Le metamorfosi a Palazzo Grimani a Venezia

Mag 13, 2017 | archeologia, architettura, arte, palazzo, personaggi illustri, pittura, scultura, storia | 0 commenti

Palazzo Grimani a Venezia è uno dei luoghi più interessanti della città per chi sia interessato al Rinascimento. Il palazzo infatti presenta una ricchissima decorazione ad affresco, spesso ispirati ad episodi mitologici.

Nel XVI secolo il libro che più di tutti veniva preso come fonte di ispirazione per i racconti mitologici è sicuramente le Metamorfosi, del celebre poeta latino Ovidio (2- 8 d.C.).

Il camerino di Apollo

Nel meraviglioso camerino di Apollo possiamo scoprire per esempio la storia del Sileno Marsia: egli suonava così bene il flauto che tutto il popolo ne era ammaliato, affermando che avesse più talento anche di Apollo. Marsia, orgoglioso, non li contraddisse, finché un giorno la sua fama arrivò al Dio, che lo sfidò. Il vincitore avrebbe avuto il diritto di fare ciò che volesse del contendente. Apollo, fu infine dichiarato vincitore e allora il Dio decise di punire Marsia per la sua superbia e, legatolo ad un albero, lo fece scorticare vivo. Dal sangue di Marsia si formò un torrente, in cui affluirono anche le lacrime dei compagni affranti.

Nel soffitto del Camerino, decorato con stucchi da Giovanni da Udine nel 1540, vediamo appunto la tragica storia di Marsia, in quattro riquadri realizzati a fresco da Francesco Salviati.

Francesco Salviati e Giovanni da Udine, Le storie di Marsia, Palazzo Grimani, Venezia

Francesco Salviati e Giovanni da Udine, Le storie di Marsia, Palazzo Grimani, Venezia

Nel primo Marsia suona il flauto e danza mentre Apollo seduto lo indica e ai lati vi sono due Muse che assistono alla gara. Nel secondo riquadro Olimpo, il giovane amante di Marsia, inginocchiato, implora Apollo di risparmiare il Satiro mentre a sinistra vi è una figura femminile che simboleggia la terra e a destra una figura di fiume, che rappresenta l’acqua, intendendo che anche la Natura si unisce nella supplica. Nel terzo quadro Apollo, con la corona d’alloro, attende il sacrificio mentre lo Scita inginocchiato con il coltello in mano indica Marsia, che è legato ad un tronco. L’ultimo episodio rappresenta il dolore, espresso dalla Ninfa che danza, dalla Sorgente e dal vecchio fiume.

Il camerino di Callisto

Nel contiguo camerino di Callisto il meraviglioso soffitto stuccato da Giovanni da Udine nel 1539 ci racconta un’altra celebre mito narrato nelle Metamorfosi di Ovidio: Callisto era una bellissima ninfa, Zeus la vide mentre si riposava in un bosco e se ne innamorò.

Il dio, per sedurre Callisto, consacrata ad Artemide e per questo vergine tenuta alla castità, decise di assumere le sembianze della stessa Artemide. Dopo qualche tempo Artemide, insieme a Callisto e al suo seguito, decise, dopo una battuta di caccia, di riposarsi facendo un bagno presso una fonte. Callisto, oramai incinta, sulle prime esitò a spogliarsi per non svelare la perdita della verginità. Sfilatale la veste, la dea scoprì il tradimento.

Giovanni da Udine, Giove e Callisto, stucchi e dorature di Palazzo Grimani, Venezia

Giovanni da Udine, Giove e Callisto, stucchi e dorature di Palazzo Grimani, Venezia

Callisto venne così scacciata e la dea Era, per vendicarsi del tradimento del marito Zeus, la trasformò in un’orsa.

Giovanni da Udine, Giove e Callisto, stucchi e dorature di Palazzo Grimani, Venezia

Giovanni da Udine, Giove e Callisto, stucchi e dorature di Palazzo Grimani, Venezia

Il figlio Arcade, nato dall’unione con Zeus, oramai quindicenne, s’imbatté nel corso di una battuta di caccia nell’orsa e, proprio quando stava per ucciderla, intervenne il padre degli dei, trasformando madre e figlio nelle costellazioni dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore.

Giovanni da Udine, Giove e Callisto, stucchi e dorature di Palazzo Grimani, Venezia

Giovanni da Udine, Giove e Callisto, stucchi e dorature di Palazzo Grimani, Venezia

Nel soffitto vediamo nel primo riquadro la Ninfa Callisto sedotta da Artemide- Zeus; nel secondo la ninfa incinta al bagno viene cacciata dalle compagne; nel terzo riquadro Era punisce Callisto trasformandola in orsa; nel quarto Arcade sta per uccidere la madre orsa; nel riquadro al centro del soffitto infine Zeus trasforma madre e figlio nelle costellazioni dell’orsa maggiore e dell’orsa minore.

Francesca Ranieri
BestVeniceGuides
francescaranieri77@outlook.it