La basilica di San Marco e i suoi restauri: ma è originale? Parte Seconda

Nov 11, 2019 | architettura, arte, restauro, scultura | 0 commenti

 

Riprendo in questo post la questione dei restauri dei monumenti antichi a Venezia, e in particolare di quelli della Basilica di San Marco, perché è soprattutto a San Marco che i turisti, abbagliati da tanta bellezza, chiedono a noi, Best Venice Guides: “Ma è originale?”, mettendoci in imbarazzo, perché è impossibile rispondere con un secco sì o no.

Come vi ho spiegato nel post precedente, sino ancora agli anni ’30 dell’Ottocento, restaurare un mosaico significava rifarlo, mantenendo il soggetto iconografico, ma utilizzando lo stile della pittura coeva. Fu nei decenni seguenti che si cominciò invece a concepire il restauro come riproduzione fedele del mosaico esistente.

Quindi divenne obbligatorio, prima di demolire un mosaico per rifarlo, eseguire i lucidi dell’opera, per poterlo rifare fedelmente.

Venezia, Basilica di San Marco, Cupola della Pentecoste

Dal 1867 la ditta Salviati ottenne l’esclusiva per tutti i restauri dei mosaici nella Basilica di San Marco. Furono proprio i Salviati a restaurare la cupola della Pentecoste, e pensate un po’: staccarono molti brani del mosaico duecentesco per venderli a studiosi o semplici turisti, oppure addirittura per regalarli!

Regalarli, sì! Antonio Salviati aveva fondato anche una società italo-britannica, e fu per promuovere i suoi affari in Gran Bretagna che, nel 1869, donò una delle teste della cupola della Pentecoste al Victoria and Albert Museum. Ma ci pensate? Le teste originali vendute o regalate, mentre teste nuove, realizzate con tessere nuove, decorano da allora la cupola, vi rendete conto?

E’ originale la cupola della Pentecoste? Ovvio che no, e lo stesso vale per la volta dell’Apocalisse, per la quale la ditta Salviati fu addirittura portata in giudizio e condannata. Badate, non per i pezzi antichi venduti, ma per il modo scorretto di eseguire i lavori.

Venezia, Basilica di San Marco, facciata nord

E che dire dei restauri architettonici? Nel 1840 la Basilica di San Marco era davvero in stato di abbandono e di degrado, i restauri erano assolutamente necessari e furono affidati all’architetto Giambattista Meduna (1800-1887), valente fautore della concezione di restauro promossa in Francia da Viollet-le-Duc, secondo la quale un monumento antico poteva liberamente essere modificato, a condizione di mantenerne integro lo “stile”, il “carattere”. Meduna iniziò con la facciata nord, ed era un uomo che sapeva lasciare un segno: quella facciata fu totalmente demolita e poi ricostruita, con ingenti sostituzioni delle lastre di marmo, delle pietre, delle decorazioni, che si concluse nel 1864, con il plauso della cittadinanza intera.

Furono tutti così soddisfatti, che gli affidarono anche il restauro della facciata sud, dove nel 1868 l’uomo iniziò alacremente a lavorare, per riportare la facciata “al suo antico splendore”, ossia demolendola e rifacendola in modo migliore. In modo migliore, cioè con le correzioni che a Meduna sembrarono appropriate.

Venezia, Basilica di San Marco, facciata sud, Wikimedia

La facciata sud subì pesantissime alterazioni in quei lavori, ma, per permettervi di capire che cosa si intendesse per “stile” e “carattere”, vi mostro un solo elemento.

Antonio Visentini, rilievo della facciata sud della Basilica di San Marco, 1761

La foto qui sopra è del rilievo della facciata eseguito nel 1761 da Antonio Visentini. Vedete verso destra la grande finestra rettangolare?

Riguardate adesso la foto di questo particolare: la finestra rettangolare è stata accorciata, ed è divenuta una bifora gotica, perché così era più “in carattere” con il resto della chiesa.

Venezia, Basilica di San Marco, facciata sud, dettaglio bifora gotica, Wikimedia

E per questi lavori Meduna ricevette non solo il plauso della cittadinanza veneziana, ma anche un’onorificenza da parte del governo italiano.

Quando però, nel 1879, si diffuse la notizia che stavano per cominciare i lavori di restauro della facciata principale della Basilica, con una miccia incendiata da John Ruskin scoppiò una polemica internazionale che raggiunse proporzioni planetarie. Per la prima volta ci si interrogò apertamente sul restauro, per la prima volta questo metodo fu considerato una falsificazione del monumento, per la prima volta le antiche architetture del passato furono considerate documenti e testimonianze, che si era in obbligo di conservare e tramandare alle generazioni future.

Venezia, Basilica di San Marco, facciata ovest

Lo scandalo internazionale che salvò da Giambattista Meduna la facciata principale della Basilica di San Marco fu – in Italia e in Europa – l’inizio di un modo totalmente nuovo, filologico di pensare al monumento, all’importanza della sua autenticità, al valore irrinunciabile di questa autenticità e alle nuove regole sulla conservazione.

Maria Colombo
BestVeniceGuides
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