La musica delle cupole d’oro

Set 26, 2016 | architettura, arte, musica, storia | 0 commenti

La Cappella Marciana e la musica nella Basilica di San Marco a Venezia 

Nell’ottobre 2014 ho avuto il grande privilegio di suonare sulle cantorie della basilica di S. Marco insieme all’orchestra barocca di Villa Contarini. Un palcoscenico davvero speciale. Da lassù la vista è mozzafiato. Con la basilica completamente illuminata, le cupole e le volte risplendono come oro puro e la vista dall’alto permette di ammirare da una prospettiva privilegiata il gioco musivo del pavimento. Un’esperienza indimenticabile.

Venezia, Basilica di San Marco, Cantoria sinistra

Venezia, Basilica di San Marco, Cantoria sinistra, vista dai matronei

È stata un’esperienza indimenticabile anche dal punto di vista esecutivo. Quant’è difficile suonare a San Marco! La basilica è dotata di una caratteristica architettonica peculiare, la doppia cantoria. Significa che guardando in alto, sopra l’altare, vedrete due spazi destinati al coro, uno a destra e uno a sinistra, ognuno col suo organo. Tale è il ritardo acustico che suonare simultaneamente diventa cosa ardua!

Venezia, Basilica di San Marco, Matronei

Venezia, Basilica di San Marco: musicisti posizionati sui matronei

 

Ma nei secoli passati come si suonava nella basilica di San Marco? La doppia cantoria ha rappresentato sempre un problema. Problema al quale il Cinquecento veneziano ha trovato soluzione con lo sviluppo della tecnica dei cori battenti tramite cui i due cori si alternavano nell’esecuzione dei brani creando, così, un magnifico effetto stereo. Capostipite della scuola veneziana e dell’utilizzo di questa tecnica fu Willaert, per 36 anni a capo della Cappella Marciana. Dopo di lui vennero Claudio Merulo, Giovanni Gabrieli, Andrea Gabrieli, primi organisti della basilica. Fra i maestri di cappella del Cinquecento troviamo inoltre Cipriano da Rore e Gioseffo Zarlino.

Il Seicento fu l’epoca di Claudio Monteverdi che portò la scuola veneziana al suo apice tramite l’utilizzo degli strumenti musicali. Monteverdi lavorò a Venezia per 31 anni e per la prima volta fecero il loro ingresso in basilica violini, viole, viole da gamba e tiorbe che andarono a costituire l’orchestra della Cappella Marciana nella quale suonerà anche un giovane violinista dai capelli rossi…Antonio Vivaldi.

Venezia, Chiesa dei Frari, Tomba di Claudio Monteverdi

Venezia, Chiesa dei Frari, Tomba di Claudio Monteverdi

E dopo l’epoca di Francesco Cavalli e Giovanni Legrenzi, venne il Settecento che portò altri grandi maestri di cappella quali Antonio Lotti e Baldassarre Galuppi, detto il Buranello. Fu l’ultimo secolo che vide la cappella a servizio della Repubblica di Venezia.

La Cappella Marciana tutt’ora esiste e accompagna con passione e professionalità ogni domenica mattina la messa delle 10:30 soprattutto attraverso i capolavori della scuola veneziana antica.

Sarebbe fantastico tornare indietro nel tempo e partecipare ad una delle magnifiche celebrazioni della Serenissima, ascoltare con le proprie orecchie quelle musiche degne del fasto e della magnificenza della Repubblica.

Nell’attesa che venga inventata una macchina del tempo, entriamo insieme in basilica per una visita guidata alla scoperta della musica delle cupole d’oro.

 

Chiara Maren
BestVeniceGuides
www.veniceontour.com