Preziose trasparenze a San Giorgio Maggiore a Venezia

Nov 28, 2016 | arte, artigianato, curiosità e tradizioni veneziane, laguna e isole | 0 commenti

Una visita a san Giorgio Maggiore

Il visitatore che voglia allontanarsi dal centro della città alla scoperta di una Venezia sconosciuta, può prendere la Linea 2 del vaporetto che parte subito dopo il monumento a Vittorio Emanuele II, sulla riva degli Schiavoni: in cinque minuti approda all’isola di San Giorgio Maggiore, sede di un importante monastero benedettino fondato nel 982, e diventato nei secoli un notevole centro non solo spirituale ma anche culturale della nostra città.

La sua eredità è stata raccolta dalla Fondazione Cini, che dal 1951 ha sede negli spazi del monastero e gestisce numerosi istituti culturali e scientifici, oltre che un’importantissima biblioteca specializzata in testi sulla storia dell’arte.

La visita agli edifici monumentali della Fondazione e alla chiesa palladiana è d’obbligo, ma imboccando il percorso all’estrema sinistra, che fiancheggia la darsena, superato il caffè e la sua terrazza con una splendida vista su Venezia, si arriva al nuovo spazio espositivo permanente delle Stanze del Vetro, che noi di BestVeniceGuides vi invitiamo ad ammirare.

Stanze del Vetro

Si tratta di uno spazio espositivo aperto nel 2012, ricavato da un magazzino poi trasformato in collegio e ristrutturato dallo studio di architettura newyorchese Selldorf, insieme a Fabrizio Cattaruzza e Francesco Millosevich.

La Fondazione Cini, insieme a Pentagram Stiftung, si pone con questo spazio l’obiettivo di studiare e valorizzare l’arte vetraria veneziana del Novecento e organizza una serie di mostre dedicate ad artisti veneziani e internazionali che hanno utilizzato il vetro nella loro carriera.

L’attenzione è rivolta soprattutto ai designers che hanno collaborato come direttori artistici con la vetreria muranese Venini, una tra le più prestigiose dell’isola, come ad esempio l’architetto veneziano Carlo Scarpa o artisti come Napoleone Martinuzzi o Tomaso Buzzi, che hanno creato le loro opere tra le due guerre mondiali.

Paolo Venini e la sua storia

Attualmente, e fino all’8 gennaio 2017, le Stanze del Vetro propongono una mostra dedicata proprio al fondatore della vetreria, Paolo Venini (1895-1959), che ne è stato direttore fino alla morte e che ha anche contribuito all’ideazione di importanti serie di vetri. Sono qui esposti, ad esempio, i suoi famosissimi vetri Diamante in cristallo. Si tratta di manufatti di spessore piuttosto grosso, ottenuti tramite una tecnica complessa di lavorazione a caldo e a stampo di listelli di sezione triangolare.

Venini, Esempio di Vetri Diamante (oggetti esposti in mostra a San Giorgio Maggiore)

Venini, Esempio di Vetri Diamante (oggetti esposti in mostra a San Giorgio Maggiore)

Numerose sono poi le sue rivisitazioni in chiave assolutamente originale delle tecniche tradizionali muranesi, come il vetro a filigrana a retortoli (ottenuto tramite l’unione a caldo di canne traparenti con fili di diverso colore variamente intrecciati), oppure le celeberrime murrine (composte con sezioni trasversali di canne precedentemente realizzate, unite a caldo), pure presenti in queste sale.

Esempio di vetri a filigrana a retortoli (oggetti esposti in mostra a San Giorgio Maggiore)

Esempio di vetri a filigrana a retortoli (oggetti esposti in mostra a San Giorgio Maggiore)

Esempio di vetri a Murrina trasparente (oggetti esposti in mostra a San Giorgio Maggiore)

Esempio di vetri a Murrina trasparente (oggetti esposti in mostra a San Giorgio Maggiore)

Esempio di vetri a Murrina trasparente (oggetti esposti in mostra a San Giorgio Maggiore)

Esempio di vetri a Murrina trasparente (oggetti esposti in mostra a San Giorgio Maggiore)

Molti oggetti esposti in mostra provengono da collezioni private: i meravigliosi manufatti ideati e prodotti da Paolo Venini sono presenti in numerose case veneziane, dove costituiscono parte integrante dell’arredo, adattandosi perfettamente sia ai mobili d’epoca sia a quelli di gusto moderno, grazie alla loro linea pulita, essenziale e nel contempo ricercata e preziosa.

Vasetto inciso, bottiglia verde Venini (collezione privata)

Vasetto inciso, bottiglia verde Venini (collezione privata)

Vaso Diamante reintrerpretato come paralume (collezione privata)

Vaso Diamante reintrerpretato come paralume (collezione privata)

Vaso in vetro sommerso con bollicine e foglia d’oro, design di Carlo Scarpa (collezione privata)

Vaso in vetro sommerso con bollicine e foglia d’oro, design di Carlo Scarpa (collezione privata)

Le Stanze del Vetro in questo periodo propongono inoltre opere di artisti che hanno collaborato con Venini tra gli anni Trenta e Cinquanta del secolo scorso, come ad esempio la ceramista Tyra Lundgren, il pittore e mosaicista Riccardo Licata o l’architetto e designer Gio Ponti.

L’ingresso alla mostra è gratuito, e l’orario è dalle 10 alle 19 tutti i giorni salvo il mercoledì.

E non dimentichiamoci la Glass Tea House “Mondrian”

Uscendo dallo spazio espositivo vale la pena dare un’occhiata alla Glass Tea House “Mondrian”, un padiglione realizzato dall’artista e fotografo giapponese Hiroshi Sugimoto e ispirato alla tradizione giapponese della cerimonia del tè. Il padiglione, che si trova proprio di fronte alle Stanze del Vetro, è stato utilizzato per la cerimonia nel 2014, ma è ancora visitabile dal pubblico. Si compone di due elementi: una lunga vasca d’acqua rivestita di mosaico di vetro in varie tonalità di azzurro e un cubo anch’esso di vetro dove, nel periodo in cui il padiglione è stato attivo, veniva offerto il tè da un maestro cerimoniere. La tradizione giapponese della cerimonia del tè rivive qui in una dimensione tipicamente veneziana: il mosaico e l’acqua sono elementi imprescindibili dell’atmosfera di questa magica città. Ancora una volta Venezia dimostra la sua versatilità nell’essere anello di congiunzione tra Oriente ed Occidente. La struttura esterna, poi, è interamente in legno di cedro proveniente dal Giappone.

 

Glass Tea House “Mondrian” di Hiroshi Sugimoto

Glass Tea House “Mondrian” di Hiroshi Sugimoto

Glass Tea House “Mondrian” di Hiroshi Sugimoto, dettaglio del mosaico

Glass Tea House “Mondrian” di Hiroshi Sugimoto, dettaglio del mosaico

 

A questo punto l’ospite merita di concludere la visita con una sosta rilassante nel vicino caffè che offre le specialità della pasticceria e gastronomia Rosa Salva, una vera istituzione della città. Dalla sua terrazza si può ammirare la spettacolare vista sul Bacino di San Marco: ecco che improvvisamente ritroviamo la trasparenza e la raffinatezza dei vetri Venini nella trasparenza dell’aria e dell’acqua con il loro colore blu cangiante, nella leggerezza e nella preziosità delle decorazioni sulle facciate degli edifici. Il blu, l’acqua e l’aria ci fanno poi ritornare col pensiero alla squisita Glass Tea House Mondrian: quale altra città europea avrebbe mai potuto ospitare questa magica installazione di Hiroshi Sugimoto?

Venezia è storia, è arte. Venezia è però anche modernità. Venezia è atmosfera. E sono queste particolarità che noi di BestVeniceGuides, con la nostra professionalità ed il nostro amore per la nostra città, cerchiamo di far assaporare a tutti coloro che desiderano vedere Venezia con occhi diversi, con una sensibilità sottile.

Monica Gambarotto e Paola Giuriati
BestVeniceGuides
Monica Gambarotto
monica.gambarotto@gmail.com
Paola Giuriati
paolagiuriati@gmail.com