La chiesa del Redentore alla Giudecca

Lug 11, 2016 | architettura, arte, chiese votive, curiosità e tradizioni veneziane, ordine francescano, storia | 0 commenti

Venezia, Isola della Giudecca, Chiesa del Redentore, visione frontale

Venezia, Isola della Giudecca, Chiesa del Redentore, visione frontale

Il capolavoro di Andrea Palladio: un’incantevole visione

A Venezia ci sono molte chiese. Lo skyline della città è composto da innumerovoli campanili – alcuni addirittura pendenti – e questo perché Venezia è costituita da oltre cento isolette la maggior parte delle quali possiede almeno una chiesa. Ci sono chiese medievali, rinascimentali, barocche, neoclassiche… Ognuna vanta all’interno tesori artistici. Quando mi chiedono qual è la mia preferita, però, non ho dubbi: il Redentore! Amo questa chiesa per la sua armonia, spiritualità e… magia.

L’edificio venne commissionato al celebre architetto Andrea Palladio in seguito al voto espresso dal Senato Veneto a Gesù Cristo Redentore affinché cessasse la terribile pestilenza che dal 1575 al 1577 decimò un terzo della popolazione veneziana. Si stabilì di erigere il tempio in un luogo interessato da costruzioni di minori dimensioni, l’isola della Giudecca, in una posizione ancor oggi ben visibile dal centrale e scenografico bacino di San Marco.

Vicenza, monumento ad Andrea Palladio in Piazzetta Palladio

Vicenza, monumento ad Andrea Palladio in Piazzetta Palladio

Andrea Palladio concepisce un tempio grandioso ed imponente, appoggiato su un basamento di 15 gradini che danno slancio e monumentalità alla struttura.

Giocando con l’elemento architettonico del timpano, mutuato dai templi greco-romani, lo ripete più volte nella candida facciata: più grande in corrispondenza dell’unica navata, ripreso più in alto dagli spioventi del tetto, più piccolo sopra l’ingresso, in due parti simmetricamente spezzate in coincidenza delle cappelle laterali e ancora per celare i contrafforti delle pareti.

Fulcro di tutta la costruzione è l’imponente cupola che sovrasta l’edificio, larga quanto la scalinata e incorniciata posteriormente da due campaniletti cilindrici. Questi sono una chiara citazione dei cosiddetti ‘minareti’ della Basilica di Sant’Antonio a Padova, città natale del grande architetto.

Padova, i ‘minareti’ della Basilica di Sant'Antonio

Padova, i ‘minareti’ della Basilica di Sant’Antonio

L’interno armonioso della chiesa

L’interno è semplice ed armonioso, in virtù delle richieste di sobrietà espresse dall’ordine dei frati cappuccini della preesistente chiesa di Santa Maria degli Angeli. Non ci sono sepolture nobiliari e la luce proveniente dalle finestre termali laterali e dall’alto della cupola evidenzia i profili architettonici, contribuendo a creare un’atmosfera di serena spiritualità.

La decorazione è affidata alle tele collocate sopra l’altare di ciascuna cappella che, da destra a sinistra, narrano della vita e passione di Cristo, e culmina col grandioso crocefisso collocato in controluce sull’altare maggiore e allineato al Cristo Risorto che decora la cupola.

Dietro al crocefisso si apre il coro, diviso dal presbiterio da colonne disposte a semicerchio al di là delle quali s’intravvede lo spazio illuminato da finestre retrostanti: il concetto dell’aldilà e della vita eterna dopo la morte che si materializza grazie alla sapiente arte del Palladio!

Venezia, Isola della Giudecca, interno della chiesa del Redentore

Venezia, Isola della Giudecca, interno della chiesa del Redentore

La festa, il ponte di barche, la visione dall’acqua

Ogni anno, la terza domenica di luglio – preceduta da un suggestivo spettacolo pirotecnico alla vigilia – la chiesa è meta di pellegrinaggio attraverso il ponte di barche che in occasione dell’antica festa viene allestito per congiungere le due rive del canale della Giudecca. Si attraversa come faceva il Doge, il quale annualmente si recava in processione nel tempio a rinnovare i ringraziamenti per la cessazione del morbo, partendo dalla riva opposta delle Zattere.

Venezia, La notte del Redentore, Fuochi d'artificio

Venezia, La notte del Redentore, Fuochi d’artificio

La chiesa, quindi, è stata concepita per essere vista frontalmente: se lateralmente può apparire meno armonica, davanti s’impone come una perfetta macchina scenica capace di dialogare con lo spettatore. Così, ogni volta che attraverso il canale della Giudecca o cammino lungo la fondamenta delle Zattere, all’approssimarsi della chiesa i miei occhi s’incollano all’edificio e aspettano con emozione di vedere tutti gli elementi architettonici allinearsi perfettamente. E la magia ogni volta si ripete con incanto…

Venezia, Isola della Giudecca, Chiesa del Redentore, vista laterale

Venezia, Isola della Giudecca, Chiesa del Redentore, vista laterale

Venezia, Isola della Giudecca, Chiesa del Redentore vista dalle Zattere

Venezia, Isola della Giudecca, Chiesa del Redentore vista dalle Zattere

Giorgia Conselvan
BestVeniceGuides
giorgiaconselvan@gmail.com