Anna Maria Venier

Anna Maria Venier

Lingua: Francese, Italiano

: +39 3473500181

Abilitazione: Venezia (2005) - Abilitazione: Parte orientale della Provincia di Venezia e isola di Torcello (1998)

“L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi.” (Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto)

La visita ad una città, ad un museo, lo studio di un’opera d’arte, non sono di per sé nient’altro che uno sguardo dentro noi stessi, un riflesso di conoscenza dell’altro, del diverso, per una maggiore consapevolezza. Il mio scopo è perciò quello di condividere con chi visita, non solo delle informazioni, ma anche e soprattutto un’esperienza. Venezia non è come qualunque altra bellissima città d’arte e storia, ha delle peculiarità che vanno riconosciute, rispettate, ma anche vissute come qualcosa di autentico, quasi come la quotidianità di un presente, che sembra sempre immerso in un’opera d’arte. E per la sua conformazione urbanistica, labirinto bagnato di pietre e mattoni, interrotto e circondato dall’acqua, per le sue origini e la sua storia, può essere uno specchio per ogni sguardo nuovo che la incontri.

La mia Formazione

Sono nata e cresciuta a Venezia dove ho frequentato il Liceo Classico e l’Università Ca’ Foscari, Facoltà di Lingue e Letterature straniere. Laureata in Letteratura Francese, ho sostenuto durante il mio ciclo di studi anche esami di arte e storia. Grazie ad un progetto di scambio universitario ho lavorato come assistente d’Italiano in Francia, al Liceo Raymond Naves di Tolosa. Lì ho conosciuto professori di cultura classica, che  mi hanno convinta ad accompagnarli con i loro studenti in viaggio scolastico nella mia città. Le loro letture di pittori come Bellini, Carpaccio, Giorgione e Tintoretto, mi hanno svelato un mondo, che nel tempo ho potuto condividere studiando per l’esame che mi permette ora di lavorare come guida turistica di Venezia e della sua laguna. La letteratura, la danza moderna e il cinema sono stati i miei primi amori (stages di danza, corsi di lettura e critica del testo filmico, supplenze in scuole medie e licei), ma già all’università ho iniziato la professione di accompagnatore turistico con gruppi di adulti e studenti italiani e francesi in Italia e in Europa. Volevo lavorare viaggiando, per conoscere, divertirmi e abitare altrove,  ma una sorta di nostalgia e circostanze della vita mi hanno ricondotta qui. Venezia era sempre la stessa, ma diversa, probabilmente perché io ero cambiata. E oggi la vedo e cerco di raccontarla come l’ho vissuta da ragazzina e come la sento ora, e a volte mi stupisco ancora di trovarla nuova.

Cosa vi suggerisco

La cultura veneziana nasce nelle isole, nelle barche, tra i canali. Poter passare un po’ di tempo in laguna, vedere alcune isole meno note come Torcello, Sant’Erasmo, Pellestrina, sarebbe interessante per capire meglio la storia di una civiltà, che in parte è ancora viva proprio lì. E’ indubbio inoltre che la visita classica della Piazza San Marco con la Basilica e il Palazzo Ducale sia il concentrato per eccellenza di storia e arte per chiunque arrivi qui la prima volta, ma questa città è talmente ricca di possibilità di itinerari tematici riguardo l’urbanistica, l’architettura, la pittura, la musica, l’artigianato e la vita quotidiana, che la decisione di scoprire percorsi meno turistici non deve essere percepita come una mancanza di conoscenza di un luogo che, al contrario, nasconde delle bellezze e curiosità proprio dove pochi considerano interessante una sosta. Oltre a tutto il resto, io mi permetto di suggerirvi anche una scelta non prestabilita, perché ogni sestriere ha ricchezze e dettagli che non sono di minore importanza. Perdersi tranquillamente tra calli, campi e fondamente, senza una meta fissata in partenza, varcare per caso una soglia o un arco ed essere meravigliati, è di per sé un’esperienza che raramente si vive in modo così naturale in altre città. E potrà essere maggiormente apprezzata se accompagnata dalla visita di un interno, in cui l’arte veneziana per eccellenza, la pittura, aiuterà il nostro sguardo a vedere e capire con occhi diversi. Le gallerie dell’Accademia, la Ca’ Rezzonico, le Scuola Grande di San Rocco, la scuola di San Giorgio degli Schiavoni, solo per citare qualche esempio, racchiudono opere di pittori, che hanno la capacità di farci scoprire Venezia con questo sguardo nuovo. Luci e ombre, storia e atmosfera di una città vera. E tra i dipinti da non mancare, nella Pinacoteca del Correr, a volte anche lui in viaggio tra un’esposizione e l’altra, il mio preferito da sempre, sopra tutti, le Due dame del Carpaccio.