Perché ci si perde a Venezia? Un elogio al vagare intelligente

Dic 23, 2019architettura, società, storia, urbanistica0 commenti

 

Quando anche la tecnologia non aiuta a orientarsi a Venezia

Venezia è una città in cui ci si perde. Succede, ovviamente raramente, anche ai residenti. Anche il segnale GPS si rivela impreciso. Mentre vi trovate in una “calle”, indica quella vicina accanto. Le mappe digitali non sempre funzionano: digitando l’indirizzo e il numero civico esatto, a volte è dato il punto errato. Vi capiterà di voler ritornare a un punto che avete passato precedentemente e girando intorno, non lo ritroverete più. E così spesso vi verrà da chiedere: “Scusi, come arrivo a…?”. I veneziani vi guarderanno chiedendosi se davvero possono dirvi la verità. E no, alla fine in molti diranno: “Sempre dritto!”. Il bello è che non è (quasi) mai dritto.

Angoli e calli a Cannaregio, Venezia

C’è una ragione per cui Venezia è stata costruita così?

Perché i veneziani hanno costruito una città dove ci si perde? Parzialmente, la ragione è che Venezia è una città costruita su isole fatte di fango e intorno a un reticolo di canali che tra un deposito di detriti fluviali e l’altro si sviluppa a seconda della forza della marea e della corrente. Forme naturali e irregolari a cui l’intervento umano ha solo in parte potuto dare una forma razionale. Le bonifiche del terreno seguono delle regole, ma, per via della natura peculiare della laguna, non si è sempre arrivati a una trama regolare.

Inoltre, Venezia non nasce come una piccola città che si è ingrandita nel corso del tempo. Piuttosto, sembra che ci fossero alcuni insediamenti che grazie alle bonifiche si sono accresciuti congiungendosi in un’unica città. I ponti furono costruiti in un secondo momento e spesso sono stati costruiti storti per permettere i collegamenti tra la calle di un isolotto e la calle di un altro isolotto che non combaciavano. A Venezia, in altre parole, ci si trova in una città con più centri. E non si vede dove si sta andando.

Il ponte dei Miracoli, Cannaregio, Venezia

Ma ci sono altre ragioni per cui ci si perde. Consideriamo per esempio il luogo in cui la Strada Nuova sfocia in campo Santi Apostoli, davvero uno spazio complesso dove la frustrazione e il senso di disorientamento colgono molti visitatori.

La Strada Nuova

I veneziani la chiamano Strada Nuova, anche se ufficialmente solo una parte di questa arteria della città si chiama così. La Strada Nuova collega la stazione ferroviaria con l’area di Rialto, o meglio con Campo Santi Apostoli. Questa via è il risultato dell’interramento di molti canali. Il progetto iniziò all’indomani della costruzione della ferrovia nella metà dell’Ottocento. Una strada relativamente dritta, ampia e facile da seguire!

La Strada Nuova completata nel 1872

Tuttavia, la Strada Nuova si interrompe improvvisamente in Campo Santi Apostoli. Gli sguardi dei visitatori che dalla stazione ferroviaria hanno camminato per una buona mezz’ora, guardando le vetrine dei negozi, sono interrogativi. Cercano un segnale stradale. Dove si trova Piazza San Marco? Dov’è il ponte di Rialto?

La Strada Nuova dà la falsa sensazione che a Venezia tutto sommato non ci si perda. E invece non è così. Campo Santi Apostoli è un cul-de-sac. Non ci sono indicazioni per raggiungere le principali attrazioni della città.

Guardiamolo assieme questo campo.

Campo Santi Apostoli, un luogo bizzarro e affascinante

Nell’opera di Canaletto Campo Santi Apostoli appare in tutta la sua bellezza.

Campo Santi Apostoli di Giovanni Antonio Canal detto Canaletto, collezione privata, Milano

Si può vedere il lato della Chiesa dei Santi Apostoli, probabilmente fondata nell’XI secolo. Nella chiesa trovò sepoltura Caterina Cornaro, regina di Cipro prima che i suoi resti fossero trasportati nella chiesa di San Salvador.

Il campanile e il suo quadrante con numeri arabi è particolare. Con un permesso speciale, si può salire fino in cima e osservare la città da un punto di vista mozzafiato.

Il campanile e il suo quadrante, Chiesa dei Santi Apostoli, Venezia

Alla destra si può ammirare la Scuola dell’Angelo Custode, antica confraternita devozionale progettata da Andrea Tirali nel 1713. Dal 1813 in questo edificio ha sede la Chiesa della Comunità evangelica, la comunità luterana più antica d’Italia. Entrate, se trovate aperto. Rimarrete sorpresi dalle opere d’arte e dalla storia affascinante dei protestanti a Venezia.

La facciata principale della Scuola dell’Angelo Custode, ora sede della Chiesa luterana evangelica, Campo Santi Apostoli, Venezia

Sull’altra parte del campo, infine, si vede la casa del Doge Marin Faliero, decapitato nel 1355 per tradimento contro lo Stato veneziano.

La casa del Doge Marin Faliero, Campo Santi Apostoli, Venezia

Perché dunque ci si perde a Campo Santi Apostoli? Principalmente perché dalla stazione lungo la Strada Nuova vi siete trovati nella città ottocentesca e d’improvviso vi ritrovate catapultati in una realtà urbanistica medievale, dove al posto dei boulevards ritroviamo ponti, canali e calli.

Ammassati nella calca delle calli veneziane

Negli ultimi tempi, tuttavia, Campo Santi Apostoli è diventato un punto di osservazione di un altro fenomeno. Il numero di persone che visitano la città per un periodo breve è aumentato a dismisura e quanto accade in questo campo è indicativo di come chi arriva a Venezia segua la stessa via. Verso Rialto ci si ritrova in un vero e proprio imbuto. La presenza di negozi di scarsa qualità e rivenditori di cibo spazzatura rende la passeggiata spiacevole. In altre parole, siete finiti nella strada “sbagliata”…

Ci sono quindi diverse ragioni per cui ci si perde a Venezia e diversi modi di perdersi nella città. Quale sceglierete? Il mio consiglio è di perdersi ma, per quanto strano sembri, di pianificare il vostro girovagare. Non abbiate fretta, solo così non vi perderete Venezia.

Luisella Romeo
BestVeniceGuides
www.seevenice.it

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