Un bocciolo di rosa rossa per celebrare l’amore eterno

Apr 25, 2020 | curiosità e tradizioni veneziane | 0 commenti

Il 25 aprile, Festa della Liberazione, è un giorno importante per l’Italia ma lo è ancor di più per la città di Venezia, perché vi si celebra il Santo Patrono, San Marco Evangelista, che riposa nella Basilica.

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Emmanuel Tzanes, San Marco Evangelista, 1657, Museo Benaki, Atene

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Ciborio della Basilica di San Marco e tomba del Santo, Venezia

Ancora oggi vi si celebra la messa solenne e ai tempi della Repubblica Serenissima in piazza si svolgeva un’importante processione cui partecipavano autorità religiose, civili e rappresentanti delle arti. 

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Gentile Bellini, Processione in Piazza San Marco, 1496, Gallerie dell’Accademia, Venezia

Non dimentichiamo però che a Venezia esiste una tradizione tipicamente locale che risale a più di 1000 anni fa e non ha nulla a che fare con l’aspetto religioso della festività: ogni 25 aprile fidanzato marito dona alla propria donna un bocciolo di rosa rossa (bocolo in veneziano), quale simbolo di vero ed eterno amore.

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Veduta di Piazza San Marco dall’alto con bocolo gigante creato in occasione della festa del 25 aprile 2014: opera di Land Art ideata e coordinata da Elena Tagliapietra con Reading di Alberto Toso Fei nell’ambito del progetto biennale Venezia Rivelata.

Ma perché questo meraviglioso gesto proprio in questo giorno?

Dobbiamo fare un enorme passo indietro nel tempo: in un momento imprecisato della storia una giovane donna di nome Maria, figlia del doge Angelo Partecipazio (810 o 811-827), per intenderci colui che ha spostato la sede ducale a Rialto, si innamora, ricambiata, di Tancredi, un popolano.

Lei è così bella, ha occhi così ardenti che tutti la soprannominano Vulcana.

Come ogni storia d’amore tragica che si rispetti, il padre di lei è totalmente contrario alla loro unione. Ma l’amore non si può fermare, così Maria chiede al suo amato di andare in Spagna a combattere con l’esercito di Carlo Magno contro gli infedeli; in questo modo il padre non potrà più opporsi e dovrà accettare quest’uomo valoroso, degno di sua figlia.

Tancredi parte e si distingue per il suo valore in guerra. Ma la triste sorte è in agguato: l’eroe viene colpito a morte dal nemico e cade sanguinante sopra un rosaio; prima di esalare l’ultimo respiro coglie una rosa e prega l’amico Orlando, epico paladino celebrato nel poema della “Chanson de Roland”, di portarla alla sua amata Maria. 

Bocolo di rosa rossa donato all’amata ogni 25 aprile a Venezia

Ma anche il destino di Orlando è altrettanto tragico e saranno alcuni cavalieri francesi che erano stati al suo seguito ad arrivare a Venezia e donare a Maria la rosa, ancora tinta del sangue di Tancredi.

Il giorno seguente, 25 aprile, festa di San Marco, la giovane viene trovata morta con il bocciolo di rosa sul cuore, rifiorito e fresco come appena colto.

Una storia tristissima ma altrettanto bella, perché simboleggia l’amore puro, vero, eterno, che neppure la morte può sconfiggere. 

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Tancredi e Maria, protagonisti della triste storia d’amore, disegni di Alessandra Battistel

Esiste anche un’altra tradizione meno conosciuta, ma questa volta con un bel lieto fine.

Il marinaio della Giudecca Basilio, secondo la leggenda, contribuisce al recupero del corpo di San Marco e come premio per questo gesto riceve in dono il roseto che si trova vicino alla tomba del Santo.

Jacopo Tintoretto, Trafugamento del corpo di San Marco, 1562-1566, Gallerie dell’Accademia, Venezia

Quando muore, le piante, rigogliose e piene di splendide rose, segnano il confine tra le porzioni della proprietà ereditate dai suoi due figli. Purtroppo scoppia una faida tra i due rami della famiglia che si conclude con un omicidio e il roseto smette di fiorire.

“Romeo e Giulietta” docet ed anche in questa storia scoppia l’amore tra due giovani che appartengono a famiglie rivali e proprio grazie a questo sentimento avviene il miracolo: le rose sbocciano di nuovo, più belle che mai e con una di queste il ragazzo si dichiara alla sua amata.

Roseto fiorito

Una fine totalmente diversa dalla storia precedente ma che simboleggia ancora una volta ciò che esiste di più importante: AMARE!

Chiara Agnetti
BestVeniceGuides
agnettichiara1@gmail.com