Una veneziana granduchessa: Bianca Cappello

Ott 23, 2017 | architettura, arte, curiosità e tradizioni veneziane, donne, palazzo, personaggi illustri, storia | 0 commenti

Ci passo quasi tutti i giorni davanti al palazzo rinascimentale Trevisan-Cappello in rio della Canonica, a due passi dalla basilica di San Marco. Mi ha sempre incuriosito. Tanto più da quando ho letto che nella storia della famiglia c’è stato un giallo, ossia la morte improvvisa, nell’arco di una manciata di ore il 20 ottobre 1587, del granduca di Toscana, Francesco I de’ Medici, e della sua moglie, la veneziana Bianca Cappello. La versione ufficiale parlava di malaria contratta nella villa di Poggio a Caiano, ma recentemente l’esame del Dna ha dimostrato che furono avvelenati con l’arsenico. Ma, mi sono chiesta, perché a una testa coronata viene in mente di sposare una semplice nobildonna, per di più squattrinata?

Alessandro Allori, Ritratto di Bianca Cappello, 1572, Gallerie degli Uffizi, Firenze

Alessandro Allori, Ritratto di Bianca Cappello, 1572, Gallerie degli Uffizi, Firenze

Questo ramo dei Cappello era assai decaduto. Perciò Bianca non viene educata in monastero, come le giovinette d’elevata condizione, ma in casa, tra la servitù femminile, con quanto profitto sul piano culturale possiamo ben immaginare. Però certi discorsi sono una scuola di vita impareggiabile e Bianca ascolta con profitto, per di più è bella, molto bella e comincia per tempo ad affinare l’arte della seduzione abbigliando le sue bambole e truccandosi di nascosto.

Frequenta la sua casa un giovane toscano, Pietro Bonaventuri; si vedono, si conoscono, si innamorano. Lei non ha che quindici anni e un carattere irrequieto; donde la fuga dei due amanti a Firenze, dove si sposano nel dicembre 1563.

La vicenda si sarebbe conclusa con l’inevitabile gossip, diremmo noi oggi, tra le calli veneziane, se a Firenze non avesse messo gli occhi su Bianca il figlio del granduca, Francesco de’ Medici. Quella che doveva essere un’avventura giovanile si trasforma in una relazione alimentata dal comune interesse per le scienze occulte e le pratiche magiche: per ore e ore i due si rinchiudono nel laboratorio alchimistico di palazzo, a cercare la pietra filosofale e l’elisir di giovinezza.

Il palazzo che Francesco I fece costruire per Bianca Cappello ristrutturando un vecchio edificio degli inizi del Quattrocento, vicino alla residenza ducale di Palazzo Pitti

Il palazzo che Francesco I fece costruire per Bianca Cappello ristrutturando un vecchio edificio degli inizi del Quattrocento, vicino alla residenza ducale di Palazzo Pitti

E il marito? Nonostante reciti alla perfezione il ruolo del cornuto che non vede e non sente, Francesco pensa bene di farlo ammazzare a pugnalate, nel 1572, non si sa mai.

Vi sono degli snodi nella vita, nei quali la sorte dischiude trend virtuosi; così avviene per la Cappello: nel 1574 Francesco diventa granduca di Toscana, la sposa e così la nobildonna povera, destinata al monastero o a un matrimonio di terz’ordine, diventa granduchessa.

Sul piano politico, Bianca è una nullità: tutti i suoi interessi sono per la vita di corte, feste mondanità e intrighi; tuttavia protegge le arti, Tiziano le fa il ritratto, Tasso le dedica poesie, inoltre si rivela abilissima nel combinare matrimoni principeschi, come pure nel far fruttare le sue notevoli entrate, tanto da acquistare e donare alla sua famiglia il rinascimentale palazzo di cui parlavo prima.

Palazzo Cappello Trevisan, Venezia

Palazzo Cappello Trevisan, Venezia, dietro Piazza San Marco in Rio della Canonica

Tutto bene, dunque, tutto per il meglio? Macché, qualche anno dopo i due muoiono a distanza di poche ore; le recenti analisi tossicologiche hanno confermato quel che da sempre si sospettava, e cioè che all’origine del luttuoso evento ci fu il veleno propinato loro dal fratello di Francesco, il cardinale Ferdinando de’ Medici; il quale subito dopo rinuncia alla porpora, diviene granduca, si sposa e genera Cosimo, assicurando in tal modo le sorti della dinastia.

Calle Bianca Cappello, Venezia

Calle Bianca Cappello, Venezia

E’ la politica o, come allora si diceva, ragion di Stato…

Federica Gullino
BestVeniceGuides
federica.gullino@gmail.com