Venezia e i suoi gioielli Palazzo Pesaro degli Orfei Fortuny

Feb 17, 2020 | architettura, arte, artigianato, donne, moda, palazzo, personaggi illustri, pittura, società | 0 commenti

 

Palazzo Pesaro degli Orfei, Piano nobile, Venezia

È una domenica estiva freddina, piove a dirotto…

Decido di entrare a Palazzo Pesaro degli Orfei, detto anche Palazzo Fortuny, a San Beneto. Non mi capita spesso di visitarlo: gli ospiti che vengono a Venezia preferiscono normalmente delle visite guidate di Palazzo Ducale, della Basilica, delle isole… tutti luoghi affascinanti, ricchi di storia, di cultura e di tradizioni veneziane.

Ogni tanto mi giunge qualche richiesta per visite meno scontate, alle Gallerie dell’Accademia, per esempio, o a Ca’ Rezzonico, oppure al complesso della Pietà o dell’Ospedaletto.

Raramente mi capita di portare ospiti a Palazzo Fortuny…

Oggi ci sono venuta quindi per me stessa, e mi sono seduta sul divanetto al secondo piano, immersa in un’atmosfera indescrivibile. Nel silenzio, sento il rumore della pioggia che batte pesantemente sui tetti.

Mariano Fortuny… chi era costui?

Mariano Fortuny, Autoritratto, Palazzo Fortuny, Venezia

La casa che fu abitata dal grande ed eclettico artista spagnolo Mariano Fortuny, e che ospitò anche il suo laboratorio, è un gioiello che merita davvero una visita.

Mariano nacque in Spagna. Era figlio di un pittore e la sua casa fu sempre frequentata da artisti di vario genere. Il padre morì quando il piccolo Mariano aveva solo tre anni, e la madre, Cecilia, con energia e caparbietà si occupò dell’educazione e dell’istruzione dei due figli ancora piccoli, portandoli spesso in viaggio.

Mariano ben presto dimostrò un vero talento artistico, ed una volta che la famiglia si trasferì a Venezia cominciò a prendere lezioni all’Accademia di Belle Arti.

Ma i suoi interessi non si limitavano solo alla pittura. Mariano era un genio eclettico, gli piaceva il teatro con le luci e la scenografia, amava disegnare costumi, adorava la stoffa con la quale creava ogni tipo di oggetto… Geniale già di suo, Mariano raggiunse l’apice della sua creatività quando incontrò la sua musa ispiratrice, Henriette, che diverrà sua fedele compagna.

Mariano Fortuny, Ritratto di Henriette, Palazzo Fortuny, Venezia

Palazzo Pesaro degli Orfei

Fortuny riuscì ad acquisire, con acquisti successivi, l’intera proprietà di Palazzo Pesaro degli Orfei e qui stabilì la sua dimora ed il suo laboratorio. Dopo la sua morte il palazzo, comprese le inestimabili collezioni che conteneva, fu donato dalla vedova Henriette alla città di Venezia.

Oggi al secondo piano si possono ammirare numerosi quadri di Mariano: ritratti, autoritratti, paesaggi, studi, copie di quadri dei grandi maestri dell’arte veneziana.

Ma non nego che non sono venuta qui per i suoi quadri, nonostante il loro inestimabile valore.

Ciò che oggi mi ha portato qui sono le stoffe dai colori vivaci, dai disegni originali, dalle stampe uniche…

Velluti Fortuny, Venezia

Di Fortuny mi piacciono in particolar modo le lampade in seta, come le eccezionali lampade a scudo oppure quelle più piccoline, dette cesendello.

Lampada a scudo, Palazzo Fortuny, Venezia

Lampada cesendello, Palazzo Fortuny, Venezia

Eccezionali sono poi i vestiti, come i numerosi Delphos qui esposti: li trovo di una raffinatezza e di una squisitezza uniche, con la loro sottilissima plissettatura, creata da Fortuny stesso. Non a caso le donne celebri della prima metà del ‘900 erano tutte clienti della Manifattura Fortuny, una tra le tante Eleonora Duse. Il mio Delphos preferito è ovviamente quello della tonalità sul rosso, impreziosito da una sopravveste trasparente, impalpabile, con una originalissima stampa dorata.

Vestito Delphos, Palazzo Fortuny, Venezia

Dettaglio vestito Delphos, Palazzo Fortuny, Venezia

Sono qui anche per ammirare alcuni costumi appartenuti alla collezione personale di Mariano: vesti turche, albanesi, marocchine del XVIII e del XIX secolo.

Veste turca albanese, Palazzo Fortuny, Venezia

Dettaglio veste turca albanese, Palazzo Fortuny, Venezia

Non mi stanco affatto di scrutare tutti gli angoli del Piano Nobile… ma decido di salire al terzo piano, dove Fortuny aveva allestito il suo laboratorio. Rimango affascinata dai dettagli del suo studio, nonché dalle matrici in legno che venivano usate per stampare la seta con originalissimi disegni.

Studio di Mariano Fortuny, Palazzo Fortuny, Venezia

Matrici in legno per la stampa dei tessuti, Palazzo Fortuny, Venezia

E ancora tende, tuniche, lampade…

Scendendo lancio un’occhiata fuori dalla finestra: piove ancora, ma la vista sui tetti di San Beneto è pur sempre meravigliosa, anche in una giornata come questa. Peraltro, non sono l’unica estimatrice dei tetti di Venezia: a quanto pare, anche Mariano li ammirava estasiato e li riproduceva nei suoi dipinti.

Mariano Fortuny, I tetti di San Beneto, Venezia

I tetti di San Beneto… da un’altra finestra, Venezia

Se un po’ vi ho incuriosito, vi aspetto, assieme a tutte le BestVeniceGuides, per una vista guidata in questo palazzo fuori dal tempo e per raccontarvi la storia di questo grande genio del primo ‘900.

Monica Gambarotto
BestVeniceGuides
www.guidedtoursinvenice.com

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