L’arte del fuoco: officina fabbrile Tenderini

Mar 4, 2019 | arte, artigianato, curiosità e tradizioni veneziane, società, storia | 0 commenti

 

Botèga: bottega, officina, fondaco. Questa è la definizione che il Boerio dà a metà dell’Ottocento nel suo “Dizionario del dialetto veneziano”. Oggi la parola ‘bottega’, non solo a Venezia, indica in modo generico un negozio o una attività artigianale con accesso diretto sulla strada.

La storia della ‘bottega da fabbro’ Tenderini risale perlomeno al Seicento, lo attesta una fattura datata 1682 emessa per il vicino Convento di San Sebastiano. All’epoca si chiamava Officina al Soccorso, trovandosi di fronte all’omonimo ponte, nel sestiere di Dorsoduro.

Oggi possiamo ben dire che l’officina fabbrile Tenderini è la più antica e una delle ultime fucine veneziane. Al suo interno si trova ancora una vecchia incudine (difficile dire quanto vecchia) che per effetto di subsidenza del terreno si trova, oggi, molto più bassa.

Bottega Tenderini, tavolo con utensili, Venezia

Bottega Tenderini, tavolo con utensili, Venezia

La famiglia Tenderini, originaria di Premana, acquista il fondo nel 1804. Al momento dell’acquisto l’officina consisteva in una grande tettoia, una cucina sul retro, una piccola corte e un unico locale al primo piano. La ditta passa di padre in figlio fino a oggi: Marco ne è titolare mentre il padre Taddeo, il maestro, aiuta e ancora consiglia.

Premana si trova in Valsassina (vicino al lago di Como in provincia di Lecco), è una zona ricca di miniere di ferro ed è stata a lungo al confine tra il Ducato di Milano, il Cantone svizzero dei Grigioni e la Repubblica di Venezia. A partire dalla fine del Cinquecento numerose famiglie emigrano da Premana a Venezia, si tratta di maestranze locali, per lo più fabbri, che ritroviamo attive all’interno dell’Arsenale e nelle botteghe veneziane. Oggi resta una traccia di questa immigrazione nei cognomi di alcune famiglie (ad es. Ratti, Bellati, Pomoni, Fazzini).

Già a partire dal Mille esiste a Venezia una Scuola dei Fabbri, la corporazione che riuniva al suo interno oltre ai veri e propri fabbri (fravi, in veneziano) anche gli arrotini (coltelèri), i calderai (calderèri), gli spadai (spadèri) e i ferrivecchi (strassa fèri). La sede della scuola si trovava inizialmente nella chiesa dei Frari e viene poi spostata a San Moisè. Oggi ne è ancora visibile la facciata sul fianco della chiesa.

Ringhiera di ponte, dettaglio, Venezia

Ringhiera di ponte, dettaglio, Venezia

Ringhiera di ponte, dettaglio, Venezia

Ringhiera di ponte, dettaglio, Venezia

L’arte del fuoco e la città dell’acqua. Il ferro è il legante della città. Saldo, duttile, discreto, lo ritroviamo sui muri dei palazzi – cancelli, inferriate, tiranti, maniglie – così come nei canali – i ‘ferri’ di poppa e di prua delle imbarcazioni in legno, a cominciare dalla gondola. E ancora, si ritrova nella toponomastica traccia evidente della presenza di queste maestranze e delle loro botteghe (Calle dei Fabbri, Riva del Ferro).

Ringhiera di ponte, Venezia

Ringhiera di ponte, Venezia

Quello che colpisce osservando alcuni degli oggetti prodotti da queste maestranze è la raffinatezza dei dettagli: linee morbide, sagomature semplici ma armoniose, riccioli e fascette, fogliame stilizzato e geometrie arrotondate. Ogni oggetto ha una sua dignità, un’anima. Le opere in ferro a Venezia si integrano con le architetture e si adattano alle misure irregolari dei vuoti e dei pieni. In nessun luogo come a Venezia è difficile montare manufatti prefiniti o stampati, misure standard. Al contrario, ogni pezzo va adattato alla natura irregolare della città.

Interno di serratura antica, Venezia

Interno di serratura antica, Venezia

Marco Tenderini al lavoro

Marco Tenderini al lavoro

La bottega Tenderini si è specializzata nel tempo nella produzione di tutta quella ferramenta utilizzata nel restauro di una casa come cerniere, inferriate, serrature, nella fattura di elementi – decorativi e non – per barche, ma anche nella produzione di attrezzi per falegnami, muratori, marmisti e squerarioli.

E’ possibile visitare la bottega, accompagnati da una BestVeniceGuide. Al suo interno è possibile ammirare manufatti antichi come serrature dal decoro interno elaborato con le loro chiavi, attrezzi e modelli di inferriate ‘alla galeotta’. Chiacchierare con Marco e vederlo all’opera è come accorciare lo spazio temporale che in questa città, in effetti, si dilata senza soluzione di continuità.

Giovanna Gradella
BestVeniceGuides
www.touringvenice.com

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