San Nicolò dei Mendicoli, un gioiello della Venezia nascosta

Dic 18, 2017 | architettura, chiese votive, storia | 0 commenti

San Nicolò vescovo di Myra, nella Lycia, è il Santo patrono delle genti di mare e quindi a Venezia la festa a lui dedicata, che cade il 6 dicembre, era particolarmente sentita.

Al Santo fu intitolata una delle chiese più antiche, San Nicolò dei Mendicoli, secondo la tradizione fondata nel VII secolo dai Padovani in fuga dai Longobardi e il nome si deve al fatto che l’insula su cui fu costruita la chiesa, essendo popolata per lo più da genti povere, dedite alla pesca, venne definita “Mendigola” dalla mendicità dei suoi abitanti.

Venezia, Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, facciata sul campo

Venezia, Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, facciata sul campo

Le prime notizie certe sulla costruzione della chiesa risalgono al XII secolo e alcuni elementi architettonici di questo periodo sono ancora chiaramente distinguibili, come il portico per esempio.

Venezia, Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, antico portico esterno

Venezia, Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, antico portico esterno

Se esternamente l’architettura si presenta molto semplice, una volta entrati stupisce la sontuosa decorazione: la chiesa fu ricoperta da intagli lignei, statue dorate e numerosi dipinti di artisti, appartenenti per lo più alla cerchia di Paolo Veronese. Immaginiamo lo sforzo economico che costò questa impresa a una comunità prevalentemente formata da povera gente!

Venezia, Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, interno

Venezia, Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, interno
(fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fe/San_Nicolò_dei_Mendicoli_%28Venice%29.jpg)

Fin dal Medioevo Venezia fu divisa in due fazioni e tra esse esisteva una antichissima rivalità, che sfociava periodicamente in battaglie, controllate dalla Repubblica per evitare che degenerassero.

Una delle due fazioni prendeva il nome proprio dagli abitanti di questa zona, ed era perciò detta Nicolotti, l’altra prendeva il nome di Castellani.

Giovanni Grevembroch, Gli abiti de' veneziani quasi ogni età con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII, 1754 ca., Castellani e Nicolotti

Giovanni Grevembroch, Gli abiti de’ veneziani quasi ogni età con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII, 1754 ca., Castellani e Nicolotti

Per distinguersi, i primi indossavano una berretta nera mentre i secondi la portavano rossa e si sfidavano combattendo in punti ben precisi della città, il più famoso dei quali è il Ponte dei Pugni.

Venezia, Ninzioeto Ponte dei Pugni

Venezia, Ninzioeto Ponte dei Pugni

Venezia, Ponte dei Pugni

Venezia, Ponte dei Pugni

Interessanti sono i dipinti visibili in alcuni musei veneziani rappresentanti queste lotte: quasi degli spettacoli a cui assisteva l’intera popolazione dalle finestre che si affacciavano sul ponte, ben al riparo dalla contesa, apparentemente quasi delle feste, che purtroppo finirono talvolta in maniera cruenta, tanto da essere vietate dalla Repubblica.

Joseph Heintz il Giovane, Competizione al ponte dei pugni a Venezia, 1673, Germanisches Nationalmuseum, Nürnberg.

Joseph Heintz il Giovane, Competizione al ponte dei pugni a Venezia, 1673, Germanisches Nationalmuseum, Nürnberg.

Ai Nicolotti veniva inoltre concesso il privilegio di riunirsi in un’Assemblea che eleggeva un Gastaldo, chiamato il Doge dei Nicolotti.

Dopo l’elezione, il Gastaldo si recava a Palazzo Ducale per incontrare solennemente il Doge e il giorno della festa dell’Ascensione, la più significativa del rituale civile della Repubblica, il Gastaldo seguiva il Doge su una propria imbarcazione simbolicamente legata al maestoso Bucintoro, la galea di stato dei dogi di Venezia, per la celebrazione della cerimonia dello Sposalizio del mare.

Ma l’interesse per questa parte del Sestiere di Dorsoduro non si limita alle evidenze del passato: camminando per le calli oltre a notare edifici che risalgono a epoche diverse, dal XV al XVIII secolo, ci sono interessanti esempi di architettura industriale, come l’ex cotonificio costruito nella vicina isola di Santa Marta, che confina con la chiesa: essendo questa un’area marginale della città, tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento essa fu sottoposta a radicali cambiamenti urbanistici, diventando uno dei più importanti quartieri di insediamento popolare, zona con attività industriali e, in tempi più recenti, centro universitario aperto proprio nell’ex cotonificio.

Venezia, Ex cotonificio, ora sede dell'IUAV

Venezia, Ex cotonificio, ora sede dell’IUAV

Una Venezia ancora vitale e vivace si esprime in questa parte della città, al di fuori e diversa dai circuiti turistici più classici e quindi da visitare per avere un’idea più completa dell’unicità di questo sito.

Nadia Mazzon
BestVeniceGuides
nadia.mave@gmail.com