Jaques Henri Lartigues: L’invenzione della felicità

Mag 11, 2020architettura, arte0 commenti

Mai titolo fu più indicato di questo, l’Invenzione della felicità, per descrivere l’arte fotografica di Jaques Henri Lartigues, in mostra con le sue foto alla Casa Tre Oci fino al 16 giugno.

Jaques Henri Lartigues, L’invenzione della felicità, Casa dei Tre Oci, Giudecca, Venezia

Il tema della mostra sembra fatto apposta per rischiarare questi tempi un po’ speciali e certamente difficili che stiamo vivendo. Sembra superfluo, forse fuori posto, parlare di felicità, invece sarebbe essenziale trovare un altro sguardo, un altro modo se non felice, almeno sereno, per guardare il mondo, esattamente come lo sguardo puro che Lartigues ha sempre avuto e che traspare osservando le foto esposte in mostra.

E non a caso questo suo sguardo arriva a Venezia, una città che ha sempre avuto il desiderio e la necessità di aprirsi verso il mondo e verso il bello che, poderoso, si osserva dalle finestre dei Tre Oci.

Jaques Henri Lartigues, L’invenzione della felicità, Casa dei Tre Oci, Giudecca, Venezia

Lartigue è una figura sui generis nel panorama della fotografia mondiale. Fin da bambino inizia a far foto per diletto, con la macchina fotografica regalatagli dal padre, foto dei famigliari, del suo mondo, visto e rappresentato con la leggerezza di bambino.
Vive una lunghissima vita che copre quasi un secolo, essendo nato nel 1894, e fino alla sua morte avvenuta nel 1986, testimonia con le sue opere il suo tempo. Nonostante gli inizi precoci, Lartigue, noto soprattutto come artista e pittore, è scoperto come fotografo solo in tarda età quando nel 1963 John Szarkowski, nuovo direttore del MOMA, gli dedica una mostra molto importante. 

Le sue foto intime, piene di vita, a volte frivole e certamente gioiose, colpiscono soprattutto perché, dopo due guerre e un periodo di ripresa economica, vedere le immagini dalla vita della Belle Epoque, le bellissime donne ritratte a passeggio, l’attenzione ai dettagli della moda, pareva al tempo stesso anacronistico e tuttavia pieno di fascino. Questo suo occhio speciale rivolto alle belle donne della borghesia parigina – fascinose, eleganti, quasi regali – è un tratto distintivo della sua arte.

Jaques Henri Lartigues, L’invenzione della felicità, Casa dei Tre Oci, Giudecca, Venezia

La mostra si svolge in ordine cronologico, perché si è voluto in parte sfatare il suo marchio di fotografo del beau vivre del mondo dorato in cui è vissuto e inoltre mettere in evidenza il suo percorso durato tutta una vita.

Una sezione importante è l’esposizione di alcune pagine in facsimile dei 126 taccuini, donati alla Francia, diario importante che Lartigue teneva e documentava, ordinando ricordi, memorie e foto.

L’allestimento gioca anch’esso sul tempo, i taccuini, i disegni, i diari, sono stati creati dei grandi teloni che riproducono alcune pagine significative, abitudine di tutta una vita, per scandire le diverse fasi della mostra. Le sue foto sono di una modernità incredibile e a volte surreali. Quando si dice fare i salti di gioia, ecco, Lartigue riesce perfettamente a rendere questa espressione: nei suoi scatti le persone sembrano levitare, saltare, un po’ come le foto in voga ai nostri giorni, amate dai ragazzi che saltano davanti ai monumenti, le immagini sembrano “muoversi” davanti ai nostri occhi, si sente quasi il rombo dei motori delle corse automobilistiche, il fruscio della seta degli abiti delle signore a passeggio, il suono dell’acqua, il volo dei gabbiani.

Jaques Henri Lartigues, L’invenzione della felicità, Casa dei Tre Oci, Giudecca, Venezia

Jaques Henri Lartigues, L’invenzione della felicità, Casa dei Tre Oci, Giudecca, Venezia

Con una franchezza sfrontata ritrae la moglie seduta sul gabinetto durante il loro viaggio di nozze, con la stessa leggerezza con cui ci mostra Picasso a torso nudo, una bellissima ragazza che emerge da una piscina, un ballo a Vichy.

Jaques Henri Lartigues, L’invenzione della felicità, Casa dei Tre Oci, Giudecca, Venezia

Jaques Henri Lartigues, L’invenzione della felicità, Casa dei Tre Oci, Giudecca, Venezia

Sono presenti celebri ritratti come quello di Federico Fellini sul set de “La città delle donne” e quello di Giscard d’Estaing, che nel 1974 lo vuole per la sua foto ufficiale.

Jaques Henri Lartigues, L’invenzione della felicità, Casa dei Tre Oci, Giudecca, Venezia

Ferdinando Scianna ha detto che Lartigue è stato, finora, il solo enfant prodige della storia della fotografia. La fotografia era bambina e Lartigue era bambino con la fotografia. 

Lartigue faceva sempre seguire la sua firma da un piccolo disegno di sole: “È per questo che ho fatto fotografie per tanti anni: per approfittare di questi meravigliosi regali del caso”.

Jaques Henri Lartigues, L’invenzione della felicità, Casa dei Tre Oci, Giudecca, Venezia

Jaques Henri Lartigues, L’invenzione della felicità, Casa dei Tre Oci, Giudecca, Venezia

Ha dato senso a questa invenzione della felicità, ha scelto con le sue foto i momenti che meritavano di essere vissuti, quelli felici.

Marialaura Bidorini
BestVeniceGuides
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