Mattia Berto, giovane regista veneziano: un’intervista

Ott 9, 2017 | curiosità e tradizioni veneziane, giardini, orto, personaggi illustri, storia, teatro | 0 commenti

Intervista a Mattia Berto, giovane regista veneziano dal un talento poliedrico

Laureatosi all’Università di Venezia, Ca’ Foscari, in Tecniche Artistiche e dello Spettacolo, Mattia Berto è dal 2011 Direttore Artistico della programmazione teatrale del Teatro di Villa Groggia a Venezia e dal 2012 della stagione di teatro per ragazzi del Teatro Dario Fo di Camponogara. Diretto da numerosi registi e coreografi, tra cui Maurizio Scaparro, Mattia Berto si dedica da tempo alla formazione in special modo di bambini delle scuole materne ed elementari, ma anche degli adulti, della terza e quarta età, in un approccio transgenerazionale di ampio respiro, che punta alla coralità, all’aggregazione, al far squadra in una città come quella lagunare in perenne crisi di identità.

“Mi occupo di teatro sin da quando ero bambino. La mia prima regista Marcella Duse qui a Venezia… con lei ho imparato i primi rudimenti… Sono figlio unico, nato a Venezia. Mio padre Aldo Berto, un commerciante illuminato, si è sempre occupato di ristorazione come tutta la sua famiglia di origine. I Berto hanno avuto una prima trattoria nel sestiere di Castello, poco dopo Campo San Lio, che si chiamava “La mia cantina”, ma era meglio nota ai veneziani come La trattoria Ai nanetti. Mia madre Claudia Cadorin, cresciuta in una famiglia di artisti, mi ha trasmesso la passione per l’arte.”

Mattia Berto al Teatro Goldoni, Venezia

Mattia Berto al Teatro Goldoni, Venezia, foto di Giorgia Chinellato

Qual è il tuo rapporto con la tua città?

“Amo follemente Venezia, è per me un’unica grande casa dove le calli sono corridoi, è un’amante perfetta, una scena a cielo aperto… Venezia è bigotta, provinciale e al tempo stesso internazionale. Di questi tempi, la nostra Venezia ha soprattutto bisogno di persone che la vivano realmente, quotidianamente.”

Ci racconti del tuo progetto Teatro in bottega?

“Questo progetto nasce dal mio incontro con la fotografa veneziana Giorgia Chinellato, “attenta sperimentatrice dell’animo umano”. Al motto di “Mi incarta un etto di poesia?”, il progetto vuole abitare i negozi e le botteghe storiche con azioni performative nell’ottica di fondere saperi e mestieri, far incontrare artisti e clienti spettatori.”

Mattia Berto, Teatro in bottega

Mattia Berto, Teatro in bottega, foto di Giorgia Chinellato

Mattia Berto, Teatro in bottega, Venezia

Mattia Berto, Teatro in bottega, Venezia, foto di Giorgia Chinellato

Teatro in bottega rientra nella straordinaria e assolutamente non convenzionale ricerca sulla città di Venezia e sui luoghi del quotidiano, a cui Mattia Berto si dedica da tempo. Da una nota macelleria di Rialto ad un’altrettanto storica bottega di tessuti nei pressi della Ca’ d’Oro, fino ad un locale veneziano come l’Harry’s Bar, dichiarato patrimonio nazionale nel 2001 dal Ministero dei Beni Culturali, con Arrigo Cipriani che ha accettato di essere attore per un giorno, l’obiettivo è quello di valorizzare le attività commerciali della città, le tradizioni e le attività culturali. Una delle ultime performance di questo progetto ha coinvolto altre due attività storiche della città di Venezia, seppur diverse tra loro, ma entrambe punti di riferimento per i sestieri, in cui sono ubicate: la Vetrina del Volontariato e della Solidarietà di Campo Santa Margherita e l’Atelier di Costumi Stefano Nicolao a Cannaregio. I protagonisti della performance “Venezia-Learning from Las Vegas”: uno straordinario gruppo di veneziani Over80.

Mattia Berto ed il gruppo Over 80, Venezia

Mattia Berto ed il gruppo Over 80, Venezia

Ed ora parliamo del Teatrino Groggia?

Situato a Sant’Alvise, nel sestiere di Cannaregio, incastonato come una pietra preziosa in un grande parco in stile romantico, con colline, vialetti, alberi e rocce, il Teatrino Groggia era nel 1500 uno spazio per il tiro a segno e dopo un lungo tempo di abbandono ecco la riapertura nel 2012.

Teatrino Groggia a Venezia

Teatrino Groggia a Venezia

Teatrino Groggia a Venezia

Teatrino Groggia a Venezia

Parco Villa Groggia, Venezia

Parco Villa Groggia, Venezia

“L’idea di riaprire uno spazio culturale dimenticato da tempo come il Teatrino Groggia è nata dal confronto con una fantastica signora di 80 anni, figlia del primo sindaco di Venezia dopo la Liberazione.. Eravamo andati a veder 6 Venezia di Mazzacurati e rientrando Anna mi disse: “Ma c’è il Groggia chiuso, dobbiamo fare qualcosa!” Ed è proprio così che in un momento di crisi e di tagli e di chiusure di spazi teatrali, Mattia Berto, in qualità di direttore artistico di mpg.cultura, ha fatto del Teatrino Groggia “il teatro dei veneziani”, con un’identità forte che può trasformarsi in un luogo magico, come con il laboratorio Balera Groggia, ma anche il teatro dove la domenica la famiglia trova lo spettacolo e la merenda per i bimbi e allo stesso tempo un luogo dove si può assistere all’esibizione di eccellenze come la regista Emma Dante. Inoltre, l’associazione mpg.cultura “nasce nel 2011 da un’idea di tre giovani operatori culturali veneziani desiderosi di contribuire alla vitalità della città che li ha visti crescere, elaborando dei progetti culturali con un atteggiamento di apertura verso le nuove proposte”.

Mattia Berto nel Teatrino Groggia di Venezia

Mattia Berto nel Teatrino Groggia di Venezia, foto di Marc De Tollenaere

Mattia Berto Balera, Venezia

Mattia Berto Balera, Venezia, foto di Giorgia Chinellato

Collaborazioni e sinergie, senza sosta e condotte con lungimiranza e passione, con Casa Goldoni ed il Teatro Stabile Carlo Goldoni (tra gli ultimi spettacoli Follow Carlo Goldoni, I portentosi effetti della madre natura) e con tanti attori e attrici come Nora Fuser; partecipazione a progetti come Ad Alta Voce, il Festival dei Matti, il teatro e la disabilità, il teatro fuori dal teatro… tutto questo e molto di più…

Mattia Berto al Teatro Goldoni, Venezia

Mattia Berto al Teatro Goldoni, Venezia

Ebbene, quest’intervista è dedicata a quei visitatori curiosi di scandagliare l’anima della città lagunare e dei veneziani che la vivono ancora con genuino amore, ai giovani e meno giovani di qualsiasi età o provenienza, che magari, durante il loro soggiorno, desiderino partecipare ad iniziative artistiche/teatrali assolutamente uniche e irripetibili, poiché “il teatro è vita e, con persone come Mattia Berto, Venezia è senz’ombra di dubbio una città viva!”.

Barbara Tasca
BestVeniceGuides
www.thinkvenice.com