pubblicità. I bicchieri e i calici divennero veri e propri oggetti di design, griffati con vari logotipi o prodotti in esemplari bizzarri e particolari e le bottiglie da seltz assumono forme di grande ricercatezza.

Fortunato Depero, Uomo con baffi e aperitivo, 1944 collezione privata

Fortunato Depero, Uomo con baffi e aperitivo, 1944 collezione privata

Dalla fine dell’Ottocento ai bizzarri risvolti futuristi, dai fasti della Belle Epoque al periodo Déco, dalla leggerezza della “dolce vita” fino ai nostri Happy Hour, il rito sociale del brindisi e dell’aperitivo restano immutati nella loro leggerezza e piacevolezza.

A tutti, dunque, cin cin!

Maria Laura Bidorini
BestVeniceGuides
mlbidorini@tin.it