Un viaggio tra storia ed arte a cavallo delle ali della fantasia

 

Com’era collegata Venezia alla terraferma quando non esisteva il ponte ferroviario? Quante e quali sono le riproduzioni artistiche di cavalli che si possono rintracciare e ammirare in città? Scopriamolo insieme.

Riuscite ad immaginare a Venezia un mezzo di trasporto diverso dalla barca? In effetti non ci sono altre possibilità per una città che si sviluppa su isolotti naturali che emergono e che sono delimitati dall’acqua. Ed è sempre stato così; i primi abitanti della laguna, i Veneti che sul finire del V secolo d.C. sono sfuggiti dalle devastazioni barbariche in terraferma, hanno raggiunto le isole della laguna grazie a delle imbarcazioni di tipo fluviale. Gli abitanti si spostavano in barca anche all’interno dell’arcipelago stesso fino a quando tutti gli isolotti che formano l’attuale centro storico di Venezia non sono stati collegati da ponti.

I primi collegamenti tra un’isola e un’altra erano realizzati con tavole di legno, le tole in dialetto veneziano; non essendoci gli scalini i ponti erano agevolmente attraversabili anche a cavallo.

Nelle immediate vicinanze di Palazzo Ducale c’è un ponte, realizzato in pietra per la prima volta nel XIV secolo, che conserva tutt’ora scalini bassi e larghi: è il Ponte della Paglia. Il suo nome deriva dalle barche cariche di paglia che ormeggiavano nelle sue vicinanze. La paglia, però, non era per i cavalli; veniva disposta sopra delle tavole di legno che nelle carceri erano adibite a letti per i prigionieri.

I cavalli erano utilizzati per garantire il servizio postale da e verso le città della terraferma. Fu in particolare un gruppo di corrieri bergamaschi che verso il 1440 si installò in città ed iniziò ad esercitare questo mestiere.

Inoltre i cavalli erano usati per diletto nei maneggi e per divertimenti pubblici. Le giostre e i tornei si svolgevano principalmente in Piazza San Marco per ricordare qualche avvenimento politico o vittoria militare, ma anche per festeggiare la venuta di qualche personaggio importante. La giostra più nota è quella organizzata nel 1361, dopo che Venezia riuscì a sedare una rivolta nell’isola di Candia, alla quale ha assistito anche Francesco Petrarca, da sopra il pronao della Basilica di San Marco e seduto a fianco del doge. Il premio era una catena d’oro del valore di 360 ducati d’oro.

La campana trottiera del Campanile di San Marco ci ricorda anche che i nobili, i quali dovevano recarsi in Palazzo Ducale per partecipare alle sedute di governo, venivano avvisati dal suo suono e vi si recavano per l’appunto facendo andare i cavalli al trotto.

Riguardo al Campanile di San Marco, resta memorabile la salita fino alla cella campanaria compiuta nel 1452 a cavallo dall’Imperatore Federico III d’Austria. Salire in cima al Campanile oggi è molto più semplice, si usa un ascensore e si gode di una vista incomparabile su tutta la città.

A ricevere i forestieri e i loro cavalli per il ristoro c’erano ospitali (termine che indica un luogo di ricovero per pellegrini, poveri e ammalati), alberghi, locande ed osterie con stalle e cavalli freschi. Gli osti erano tutelati con un compenso per il mantenimento dei quadrupedi da una apposita legge che fissava anche il costo del soggiorno dei viaggiatori.

Insegna di un albergo nelle immediate vicinanze di Piazza San Marco

Insegna di un albergo nelle immediate vicinanze di Piazza San Marco

Il doge invece aveva le stalle all’interno della corte del Palazzo Ducale.

Nel 1104 nell’Arsenale di Venezia vengono costruite delle navi speciali dette usciere perché con l’uscio a fior d’acqua per entrare e uscire direttamente dalla stiva. Queste navi erano chiamate anche ippegi o ippogoghi (dal greco “porta cavalli”).

Un altro aspetto curioso sull’utilizzo dei cavalli era quello destinato ai più pregiati e che venivano cavalcati da personaggi importanti quando erano in visita a Venezia: venivano tinti di color arancione con i pigmenti di una pianta proveniente da Cipro.

Facendo una piacevole passeggiata in compagnia di una BestVeniceGuides si possono ancora trovare tracce tangibili dei cavalli. Mi riferisco a dei capolavori artistici ammirabili da vicino come i quattro cavalli della Basilica di San Marco; il monumento equestre di Bartolomeo Colleoni; i teleri di Carpaccio che decorano la Scuola dei Dalmati tra i quali spicca San Giorgio a Cavallo che sconfigge il drago.

Chiesa di San Marco a Venezia, la Quadriga

Chiesa di San Marco a Venezia, la Quadriga

Il monumento a Bartolomeo Colleoni in Campo Santi Giovanni e Paolo a Venezia

Il monumento a Bartolomeo Colleoni in Campo Santi Giovanni e Paolo a Venezia

Vittore Carpaccio, San Giorgio a cavallo trafigge il drago (presso la Scuola Dalmata a Venezia)

Vittore Carpaccio, San Giorgio a cavallo trafigge il drago (presso la Scuola Dalmata a Venezia)

San Giorgio uccide il drago nella città di Selene; particolare del corteo regale (presso la Scuola Dalmata a Venezia)

San Giorgio uccide il drago nella città di Selene; particolare del corteo regale (presso la Scuola Dalmata a Venezia)

San Giorgio uccide il drago nella città di Selene; particolare del corteo regale (presso la Scuola Dalmata a Venezia)

San Giorgio uccide il drago nella città di Selene; particolare del corteo regale (presso la Scuola Dalmata a Venezia)

Naturalmente, passeggiando lungo la Riva deli Schiavoni, non passerà di certo inosservato il monumento equestre dedicato al re Vittorio Emanuele II

Monumento al re Vittorio Emanuele II lungo la Riva degli Schiavoni a Venezia

Monumento al re Vittorio Emanuele II lungo la Riva degli Schiavoni a Venezia

E per avere un’idea di quello che doveva essere lo svago che alcune abbienti famiglie potevano permettersi in campagna, nei territori attorno alle loro ville, vi invito ad approfondire la vostra visita a Venezia andando a scoprire il museo di Ca’ Rezzonico; uno dei primi pezzi esposti è proprio un calesse da passeggio.

Un altro cavallo che vi lascerà senza fiato è quello dipinto da Michele Giambono: San Crisogono a cavallo, realizzato verso gli anni quaranta del XV secolo, è un’opera solitamente visibile nella chiesa veneziana di San Trovaso presso l’altare dove si conservano le reliquie del santo soldato. Fino ad aprile 2017 dovrete cercarla invece presso il museo delle Gallerie dell’Accademia di Venezia dov’è in corso una mostra dedicata a Michele Giambono.

Venezia, Chiesa di San Trovaso, San Crisogono a cavallo di Michele Giambono

Venezia, Chiesa di San Trovaso, San Crisogono a cavallo di Michele Giambono

E se volete continuare a viaggiare con la fantasia vi sfido a trovare questo bellissimo cavallo alato (vi do un suggerimento: affaccia su un canale).

Cavallo alato su arco di volta di palazzo veneziano

Cavallo alato su arco di volta di palazzo veneziano

Se farete un giro in gondola provate a vedere se tra gli elementi decorativi trovate anche dei simpatici cavallucci marini; sono degli elementi decorativi della gondola che ci ricordano che i ricchi proprietari dei palazzi non tornavano a casa a cavallo ma in barca, con la loro gondola privata condotta dal gondoliere de casada.

Cavalluccio marino su gondola

Cavalluccio marino su gondola

Cavalluccio marino su gondola

Cavalluccio marino su gondola

Cavallucci marini su gondola

Cavallucci marini su gondola

 

Daniela Degan
BestVeniceGuides
www.veneziaincontri.it