Il giardino Barnabò: grazie, Anna!
Uno dei momenti magici vissuti da me con Anna ed alcuni amici musicisti in giardino: qui il trombettista Michael Cartile suona la sua tromba tascabile durante il concerto in cui Kerry-Anne Kutz, soprano, ci ha allietato con belle arie. Tra i musicisti amici presenti anche Sandra Hunt (piano), Gary Russell (violoncello), Vanessa Hunt Russell (violoncello) e last but not leastRichard Prytula un tempo suonatore di fagotto, organizzazatore dell’evento
Èuno dei giardini più belli di Venezia, non solo per la vista impagabile sul Canal Grande, ma anche e soprattutto per il gusto con cui per molti anni è stato curato da Anna, moglie del Conte Barnabò.
Anna è stata l’anima del giardino e tuttora vive nelle molte rose che aveva scelto e accuratamente disposto.
Le rose sono in gran parte moderne, quindi leggermente profumate, perché Anna preferiva che rifiorissero, sia pur con vigore diverso nel corso della stagione.
Penso per esempio alle New Dawn, di color rosa pallido, anzi pallidissimo e dalle sfumature di perla, che ricoprono tutto il muro di cinta ed anche il gazebo.


Opportunamente in entrambi i casi sono state aiutate da un graticcio perché non sono rigide e hanno bisogno di sostegno. La Contessa le aveva scelte non perché brevettate per prime nella storia, nel lontano 1930, ma per le loro sfumature. Anna perdonava loro anche il fatto di essere sempre in ritardo all’inizio della stagione, di farsi attendere troppo, perché poi si mostravano generosamente e con fioriture abbondanti a ripagarla dell’attesa.
Il giardino è disposto all’italiana, con le tipiche aiuole di bosso, ma il suo carattere è dato da forti elementi veneziani, come per es. i gruppi mitologici all’entrata, spesso sculture di divinità nel momento in cui dimostrano la propria forza, richiamo a quella della natura e della terra.
Ci accolgono dunque puntualmente all’entrata del giardino, dopo la tipica corte con vera da pozzo, due gruppi di statue mitologiche: da un lato Ercole solleva Anteo dalla terra che lo rendeva invincibile, e dall’altro Giove rapisce Ganimede in cielo.
E dopo la piccola corte, al centro di quattro aiuole con statue delle quattro stagioni, c’è una fontanella con Ercole bambino vincente sul serpente, ad ulteriore conferma e dimostrazione di quanto appena detto.

Le quattro aiuole offrono un tripudio di rose di vario tipo, in gran parte di color pastello, quelle preferite dalla Contessa. Noi guide, sue amiche, la chiamavamo (e la chiamiamo) ancora così, non solo per il titolo, ma per il suo stile raffinato ed inconfondibile.

Tra le rose delle quattro aiuole emerge per altezza l’inconfondibileQueen Elisabeth che troneggia, proprio come una regina, su tutte le altre.

Nata proprio per ricordare l’incoronazione della Regina Elisabetta II nel 1953 è di un bel colore rosa intenso apprezzato dalla Regina che le rende talvolta omaggio anche con il suo abbigliamento.
A pochi centimetri dalla Queen Elisabeth si erge una delle rose più curiose del giardino, laWildfire dai petali piegati che sembrano appassire, ma al contrario vivacissimi come dimostra anche il loro vibrante colore di fuoco.

Le rose scelte da Anna variano molto anche in base alle diverse articolazioni del giardino; in posizione dominante sta la splendida Gioia

-vedi il post di Fiona Giusto-, a cui fa da contraltare la Capucci con le sue strepitose gradazioni di colore

Tra regine e stilisti non potevano mancare le imperatrici: ecco dunque l’Imperatrice Farah, una bella rosa bianca con bordi sfumati di rosso carminio

discussa come la persona, nonostante alcuni detrattori, beneficia della stima dei più.
E che dire dell’intensità della Chantal Mérieux a sottolineare il profondo legame di Anna con la Francia


e dell’inquietante strano colore “notturno” della Blue Moon visibile anche dal Canal Grande?

Non mancano altri colori tra cui per es. il giallo canarino con sfumature di limone di Alba Chiara, il giallo ocra diPrimo Sole e naturalmente i bianchi tra cui quello della spumeggiante Sea Foam, non a caso vicino all’acqua


o quelli della candida Giovanni Paolo II, della grande gioiosa Letizia, della profumataIsabelle de Reimpré e della piccola Snow Carpet

Quest’ultima copre quasi completamente la bellissima vera da pozzo celebrativa del matrimonio Cappello-Malipiero, le due famiglie che per secoli hanno abitato il palazzo prima dei Barnabò. I Malipiero hanno avuto anche l’onore, da Federico Barbarossa, di poter mettere una piuma dell’aquila imperiale nel loro stemma

La rosa -per Anna- era sempre al primo posto, ma non mancano nel giardino altre presenze tra cui il lillà,le camelie, le ninfee, gli anemoni giapponesi e i gelsomini, tutti fiori bianchi dalle sfumature diverse o l’iris dai colori meno sfruttati come il rosa e il giallo


o le grandiose ortensie di vario tipo tra cui la spettacolare Annabelle

Questa ortensia non ha pari tra quelle del suo genere per le enormi infiorescenze ad ombrello. Trapiantata da un bosco dell’Illinois nella vicina cittadina di Anna da due sorelle nel 1910, venne riscoperta e commercializzata circa cinquant’anni dopo e dedicata alle due belle (sorelle) di Anna da cui il nome Annabelle.
TRA TUTTE QUESTE MERAVIGLIE IL TUO GIARDINO è UN VERO INCANTO: GRAZIE ANNA !
P.S.: Per gentile concessione dei discendenti Barnabò, e con il dovuto preavviso, questo spettacolo, se accompagnati da una guida qualificata ed autorizzata dalla proprietà, è ancora visibile e godibile.
Loredana Giacomini
BestVeniceGuides
loredanagiacomini@gmail.com

