Draghi, serpenti o coccodrilli a Venezia

Ott 24, 2016 | arte, curiosità e tradizioni veneziane, scultura, storia, turismo | 0 commenti

Venezia è una città fantastica. Lo è nel senso letterale del termine. Presenze ambigue e creature ancestrali che risiedono nel nostro immaginario prendono vita a Venezia rendendola suggestivamente insolita e irreale.

Avete mai provato la strana sensazione di non sapere dove guardare quando camminate a Venezia? Non vi sentite mai attratti da pietre curiose, piccole sculture o grandi statue che vi si presentano davanti agli occhi casualmente o prepotentemente?

A me capita spesso. Allora mi fermo e osservo. Osservo quella gigantesca statua bianca che si staglia, dall’alto di una delle due colonne in piazzetta San Marco, contro il cielo azzurro intenso, di un blu fiordaliso. E’ la statua di un uomo, di un guerriero, di un santo: San Teodoro. In confidenza, a Venezia, viene chiamata “El Todaro”. Tiene una lancia nella mano sinistra ed uno scudo nella mano destra e sta con i piedi sopra una strana bestia, sembra un coccodrillo. La leggenda racconta fosse un drago

colonna di San Teodoro, "Todaro" in piazza san Marco a Venezia

colonna di San Teodoro, “Todaro” in piazza san Marco a Venezia

Il mio sguardo scende, dall’azzurro turchino del cielo al grigio dei “masegni” posati a terra e al verde cinabro dell’acqua nel bacino. Di fronte a me un’isola con una chiesa. E’ la chiesa di S. Giorgio Maggiore. Un altro uomo, un altro santo, un altro guerriero che uccide draghi. All’interno del monastero, nella stanza del “Coro invernale”, è esposta una pregevole tela di “San Giorgio sconfigge il drago” eseguita da Vittore Carpaccio. Ahimè, raramente è possibile accedere al Coro invernale e allora suggerisco di andare alla Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, dove Carpaccio dipinse i teleri per la decorazione della Sala dell’Albergo, poi trasferiti nella Sala Terrena.

Vittore Carpaccio, San Giorgio degli Schiavoni

Vittore Carpaccio, San Giorgio degli Schiavoni

Rimarrete estasiati, sorpresi e deliziati dalle fattezze del drago, dall’armatura lucente del santo e dal macabro sfondo con teschi, ossa, corpi dilaniati, serpi, rospi e ramarri sull’arido suolo dove si svolge la scena.

Ma a Venezia non ci sono solo draghi che vengono sconfitti da santi guerrieri, ci sono anche draghi che divorano giovani fanciulli, come quelli sul basamento dei Tetrarchi all’angolo di Palazzo Ducale.

Basilica di San Marco, bassorilievo

Basilica di San Marco, bassorilievo

Decido di allontanarmi dalla piazza e mi ritrovo ad attraversare un “sotoportego” che si apre in una piccola corte. Alzo gli occhi e vedo sul sovrapporta di una casa un serpente. O forse è un drago? E’ senza dubbio un drago, possiede ali e due zampe anteriori. Faccio un’interessante scoperta, il nome di queste strane creature deriva dal latino “draco”, con cui si identifica sia il drago sia il serpente, le immagini dei due possono quindi coincidere.

Drago e serpente, Venezia

Drago e serpente, Venezia

Comincio a sentire la stanchezza e decido di concludere la mia giornata a caccia di draghi in uno dei campi più vivaci della città, Campo Santa Margherita. Mi attrae uno dei tanti locali attorno al campo, ha un nome curioso che parla di draghi. Chiedo un aperitivo e, osservando fuori dalla finestra, ciò che vedo mi fa comprendere il nome del locale. Sull’angolo del muro dell’edificio di fronte, un drago scende a testa in giù lungo la scanalatura del muro, non riesco a capire se sia veramente un drago oppure un mostro marino.

Campo santa Margherita, scultura, Venezia

Campo santa Margherita, scultura, Venezia

Mentre sorseggio il mio aperitivo mi chiedo se i veneziani le avessero mai viste o incontrate queste creature fantastiche. Creature dal corpo così flessibile e sinuoso che mi viene in mente la forma di “S” del Canal Grande e l’andamento labirintico e misterioso della città. Quell’intricato dedalo di calli oscure, di acque cupe e di ponti avvolti nella nebbia da sembrare sospesi che, tra leggenda, storia e fantasia, invita il visitatore a smarrirsi tra gli enigmi, le luci e le ombre di Venezia.

Francesca Zanatta
BestVeniceGuides
francesca1zanatta@gmail.com