La Rosetta. La regina veneziana delle perle in vetro

Giu 11, 2018 | arte, artigianato, curiosità e tradizioni veneziane, donne, laguna e isole, personaggi illustri, storia, turismo | 0 commenti

Parte di collana di Rosette, perle veneziane

Parte di collana di Rosette, perle veneziane

Le perle sono probabilmente l’ornamento più antico usato dall’uomo. Vennero utilizzate circa nel 38.000 a.C. ed erano fatte con denti ed ossa di animali, poi forati ed infilati come pendagli.

Le prime perle in vetronascono forse in Mesopotamia verso il 2300 a.C.  E di perle in vetro prodotte a Venezia se ne parla dal XIII secolo. Ne esistono di modelli e colori infiniti, basti guardare qualche cartella del Museo vetrario di Murano, ma la più conosciuta di tutte è la Rosetta, inventata a Venezia nel XV secolo.

Perché questo  nome? Il nome Rosetta venne utilizzato per la prima volta da Marietta Barovier, figlia del più famoso Angelo, associando il disegno della canna di vetro ad una rosa. Si tratta normalmente di un “disegno” a dodici punte, simili a stelle o petali che presenta quasi sempre le stesse combinazioni di colori: bianco, blu, bianco, rosso, bianco ed infine blu. I modelli più antichi sono formati da 7 strati. Nei modelli dell’800 e del ‘900 gli strati sono 6 o 4.

Come è fatta una perla rosetta? All’interno dei crogioli posti nel forno deve essere pronto il vetro nei colori necessari.

Il lavoro è eseguito da una squadra di quattro o cinque persone, ognuna con un determinato compito.

Nella prima fase un lavorante preleva dal crogiolo una piccola quantità di vetro bianco con una barra di ferro per poi farla ruotare su un piano di bronzo, dando così al vetro una forma cilindrica. A questo punto verrà praticato con una pinza un foro all’interno del cilindro, che verrà immerso nel crogiolo dove è pronto il vetro blu. La massa così creata, uscita dal forno, verrà introdotta in uno stampo aperto (una sorta di bicchiere) a forma di stella a dodici punte. L’immersione nel vetro di altri colori e la “stampata” verranno ripetute almeno tre volte lasciando per ultimo strato il colore blu. Durante tutta la lavorazione è fondamentale che il foro effettuato all’inizio non si chiuda perché una volta tirata la canna diventerà il foro della futura perla.

Completato questo lavoro si avrà un cilindro forato all’interno e di colore blu all’esterno. A questo punto un secondo lavorante prenderà una barra in ferro, la attaccherà all’estremità del cilindro e i due uomini “tiradori”, camminando in senso opposto, allungheranno il cilindro ancora caldo fino a portarlo allo spessore desiderato. (Il diametro della Rosetta va da qualche centimetro a pochi millimetri).

A questo punto “tiradori” lasceranno raffreddare su dei listelli di legno posti sul pavimento il cilindro allungato ed infine lo taglieranno in pezzi di circa un metro di lunghezza.

Sul diametro vedremo quindi tutti gli strati e il disegno a stella della nostra Rosetta… ma il lavoro non è finito. Adesso abbiamo la parte più faticosa: la molatura. Una volta tagliata la canna in sezioni più piccole, a seconda della richiesta, grazie ad un disco di ghisa scanalato, alla sabbia, all’acqua e alla sapiente mano dell’uomo, verranno asportate delle piccole quantità di vetro dalla superficie del cilindro che prenderà lentamente la forma di una piccola botte scoprendo così il bel disegno a stella anche nella parte esterna. Non resta quindi che levigare la superficie per renderla più liscia (burattatura) e poi lucidarla.

Fasi di lavorazione di una perla Rosetta, perle veneziane in vetro

Fasi di lavorazione di una perla Rosetta, perle veneziane in vetro

A seconda del tipo di molatura la Rosetta può prendere forme diverse: tondeggiante, allungata, spigolata ma la forma classica e più richiesta rimane quella a botticella.

Rosetta tonda con varie combinazioni di colore, perle veneziane in vetro

Rosetta tonda con varie combinazioni di colore, perle veneziane in vetro

Perle di Murano in vetro, Modello allungato di Rosetta

Perle di Murano in vetro, Modello allungato di Rosetta

La perla veneziana: La Rosetta a botticella

La perla veneziana: La Rosetta a botticella

La Rosetta è stata esportata in Africa, in Indiae in Americadove spesso veniva montata con altri elementi. A lei venivano e vengono attribuite proprietà scaramantiche, indica la classe sociale, l’età di chi la possiede ed è stata la prima perla veneziana ad essere utilizzata come moneta in cambio di oro, pietre preziose, avorio, spezie nonché per ricevere autorizzazioni dai capi tribù per attraversare i loro territori. Solitamente veniva spedita a “mazzi” di cento pezzi infilati su fili di cotone.

E’ interessante sapere, che nell’agosto del 1610 dei coloni inglesi arrivarono sulle coste  di Cupids, ora Cuper Cove, in Canada. Da lì iniziarono la loro espansione nel Nord America scambiando e commerciando con le popolazioni locali monete, perle in ambra e rosette. Per questo motivo, nel 2010 la posta canadese ha celebrato i 400 anni di storia del Canada con un francobollo sul quale compaiono due monete e un filo di perle Rosetta.

Francobollo commemorativo canadese. Foto di Gorgio Teruzzi

Francobollo commemorativo canadese. Foto di Gorgio Teruzzi

Dal 1911 la ditta Ercole Moretti custodisce i segreti della regina delle perle: l’”aristocratica” Rosetta che da 600 anni continua ad affascinare e a raggiungere popoli lontani.

Alessia Ferrari Bravo
BestVeniceGuides
www.guidaturisticavenezia.it

Ringrazio Gianni Moretti della ditta Ercole Moretti per la sua competenza e disponibilità. Alcuni passaggi sono estrapolati dalla pubblicazione “La Rosetta. Storia e tecnologia della perla di vetro veneziana più conosciuta al mondo.”

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