Angelo Minich, dottore, studioso e benefattore che regalò ‘il tempo’ a Venezia

Giu 22, 2020arte, artigianato, personaggi illustri0 commenti

 

In molte parti della città, appesi agli angoli degli edifici, sui muri dei palazzi che si affacciano sui canali, sulle pareti delle chiese, nei vari sestieri di Venezia si notano degli eleganti orologi verdi della fine dell’Ottocento. Sono disseminati in tutta la città e a Murano e indicano l’ora esatta al visitatore e furono il regalo di una grande personalità culturale e scientifica che volle fare un originale e utile dono alla sua città. Chi era questo benefattore e perché regalò gli orologi a Venezia?

L’orologio Minich sul lato di una chiesa di Venezia

Orologio di Angelo Minich a Murano

Si chiamava Angelo Minich e nacque a Venezia nel 1814, la sua esistenza attraversò un lungo periodo storico di cambiamenti per Venezia, ma anche per l’Italia. Nacque sotto la dominazione austriaca, ma morì nel Regno d’Italia, visse la rivoluzione del 1848, l’apertura di Venezia al mondo con la costruzione del ponte translagunare, ma soprattutto fu un luminare e studioso nel suo campo: la medicina. Egli studiò medicina presso l’Università di Padova, dove si laureò nel 1840 e si specializzò in chirurgia, diventando medico chirurgo presso l’Ospedale Civile di Venezia, lavorò presso le carceri di Venezia e iniziò l’insegnamento di medicina a Padova negli anni 1845-1847. Nel 1848 il Governo Manin durante la rivoluzione veneziana contro il dominio austriaco decise di affidargli la direzione dell’Ospedale Civile per i suoi meriti. Nel 1850 diventò primario presso lo stesso Ospedale Civile, dove lavorò fino al 1884. Divenne socio dell’Istituto Veneto di Lettere Scienze ed Arti nel 1850 e si dedicò allo studio e alla ricerca scientifica pubblicando vari atti, frutto della sua osservazione pratica sui casi clinici che aveva curato.

Il busto commemorativo di Angelo Minich a Palazzo Loredan, Venezia

Non si sposò mai, ma si impegnò nella società civile e divenne presidente della Croce Rossa, Consigliere Regionale e, in seguito, Senatore del Regno d’Italia, fu il ventesimo presidente dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti nel 1890. Morì a Venezia nel 1893.

Lasciò la sua eredità all’Istituto Veneto di Lettere Scienze ad Arti assieme alla sua biblioteca e il desiderio di farla ampliare. Con il suo lascito venne istituito anche il premio Minich che ancor oggi viene conferito ogni tre anni per le scienze mediche.

Alla città di Venezia andò il suo legato per la costruzione del ponte Minich, vicino all’ospedale Civile e per la posa in opera degli orologi che ancor oggi possiamo ammirare e che costarono 30.000 lire. L’amministrazione comunale avrebbe voluto che fossero a molla, per praticità di manutenzione, ma Minich li volle rigorosamente elettrici e, nel 1908, l’Istituto Veneto creò una commissione che elaborasse semplici norme per consentire ai dipendenti del Municipio la manutenzione degli orologi e il regolare funzionamento.

Il ponte dedicato a Minich a Venezia

In una città ancora povera, ma laboriosa, Angelo Minich decise di regalare un segno tangibile del passaggio del tempo, donando l’ora esatta ai suoi concittadini.

Di seguito il link al premio Minich dell’Istituto Veneto di lettere Scienze e Arti:

http://www.istitutoveneto.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/82

Chiedete alle Bestveniceguides di farvi conoscere i luoghi di Angelo Minich, i suoi orologi e la storia dell’Istituto Veneto di Lettere Scienze ed Arti e delle grandi personalità che ne furono membri.

Fiorella Pagotto
BestVeniceGuides
pagfiore@hotmail.com