Voglio iniziare questo post con una frase banale, forse la più banale che ci sia: Venezia è una città meravigliosa, unica al mondo. Provo ad immaginare le vostre facce, espressioni, domande: tutto qui? Una guida abilitata per questa città, membro di BestVeniceGuides che asserisce questo. Mah?

Mi trovo sulla terrazza dell’edificio rinominato ‘T Fondaco dei Tedeschi’ ed osservo Venezia a 360 gradi. Una posizione strategica per assaporare la città e fondersi in essa, inizio subito a scrivere quello che provo e che mi viene in mente istintivamente. Colpisce immediatamente il ponte di Rialto, il palazzo dei Camerlenghi (i pubblici cassieri dello stato che sovrintendevano alle attività di riscossione e redistribuzione delle entrate) in tutto il suo splendore e la zona del mercato della frutta e del pesce.

Venezia, Rialto e palazzo dei Camerlenghi

Venezia, Rialto e palazzo dei Camerlenghi

Era, questa parte della città, il cuore commerciale della Serenissima, luogo di incontro di differenti culture. Mi ritrovo allora immersa nella vita frenetica dei mercanti veneziani e foresti che là si incontravano ogni giorno per acquistare e vendere merci, e magari potrei lasciare la città a bordo di una galea, costruita dagli abilissimi arsenalotti, o unirmi ad una carovana che lungo la via della seta raggiungerà i paesi poco conosciuti dell’Estremo Oriente, fino alla città cinese di Xi’An, dove essa terminava. Non posso, a quei tempi le donne dovevano restare a casa, in attesa del ritorno dei propri uomini, sia che fossero semplici marinai o capitani da mar.

Carovana nella città di Xi’An che costituiva la fine o il luogo di partenza della Via della Seta

Carovana nella città di Xi’An che costituiva la fine o il luogo di partenza della Via della Seta

Delusa ritorno al presente ed il mio sguardo intravede il bassorilievo di Pietro l’Aretino, lungo Canal Grande, che si trasferì a Venezia nel 1527, durante il sacco di Roma, e qui morì nel 1556. Letterato, poeta, drammaturgo fu definito dall’Ariosto ‘il flagello de’ principi, il divin Pietro Aretino’ (Orlando Furioso, 46, 14, 3-4). Mi tornano alla mente i tanti incontri culturali che lui ebbe con Tiziano e Sansovino, veri e propri circoli letterari durante il rinascimento veneziano.

Ma la mente vola già altrove, troppo forte è l’emozione che provo di fronte a sì tanta bellezza. L’attenzione è tutta rivolta adesso a quello che i veneziani chiamano il Canalazzo: Canal Grande, l’arteria della città, con la tipica forma a “S” rovesciata e che divide Venezia in due parti. Guardando a destra posso arrivare a scorgere il rinascimentale palazzo Ca’ Vendramin Calergi, oggi sede del Casinò della città, definito da Gabriele D’Annunzio, ne Il Fuoco ‘dall’apparenza aerea come di una nuvola effigiata che posasse sull’acqua’. Vi dimorò Wagner, poiché riteneva che Venezia fosse il luogo adatto per far ritornare alla luce una ispirazione senza nome,… e come dargli torto!.

Il Canal Grande verso Palazzo Vendramin Calergi

Il Canal Grande verso Palazzo Vendramin Calergi

A sinistra, oltre il ponte di Rialto, riesco a vedere Ca’ Foscari, sede dell’Università di Venezia, dove mi sono laureata. Palazzo gotico-veneziano, maestoso per dimensioni, sede di una delle più importanti famiglie patrizie nella storia della Serenissima, acquistato dal doge Francesco Foscari. Il mio pensiero va ora alla Porta della Carta di Palazzo Ducale, il centro politico ed il tribunale della repubblica. La scultura sulla Porta mostra proprio Francesco Foscari inginocchiato di fronte al leone alato che guarda verso il popolo. Il suo fu il dogado più lungo (34 anni), finché nel 1457 fu costretto ad abdicare per motivi di malcontento economico-politici.

Il Canal grande verso Ca' Foscari

Il Canal grande verso Ca’ Foscari

Resto in piazza San Marco, dalla terrazza ammiro le 5 cupole della basilica ed il campanile che domina la città, definito dai veneziani el paron de casa. I tetti in mattoni, le altane, i campanili di differenti forme, le chiese, i palazzi: tutto mi suscita una esplosione di emozioni ed un continuo riaffiorare di ciò che ho studiato e che quotidianamente spiego ai clienti.

Devo ancora completare il giro e la basilica gotica di Santi Giovanni e Paolo si distingue per grandiosità. Ancora oggi basilica domenicana, definita il pantheon di Venezia, per i molti dogi sepolti all’interno, aventi ognuno il proprio monumento funebre. Da sempre mi piace il contrasto cromatico creato dai mattoni della chiesa e dalle lastre di marmo che rivestono la facciata di quella che è la Scuola Grande di San Marco, entrata principale dell’ospedale della città.

La chiesa domenicana di Santi Giovanni e Paolo a Venezia

La chiesa domenicana di Santi Giovanni e Paolo a Venezia

Non è visibile dalla terrazza, ma non posso non accennare al monumento al Colleoni, nello stesso campo; grande condottiero di Bergamo combatté per la Repubblica veneziana, la quale dedicò lui la scultura equestre di immenso valore, poiché progettata dal Verrocchio, maestro di Leonardo. E’ la seconda statua equestre del rinascimento, dopo quella del Gattamelata di Donatello a Padova.

In lontananza lo sguardo si perde tra le isole della laguna nord, la terraferma e le Alpi che forniscono una cornice a questo dipinto di inestimabile valore, tanto prezioso quanto fragile che è Venezia. Alla fine sono piacevolmente stremata, ed appagata.

Con un sospiro di sollievo mi rendo conto che forse vi ho creato confusione, troppe cose senza seguire un filo logico, troppe forti emozioni e pensieri. E potrei ancora parlarvi della Venezia segreta, dei gioielli nascosti in questa labirintica città, di quella parte sconosciuta della città tanta amata e richiesta dai turisti e che le BestVeniceGuides sono ansiose di illustrarvi nei minimi dettagli.

Banale la mia affermazione di apertura, ma, ritengo che qualora l’arte ed una città suscitino emozioni e reazioni profonde e, talvolta anche contraddittorie (perché no?), qualora la bellezza per ciò che vedo ogni giorno mi faccia ancora battere il cuore e mi sorprenda costantemente, allora non è mai banale!

Vi saluto e vi aspetto a Venezia. Ciao!

 

Cinzia Maestrini
BestVeniceGuides
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