Un itinerario musicale a Venezia

Mar 5, 2018 | architettura, arte, curiosità e tradizioni veneziane, donne, musica, palazzo, sanità, società, teatro | 0 commenti

Venezia è città d’arte e di splendore dove ogni angolo nasconde una storia da raccontare. Ma Venezia è anche una città con una lunghissima tradizione musicale. Quante volte, passeggiando per le calli, mi sono lasciata guidare dalle note provenienti da palazzi o chiese.

Gli itinerari per scoprire la storia della musica legata a Venezia sono molteplici. Oggi ve ne propongo uno.

Iniziamo proprio da Palazzo Pisani, sede del Conservatorio di Musica Benedetto Marcello. Durante la bella stagione mi piace passeggiare sotto ai finestroni ed ascoltare la musica che da quei saloni proviene. Molto spesso sono allievi che si esercitano… poco importa se si sente anche qualche nota “svizzera”!

Venezia, Palazzo Pisani, Conservatorio di musica Benedetto Marcello

Venezia, Palazzo Pisani, Conservatorio di musica Benedetto Marcello

Dirigendoci in direzione s. Marco, poco dopo, troveremo la chiesa di S. Maurizio. La chiesa è attualmente sconsacrata ed ospita il Museo della musica. Una raccolta di strumenti antichi, soprattutto italiani e del periodo barocco. Un meraviglioso tuffo nel passato osservando da vicino violini, violoncelli, viole da gamba, contrabbassi, liuti, mandolini, alcuni dei quali costruiti da grandi nomi della liuteria italiana. Il violino stesso è un prodotto del genio italiano, vale la pena ricordarlo.

Venezia, Chiesa San Maurizio, Museo della musica

Venezia, Chiesa San Maurizio, Museo della musica

Da qui, come non passare per la Fenice, il teatro che entra nei televisori degli italiani il 1° gennaio di ogni anno per il tradizionale concerto di Capodanno. Si potrebbe parlare per ore del teatro all’italiana più bello e importante di Venezia. Consiglio di arrivare da dietro, dalla Fondamenta della Fenice, per vedere anche la porta d’acqua sul Rio Menùo scavato apposta in occasione della costruzione del teatro, e una visita interna per poter ammirare da vicino lo splendore delle decorazioni e ripercorrere la storia di questo nome così profetico.

Venezia, Teatro La Fenice

Venezia, Teatro La Fenice

Facciamo ora una lunga passeggiata fino al sestiere di Castello per giungere all’Ospedale dei Derelitti, vulg. Ospedaletto. A Venezia gli ospedali erano quattro. Ma che cos’erano gli ospedali? Erano luoghi di cura e di soccorso istituiti dalla Repubblica per far fronte alle migliaia di ammalati, paralitici, mendicanti e bisognosi che periodicamente, a seguito di epidemie e guerre, riempivano la città, fossero questi adulti o bambini. Ai fanciulli veniva insegnato un mestiere mentre le fanciulle (anche se non tutte) erano avviate all’educazione musicale. E così, anche attraverso i concerti che attiravano folle di visitatori e donazioni in denaro, gli ospedali stessi potevano sostenersi. La chiesa di questo ospedale fu costruita rispettando criteri acustici ideali poiché doveva fungere anche da sala da concerti (il primo esempio a Venezia di questo tipo fu l’Ospedale degli Incurabili). Tale fu lo sviluppo di questo complesso che nel 1771 venne costruita persino una Sala da musica adibita ai concerti.

Venezia, Chiesa Derelitti dell'Ospedaletto

Venezia, Chiesa Derelitti dell’Ospedaletto

Poco lontano, verso le Fondamenta Nuove, concludiamo il nostro tour con l’Ospedale dei Mendicanti. Anche in questo caso la chiesa rispetta criteri acustici ottimali e per molti aspetti ricorda la chiesa della Pietà: come questa è munita di un vestibolo che separa la navata della chiesa dall’esterno in modo tale da isolarne acusticamente l’interno e di grate dietro alle quali suonavano le fanciulle senza farsi vedere dagli uditori. Tale aspetto intrigante scatenò la fantasia di moltissimi visitatori illustri che ammaliati dalla bravura delle fanciulle ne decantavano anche la beltà… senza averle mai viste ovviamente! Concludo con le parole di Rousseau a seguito della sua visita proprio ai Derelitti dopo aver avuto speciale permesso di incontrare le tanto agognate ragazze:

“Entrando del salotto che conteneva quelle divine beltà tanto desiderate, provai un fremito d’amore che mai avevo provato. Il signor Le Blond mi presentò una dopo l’altra le celebri cantanti, di cui voce e nome era quanto mi era noto: “Venite Sofia” …era orribile. “Venite Caterina”…era guercia. “Qui Bettina”… il vaiolo l’aveva sfigurata.”

Venite con una BestVeniceGuide alla scoperta della musica a Venezia!

Chiara Maren
BestVeniceGuides
www.veniceontour.com