La voga alla veneta

Mag 9, 2016 | curiosità e tradizioni veneziane, sport, storia, turismo | 0 commenti

Chi fu il primo essere umano a spostarsi a remi? E quando avvenne?

Remare, o vogare, è una pratica che si perde nei tempi più remoti.

Nella laguna di Venezia questa pratica è caratterizzata dal fatto che il vogatore è in posizione eretta, non seduta, come la voga all’inglese, e guarda verso la prua dell’imbarcazione tenendo il remo con entrambe le mani. La posizione eretta è necessaria poiché la laguna è caratterizzata da acque poco profonde, quindi chi governa la barca può identificare i canali navigabili e, nel caso di bassa marea, le motte di sedimenti del fondo lagunare dove le imbarcazioni si incaglierebbero.

I bassi fondali della laguna

I bassi fondali della laguna

È questo il motivo per cui le imbarcazioni veneziane hanno un fondo piatto, per navigare anche con soli pochi centimetri di profondità, come accade in alcune calli della città nelle ore di acqua alta, ma non ditelo in giro.

I Veneziani, inoltre, scoprirono un modo per navigare che non necessita un timone, riuscendo a governare l’imbarcazione con un solo remo grazie alle sue diverse inclinazioni, “semplicemente” ruotandolo sul proprio asse.

Fino a pochissimi anni fa i miei primi pensieri legati alla Voga alla Veneta erano: i gondolieri che con le loro gondole scivolano tra i canali della città e contribuiscono a renderla unica nell’immaginario collettivo di tutto il mondo; e le generazioni passate di lavoratori obbligati dalla natura di questo luogo ad usare imbarcazioni a remi per ogni sorta di trasporto.

Può sembrare per noi strano, ma questi tempi passati non sono poi così lontani. Il mio caro amico Sergio (un omone ultrasettantenne, con cui ho vogato da Venezia fino a Treviso e ritorno nel 2014, circa 100 km totali) mi racconta spesso di aneddoti accaduti mentre lavorava su una grande peata quando era giovane. Dopo una giornata intera passata a vogare su questa imbarcazione carica di merci di ogni sorta, tra vento e correnti, tornava a casa esausto. Se non altro Gigio lo stava aspettando, Gigio era il maiale di famiglia.

Peata da trasporto

Peata da trasporto

Negli ultimi tempi ho scoperto il mondo della Voga alla Veneta. È uno sport affascinante che può essere praticato individualmente (a un remo) o con più vogatori nella stessa imbarcazione (famose sono le regate su caorline a sei remi).

La mia prima lezione di voga è stata nel giugno del 2013 e grazie alla passione, pazienza e tempo dei miei insegnanti, Gianni e Nino, ho cominciano pian piano a capire come tenere il remo in forcola mentre si esegue una vogata. La forcola è quell’opera d’arte scultorea intagliata nel legno che funge da scalmo.

Per eseguire una vogata bisogna impugnare il remo con entrambe le mani e spingere il remo in avanti con un movimento che includa braccia, busto e gambe, si sfrutta cioè il proprio peso sul remo per far avanzare la barca, allungandosi in avanti il più possibile.

Due fasi di vogata in caorlina

Due fasi di vogata in caorlina

È chiaramente più facile spiegarlo che eseguirlo! Ci vuole tempo per apprendere la tecnica di voga e tanti Veneziani mi dicono che se non “si nasce in barca” è difficilissimo sentire la barca come parte del proprio corpo. La cosa più difficile da imparare è come manovrarla e questo incarico è ricoperto dal poppiere, il vogatore a poppa. Semplificando un pochino, gli altri vogatori sono il motore della barca. Il primo vogatore a prua è chiamato provino, il quale ha l’incarico, oltre che di vogare, di scandire il tempo delle vogate che gli altri devono seguire.

Solitamente il provino è tra i più leggeri dei membri dell’equipaggio, gli altri invece sono quelli più “da magna e bevi”. Scherzo, naturalmente.

Comunque, non mancano di certo le occasioni di convivialità, specialmente dopo una combattuta regata!

Regata delle 50 caorline

Regata delle 50 caorline

L’imbarcazione più difficile da manovrare è la gondola con i suoi 11 metri di lunghezza, l’effetto “vela” è inevitabile. Il gondoliere grazie alla propria esperienza e abilità deve eseguire ogni tipo di manovra con un solo remo, beh, a volte, non solo con il remo..!

La gondola

La gondola

Se siete alle prime armi vi sconsiglio di provarci, parlo per esperienza personale e non c’ho provato con una gondola ma con un sandolo, che è più piccolo.

Un’altra tecnica di voga veneziana è chiamata alla “valesana“. Il vogatore anzi che tenere un remo con entrambe le mani, tiene un remo per mano.

Doppia valesana

Doppia valesana

Il nome deriva dal fatto che questa tecnica era utilizzata nelle vaste aree delle valli da pesca, zone della laguna delimitate da argini e dighe dove si pratica una itticoltura estensiva, detta “vallicoltura”. La valesana è una tecnica che richiede spazi aperti ed è difficilmente praticabile nei canali più stretti.

La voga è un’attività che permette di scoprire gli angoli meno conosciuti della laguna, luoghi che regalano scorci spettacolari dove si ha l’impressione che il tempo si sia fermato secoli fa. Sono felice di vedere che anche altri veneziani, ma non solo, stanno scoprendo come me questo mondo, avvicinandosi ad uno sport che continua ad essere profondamente legato a Venezia e che aiuta a mantenerla viva.

La manifestazione più conosciuta, anche all’estero, è la Vogalonga che nasce nel 1974 per manifestare contro il moto ondoso e il degrado generale della città di Venezia. Si è poi trasformata in una giornata di festa per i Veneziani che riesce a coinvolgere vogatori, anche improvvisati, da tutto il mondo. La Vogalonga si svolge in maggio ed è una regata non competitiva alla quale chiunque munito di un’imbarcazione a remi e molta acqua (c’è chi preferisce il prosecco) può partecipare, è lunga circa 30 kilometri.

Percorso della Vogalonga

Percorso della Vogalonga

Alla partenza della Vogalonga

Alla partenza della Vogalonga

Alla scorsa edizione della Vogalonga, nel 2015, ho partecipato con un sandolo a doppia valesana. Grande soddisfazione, ma una fatica immensa! Quest’anno mi sto allenando per partecipare alla 42esima edizione in mascareta, sempre in due… Speremo ben!

Eccomi mentre perfeziono la tecnica in sandolo

Eccomi mentre perfeziono la tecnica in sandolo

Marina Busetto
BestVeniceGuides
www.maribu.it