Nataliya Dmytruk

Nataliya Dmytruk
Lingua: Inglese, Italiano, Russo, Ucraino

: +39 3407342565

Abilitazione: Venezia (2011)

Venezia, ispirazione eterna per la nostra quiete.

Una città fatta di pietra e lambita dall’acqua dei canali, stupenda sotto il sole e indimenticabile 
avvolta nella nebbia.

  1. Il cuore di Venezia è piazza San Marco, ma ancor più attraente è tutto il corpo della città.
  2. Visitare Venezia senza entrare nei suoi palazzi è come vedere uno spettacolo senza entrare in 
teatro.

La mia Formazione

Nata in Ucraina nel 1974.
Laureata in lingue ucraino e inglese a Kherson, Ucraina nel 1996.
Per un anno ho insegnato inglese in una scuola superiore a Ternopil in Ucraina.

Ho lavorato come interprete inglese/ucraino ed insegnavo inglese presso il seminario luterano di Ternopil in Ucraina per cinque anni.
Dal 2002 sono in Italia, Venezia.
2002‐2009 ‐ studio e lavoro come receptionist di vari hotel a Venezia.

Dal 2009 sono accompagnatrice turistica, abilitata per le lingue russo e inglese. Dal 2011 sono guida turistica di Venezia, abilitata per le lingue russo e ucraino Nel 2015 ho preso l’abilitazione come guida turistica in inglese.

Cosa vi suggerisco

Quando un turista viene a Venezia per la prima volta rimane spesso perplesso perché si perde facilmente nel labirinto della città. Suggerirei ad ogni visitatore di scoprire questo labirinto senza una mappa. Solo perdendosi si riesce a trovare le meraviglie nascoste di Venezia.

Il sestiere di Castello, ad esempio, si può esplorare cominciando dall’isola di San Pietro. Il campo di San Pietro è rimasto quasi intatto per secoli. Raramente lì si trova un turista. Lo scenario è spettacolare: numerose le barche dei veneziani legate ai pali, il campo verde, come lo erano un tempo tutti i campi della città, la gente che chiacchiera sulle panchine o pulisce la barca, le signore che tornano a casa con le spese o i signori che bevono un’ombra in uno dei bar, la biancheria colorata e profumata stesa dappertutto ad asciugare, una realtà diversa rispetto a quella del centro città. Si può ammirare la chiesa di San Pietro, ex sede patriarcale di Venezia, in cui ancora riposano le reliquie di San Lorenzo Giustiniani, il primo patriarca della città. Il campanile del 15 secolo è coperto con la pietra d’Istria. La chiesa è un piccolo museo nel quale si trovano gli affreschi di Girolamo Pellegrini, la cappella Vendramin realizzata da Baldassare Longhena, un quadro di Paolo Veronese e altre opere di particolare interesse.

Attraversando il ponte di Quintavalle si arriva in unica VIA di Venezia, via Giuseppe Garibaldi. È sempre un luogo poco frequentato dai turisti se non in occasione della Biennale, che si tiene nei giardini pubblici nelle vicinanze. Di mattina si trova un piccolo ma ricco mercato di pesce e si sente la lingua originale dei veneziani dappertutto. Sono particolari le barche ormeggiate che fungono da negozi galleggianti. Nella calle di San Domenico è appesa una lastra che ci informa della dimora di Giambattista Tiepolo, famoso pittore del 18 secolo.

Invece la calle di fronte ci porta alla fondamenta della Tana dalla quale ammiriamo le Corderie della Tana, così chiamate perché una volta vi si producevano le gomene per le navi, le corde. La canapa invece veniva portata dalla Tana (così una volta si chiamava il fiume Don).
Attraversando il ponte a destra arriviamo in campo della Tana e poi in campo Arsenale (grande complesso di cantieri dove si costruivano le flotte veneziane). L’ingresso da terra dell’Arsenale finito nel 15 secolo assomiglia a un arco trionfale. Dopo la battaglia di Lepanto vinta nel 1571 l’ingresso all’Arsenale fu decorato con la statua di Santa Giustina e con il Leone Alato. E nel 17 secolo vengono aggiunti terrazza, cancello e statue allegoriche. Di particolare interesse sono i leoni portati a Venezia da Francesco Morosini dal Pireo e dall’isola di Delo. Provate a trovare le rune antiche rimaste incise sul corpo di uno dei leoni. Un busto di Dante Alighieri sul muro dell’Arsenale ricorda la Divina Commedia del poeta nella quale la pece dell’ Inferno viene paragonata alla pece che bolliva in Arsenale. E’ incredibile trovarsi di fronte ad un edificio che rappresentava la vera potenza economica, politica e militare della Repubblica.

Il campo di San Martino si raggiunge per la fondamenta del Purgatorio. Esistono varie legende che spiegano il cupo nome della fondamenta. Mi chiedo a volte se esiste una possibilità di scoprire dove a Venezia finisca la leggenda e cominci la realtà… O viceversa. La maestosa facciata della chiesa di San Martino ricostruita da Jacopo Sansovino nel 16 secolo racconta la storia di Venezia attraverso la bocca di leone per le denunce contro i bestemmiatori. L’interno della chiesa invece è ricco di affreschi di Jacopo Guarana, Fabio Canal e Antonio Zanchi (sagrestia). Nella chiesa è sepolto il doge Francesco Erizzo. Se il suo corpo si trova nel monumento di Mattia Carnero in chiesa di San Martino, il cuore del doge è nascosto vicino alla tomba di San Marco in basilica.

Ho suggerito solo come cominciare ad esplorare il sestiere di Castello, ma invito a continuare prenotando una guida locale che vi porterà in un mondo dove il passato convive con il presente, i miti si incrociano con la storia; la vostra guida vi aiuterà ad alzare il sipario per entrare nel vero spettacolo della vita veneziana.