Francesca Zanatta

Francesca Zanatta

Lingua: Cinese, Inglese, Italiano

: +39 3381496494

Abilitazione: Venezia (2009) - Abilitazione: Treviso (2004)

Nel suo libro “La montagna dell’anima”, Gao XingJian scrive: “non avere una meta è comunque una meta”. Questo suo pensiero esprime al meglio il mio sentire, vivere e visitare Venezia. Perché a Venezia non è necessario avere una meta e, non appena si pensa di averne raggiunta una, questa diventa il punto di partenza per altre mete sorprendenti e affascinanti in una città che è tutto, fuorché banale.

Venezia si tuffa leggera in noi e ci possiede con eleganza ed entusiasmo. Penso che quando si cammina a Venezia si arrivi ovunque e, allo stesso tempo, da nessuna parte. Ogni parte è Venezia stessa, la sua vera essenza. Ogni parte è l’inizio e la fine di un viaggio, la fine e l’inizio di un itinerario. Di un viaggio nel  tempo in cui le pietre parlano di lei, le acque dei calmi rii sussurrano segreti, gli odori e i profumi confondono e stordiscono, i colori vibranti inebriano i nostri occhi. E noi, lascivi, ci lasciamo guidare tra calli e rii, osservandola, ascoltandola, gustandola, toccandola e respirandola. Per me Venezia è l’esaltazione dei sensi, o la si ama o la si detesta. Io l’amo.

La mia Formazione

Mi sono laureata in Lingue e Letterature Orientali presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”, con indirizzo in Lingua e Letteratura Cinese.

Al termine degli studi, la mia passione per l’Oriente mi ha portato a viaggiare e a trovare impiego presso tour operators come addetta alla programmazione di itinerari e alla vendita di viaggi in Oriente ed Estremo Oriente.

Il desiderio di conoscere i legami tra Venezia e l’Oriente mi ha guidata nello studio appassionato di questa città e, nel tempo, ho maturato la scelta di trasformare la mia passione nella mia professione. Accompagno e guido gli ospiti di Venezia nell’intricato labirinto di cultura e culture, storia e storie, arte e meraviglie che solo questa città possiede.

Cosa vi suggerisco

Suggerisco di osservare Venezia con occhi nuovi. Di guardare con occhi curiosi anche le cose più scontate, quelle che consideriamo banali perché le vediamo tutti i giorni o ci sembrano insignificanti.  Ovunque ci sono grandi tesori, opere d’arte o architettoniche che meritano di essere ammirate e apprezzate.

Insieme visiteremo i luoghi più famosi, come Piazza San Marco e i suoi monumenti,  la Basilica dei Frari, le Gallerie dell’Accademia. Ma ciò che più mi piace e suggerisco di fare è semplicemente lasciarsi guidare dall’intuito per scoprire e visitare luoghi dove i dettagli , i simboli e gli aneddoti riportano indietro nel tempo, riscoprendo spazi perduti e memorie erranti. I sestieri veneziani sono scrigni preziosi che aspettano di essere scoperti e vissuti,  letti e riletti come dei libri, pagina dopo pagina, calle dopo calle, palazzo dopo palazzo, chiesa dopo chiesa. Come i miei preferiti San Polo, Cannaregio, Dorsoduro e Castello. Venezia è un museo a cielo aperto.

Il mio ultimo suggerimento, ma non per questo meno importante, riguarda la laguna. La laguna di Venezia offre un paesaggio di inebriante bellezza che invita alla calma e alla meditazione, come le isole di Torcello, San Francesco del Deserto e San Lazzaro degli Armeni. Nella bella stagione mi piace pedalare in bicicletta sull’isola di Sant’Erasmo tra i verdi e rigogliosi campi coltivati, fermandomi, di quando in quando, per una breve sosta in una delle sue piccole spiagge assolate in riva al mare.

Mi piacciono anche i panorami della laguna sud con i vecchi casoni di caccia, le valli da pesca e le isole di Pellestrina e Malamocco che mi ricordano i piccoli dipinti settecenteschi “La caccia in valle” di Pietro Longhi.