Il primo museo di Venezia: la pinacoteca dell’Imperial Regia Accademia Veneta di Belle Arti

Nov 6, 2017 | architettura, arte, artigianato, personaggi illustri, pittura, storia | 0 commenti

Giuseppe Borsato, Commemorazione di Canova, 1824, Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro

Giuseppe Borsato, Commemorazione di Canova, 1824, Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro

“Quando verrete a Venezia vedrete un salone immenso di grandissime opere antiche di pennello della nostra scuola che vi farà stordire, e ardisco di crederlo il più bello che sia in Europa.
(Leopoldo Cicognara)

Con queste parole l’allora presidente dell’I.R. Accademia Veneta di Belle arti, Leopoldo Cicognara, esprimeva all’amico, nonché scultore di fama internazionale, Antonio Canova, la sua soddisfazione per essere riuscito a realizzare il suo ambizioso progetto: la fondazione del primo museo della città. Un museo di rilievo internazionale, in grado di valorizzare e tutelare lo straordinario patrimonio artistico di Venezia, promuovendo allo stesso tempo l’arte contemporanea. A distanza di 200 anni dal giorno dell’inaugurazione della pinacoteca, avvenuta il 13 agosto 1817, la mostra allestita al pian terreno delle Gallerie dell’Accademia vuole ripercorrere gli anni di formazione della prestigiosa collezione attraverso i suoi principali protagonisti: Leopoldo Cicognara, Antonio Canova e Francesco Hayez. Figure geniali e lungimiranti, uomini di spicco della cultura e della storia di Venezia che hanno creduto e compreso pienamente l’importanza di creare un luogo adatto a raccogliere le opere d’arte più rappresentative della città sia del passato che del presente. Il periodo preso in esame dalla mostra pertanto va dal rientro a Venezia, il 13 dicembre 1815, dei quattro cavalli bronzei trafugati da Napoleone nel 1797, alla morte di Canova avvenuta a Venezia nel 1822.

Vincenzo Chilone, La cerimonia del ricollocamento dei cavalli bronzei nel pronao della basilica di San Marco, 1815, collezione privata

Vincenzo Chilone, La cerimonia del ricollocamento dei cavalli bronzei nel pronao della basilica di San Marco, 1815, collezione privata

Dieci sezioni tematiche che ricostruiscono attraverso, tele, sculture, incisioni e documenti, le vicende legate alle opere che dal 1815 confluirono in Accademia grazie alla passione, alla tenacia e alla diplomazia del conte Leopoldo Cicognara, animato dal duplice proposito sia di tutelare e conservare il patrimonio artistico della città, sia di formare gli allievi della Scuola di pittura dell’Accademia attraverso lo studio e la copia delle opere dei grandi maestri veneti. Grazie a Cicognara grandi pale d’altare come l’Assunta di Tiziano e le pale di San Giobbe di Giovanni Bellini e di Vittore Carpaccio, furono salvate dall’espatrio e dal degrado, e dopo essere state restaurate, trovarono una degna collocazione nella grande sala delle esposizioni per poter essere ammirate dal pubblico e studiate dagli allievi.

François Vervloet, Sala di Tiziano all’Accademia, Venezia, Gabinetto Stampe e Disegni del Museo Correr, inv. CI. III n.6804

François Vervloet, Sala di Tiziano all’Accademia, Venezia, Gabinetto Stampe e Disegni del Museo Correr, inv. CI. III n.6804

Un progetto culturale ampiamente condiviso da Antonio Canova che giocò un ruolo fondamentale per la formazione delle nuove generazioni di artisti. Il grande maestro, infatti, si prendeva cura degli studenti più meritevoli dell’Accademia veneziana giunti a Roma grazie ad una borsa di studio. Tra gli allievi più promettenti emerge la figura di Francesco Hayez, autore del Ritratto della famiglia Cicognara con il busto colossale di Antonio Canova, un vero capolavoro del giovane pittore, dove vengono messi in evidenza gli stretti legami esistenti tra i protagonisti del particolare momento storico- culturale rievocato nella mostra.

Francesco Hayez, Ritratto della famiglia Cicognara con il busto colossale di Antonio Canova, 1816-1817, Venezia, collezione privata

Francesco Hayez, Ritratto della famiglia Cicognara con il busto colossale di Antonio Canova, 1816-1817, Venezia, collezione privata

Tuttavia il vero gioiello della mostra è costituito dalla riunione della serie di manufatti inviati nel 1818 alla corte di Vienna per il matrimonio dell’imperatore Francesco I con Carolina Augusta di Baviera e noti come L’Omaggio delle Provincie Venete, che ritornano a Venezia per la prima volta dopo duecento anni. Tra le opere recuperate un magnifico tavolo in bronzo e legno con il piano ricoperto da preziosi inserti decorativi in vetro realizzato a Murano su progetto di Giuseppe Borsato.

Giuseppe Borsato, Benedetto Barbaria, Bartolomeo Bongiovanni, Tavolo dell’Omaggio delle Provincie Venete, 1818, Konopiště, Castello di Konopiště

Giuseppe Borsato, Benedetto Barbaria, Bartolomeo Bongiovanni, Tavolo dell’Omaggio delle Provincie Venete, 1818, Konopiště, Castello di Konopiště

Antonella Bellin
BestVeniceGuides
Anto.b@fastwebnet.it