Giovanni Vezzi: la terza manifattura europea di porcellana a Venezia a Ca’ Rezzonico

Giu 25, 2018 | arte, artigianato, curiosità e tradizioni veneziane, palazzo, personaggi illustri, società, storia | 0 commenti

Lo splendido palazzo Rezzonico sul Canal Grande è uno dei più interessanti musei civici veneziani.

Il maestoso palazzo venne iniziato nel 17° secolo per volontà della famiglia veneziana Bon ed ultimato a metà del 18° secolo dall’architetto Massari per la famiglia lombarda Rezzonico, aggregatasi al patriziato veneziano.

Nel 1936 arredo, lampadari in vetro soffiato, dipinti di scuola veneziana provenienti da sfarzosi palazzi veneziani vennero qui esposti, offrendo al visitatore una panoramica delle arti maggiori e minori nel Settecento in tutte le loro sfaccettature, da qui la definizione del museo come Tempio del Settecento.

Luminosi affreschi di Giambattista Tiepolo, delicati pastelli di Rosalba Carriera, scene di vita quotidiana domestica e non di Pietro Longhi, incantevoli lampadari e specchi di Murano, arredo in lacca veneziana e squisiti oggetti in porcellana ci accompagnano attraverso i sontuosi ambienti del primo e secondo piano nobile nell’atmosfera del 18° secolo veneziano, iniziando dal calesse da passeggio alla sommità dello scalone.

Ballroom of Ca‘ Rezzonico, Venice

Fasti e feste nel Salone da Ballo di Ca‘ Rezzonico, Venezia

L’Europa nel Settecento era ossessionata dalla porcellana, da questo materiale lucido e fragile, tanto che Augusto il Forte, re di Polonia ed Elettore di Sassonia, scrisse della “maladie de porcelaine”.

Oggetti e suppellettili di porcellana cinese erano molto ammirati ovunque in Europa, per il loro biancore, la loro durezza e la ricchezza delle decorazioni. Questo era vero anche a Venezia, dove attraverso la via della seta e per mare l’oro bianco del Settecento era stato portato, era conosciuto e molto apprezzato.

Marco Polo parla in due occasioni della porcellana nel suo libro Il Milion.

Nel 1708 il farmacista ed alchimista Johann Friedrich Böttger era riuscito a produrre nel castello gotico a Meißen, Albrechtsburg, il primo esempio di porcellana dura che assomigliava molto a quella cinese, tanto ammirata. Augusto il Forte riteneva che Böttger potesse trasformare metallo in oro, la famosa ‘trasmutazione’. Tuttavia dopo un anno di tentativi falliti si dovette accontentare dell’oro bianco, la porcellana. Invano si cercò di tenere la formula segreta, l’arcano (qualità della pasta, tempi di cottura ecc.) venne presto svelato ed una seconda manifattura venne aperta a Vienna nel 1718 (Du Paquier) ed una terza a Venezia nel 1720.

Quindi anche Venezia ha una importante tradizione nella porcellana come dimostrano gli incantevoli pezzi qui esposti. Seguitemi attraverso queste fastose sale del palazzo nelle quali emerge la vitalità della Serenissima nel Settecento e se ne respira ancora il gusto raffinato.

A Ca’ Rezzonico possiamo ammirare alcuni rari manufatti di elevata qualità di Giovanni Vezzi.

Giovanni Vezzi, orefice, gioielliere e mercante, aveva aperto assieme al padre Francesco a Venezia la terza impresa in Europa di porcellana.

Il padre Francesco, anche lui gioielliere, era originario dal Friuli, da Udine ed aveva visitato Vienna e forse ammirato la porcellana Du Paquier. Aprì un negozio a Venezia al Drago D’Oro e si aggregò al Patriziato.

La prima sede della manifattura fu alla Giudecca, poi a Cannaregio in prossimità della chiesa della Madonna dell’Orto. Un altro negozio venne aperto a San Marco, dove oggi si trova un famoso negozio di vetri.

La marca delle sue manifatture era Ven:a o Venezia o V:a

A Ca‘ Rezzonico sono esposti rari pezzi che provengono dalla importante collezione del generoso Conte Nani Mocenigo (Conte Cicara, Conte Tazza).

2 bell-shaped cups with very thin edges, with peonies and branches with leaves

2 esemplari di tazza a campana, con bordi e pareti molto sottili, peonie e rami con foglie

Si tratta di oggetti piccoli e graziosi, le dimensioni della tazza per caffè, te e cioccolata minute, poiché le nuove bevande esotiche erano molto, molto costose.

2 bell-shaped cups with very thin edges, with peonies and branches with leaves

Venezia, Ca’ Rezzonico, dettaglio interno di 2 tazze di produzione Vezzi

Vezzi's mark was Ven:a or Venezia or V:a

Decorazione anche all’interno del bordo e marca in blu Ven:a, Ca’ Rezzonico, porcellana Vezzi

small cup is displayed with thin edges and blue and golden butterflies and flowers

Piccola elegante tazzina a forma coppa con bordi e pareti molto sottili con farfalle e mazzetti di fiori blu ed oro che richiama le decorazioni orientali, Ca’ Rezzonico, porcellana Vezzi

Al secondo piano nobile nella Sala del Cembalo sono esposti altri capolavori della manifattura Vezzi.

Accanto a 2 tazze a campana di color rosso ferro, colpiscono 2 tazze simili, con foglie di vite e pappagalli, con fondo blu intenso e lumeggiature dorate, marca Venezia in blu; grazioso piattino con fiore centrale e decorazioni floreali ed insetti disposti attorno, con marca Ven:a in blu e tazzina a forma di ciotola, stessi colori con lumeggiature, con decorazione anche nei bordi interni.

cups with wine leaves and parrots with a golden blue background

Tazze e piattini con foglie di vite e pappagalli a fondo blu intenso

Esposte 3 belle teiere, una esagonale e due a forma globulare: una teiera rossa, verde e blu con fiori e lunghe sinuose foglie, il coperchio non è quello originale, con marca Ven:a in rosso ferro e con ‘C’ impressa e l’altra teiera con festoni di fiori di pruno e una sorta di nappe con la marca Ven:a in rosso ferro, sotto la base impressi ‘M.A’.

rounded teapot with flowers and long leaves in red, green and blue, cover not original

teiera rossa, verde e blu con fiori e lunghe sinuose foglie, il coperchio non è quello originale, Ca’ Rezzonico

teapot with festoons of prune flowers and tassels

teiera con festoni di fiori di pruno e una sorta di nappe, Ca’ Rezzonico

Accanto 2 graziosissimi bricchi decorati con motivi di fiori e sinuose lunghe foglie.

teapot decorated with long sinuous leaves and flowers

bricchi decorati con motivi di fiori e sinuose lunghe foglie, Ca’ Rezzonico

Vezzi collaborò con Christopher Conrad Hunger il quale a sua volta aveva lavorato con Böttger e che fuggito da Meißen aveva trasmesso il suo sapere a Du Paquier.

Vezzi fu costretto a chiudere la sua impresa nel 1727, pertanto 7 anni dopo la apertura. 30000 pezzi a pasta dura erano pronti per essere cotti; questa produzione di durata così limitata rende la sua porcellana rara. Pochi pezzi sopravvivono oggi ed ancora meno a Venezia.

La produzione di porcellana a Venezia si interruppe negli anni Trenta.

Solo nel 1757 il sassone Friedrich Hewelcke raggiunse Venezia, lasciando le sue terre devastate dalla Guerra dei 7 Anni ed ottenne il permesso di produrre porcellana ad uso di Sassonia per un ventennio. La sua porcellana non era proprio bianca, spessa, con decorazioni piuttosto semplici, con la firma V o una V rossa.

Small milk jug with branches, simple form

Piccola lattiera dal corpo piriforme con ramoscelli

Coffee pot with small knob on the handle

Piccola rara caffettiera anche essa dal corpo piriforme con decorazione monocroma in rosso di steli fioriti, Ca’ Rezzonico

Milk jug and coffee pot

Lattiera e caffettiera

Suo socio divenne il giovane modenese Geminiano Cozzi con il quale la produzione di porcellana raggiunse un nuovo picco di eccellenza a Venezia come diremo in un prossimo articolo.

Fiona Giusto
BestVeniceGuides
www.venicetours.it

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