Il crollo del campanile di San Marco

Lug 23, 2018 | architettura, arte, curiosità e tradizioni veneziane, storia | 0 commenti

La storia del campanile di San Marco è la storia della piazza e dei suoi edifici, di cui egli fu sempre l’incontrastato ‘paron de casa’, il padrone di casa, come lo chiamano affettuosamente i veneziani.

Il campanile di piazza San Marco, Venezia

Il campanile di piazza San Marco, Venezia

Il campanile fu voluto dal Doge Pietro Tribuno nel X secolo e rimase incompleto fino al XII secolo, le rappresentazioni delle carte nautiche del XV e XVI secolo lo mostrano simile al campanile attuale. Nel 1513 ‘fo tirado l’anzolo di rame indorado suso’, fu posta la statua dell’arcangelo Gabriele in cima al campanile, ci testimonia Marin Sanudo, poi altri piccoli interventi fino alla demolizione delle fabbriche di legno che sussistevano attorno all’edificio e al grande intervento della splendida loggia costruita dall’architetto Jacopo Sansovino. Nel 1609 Galileo Galilei, professore dello studio di Padova, usò per la prima volta il cannocchiale proprio dal campanile.

Loggetta del Sansovino, Piazza San Marco alla base del campanile

Loggetta del Sansovino, Piazza San Marco alla base del campanile

Loggetta del Sansovino, Piazza San Marco alla base del campanile

Loggetta del Sansovino, Piazza San Marco alla base del campanile

Vorrei ricordare alcuni tra i grandi proti, (architetti della basilica) e gli ingegneri di San Marco che si presero cura di questo ‘malato cronico’, eseguendo lavori di restauri nei secoli seguenti: Baldassarre Longhena, Bernardino Zendrini e Giovanni Poleni, ma malgrado gli interventi il campanile alla fine dell’Ottocento si presentava in pessime condizioni:

Neanche i proti fautori di lavori di tutela e restauro in quel secolo riuscirono a salvarlo, dall’innovativo e contestato architetto Giambattista Meduna, che iniziò la grande campagna di restauri in basilica a Pietro Saccardo, inventore dello studio di mosaico, che fu architetto della basilica fino al 1903, e che cercò in ogni modo di metterlo in salvo, ma finì per essere considerato responsabile del disastro.

Piazza San Marco e le macerie dopo il crollo del campanile

Piazza San Marco e le macerie dopo il crollo del campanile

Il 14 luglio del 1902 il campanile crollò, rovinando su se stesso, danneggiando alcuni degli edifici attigui e trascinando nel crollo le campane che per secoli avevano segnato momenti della vita cittadina. Non è possibile stabilire una causa precisa per il crollo, perché si trattò di una serie di concause: la vetustà del monumento, la mancanza di una corretta manutenzione, alcuni lavori che peggiorarono le condizioni statiche, infiltrazioni nella struttura muraria dovute agli agenti atmosferici. Le Bestveniceguides vi racconteranno la storia della lunga e avventurosa ricostruzione e degli uomini che vi parteciparono e che portarono alla riedificazione del campanile ‘dov’era e com’era’ terminata il 6 marzo del 1912, fino agli ultimi grandi restauri di questo secolo.

Piazza San Marco in una cartolina dopo il crollo del campanile

Piazza San Marco in una cartolina dopo il crollo del campanile

Noi tutte Bestveniceguides vogliamo inoltre ringraziare l’architetto Ettore Vio che è stato attento e affettuoso proto della basilica e del campanile in questi lunghi anni e augurare successo al nuovo proto Mario Piana per il prossimo restauro che metterà in sicurezza il nartece della basilica di San Marco dalle acque alte.

Fiorella Pagotto
BestVeniceGuides
fiorepagotto@alice.it