Il Malibran e la Malibran: Il teatro e la cantante

Apr 10, 2021personaggi illustri, teatro0 commenti

 

Profonda è la mia passione per tutto ciò che riguarda il teatro… Venezia, città teatrale per antonomasia, è per me una fonte inesauribile di curiosità e di racconti, con cui cerco sempre di coinvolgere chi vuol scoprire e riscoprire la città lagunare. In quest’occasione, desidero invitarvi a compiere un breve viaggio nella storia del Teatro Malibran e della straordinaria cantante, che nell’800 legò per sempre il suo nome a questo teatro, Maria de la Felicidad Malibran.

Il teatro Malibran, esterni, Venezia

Il retro del teatro Malibran

Il Teatro Malibran

Correva l’anno 1678 ed era Carnevale, quando nacque il Teatro San Giovanni Grisostomo, perché così si chiamava il teatro alle origini. Situato tuttora nel sestiere di Cannaregio, nei pressi della Chiesa di San Giovanni Grisostomo e non distante dal Ponte di Rialto, l’edificio fu costruito nell’area dove un tempo si trovava Ca’ Milion, la dimora del famoso Marco Polo e della sua famiglia, con annessi fondaci (magazzini), dimora andata a fuoco un secolo prima. Si trattava del terzo teatro della famiglia Grimani di Santa Maria Formosa, che già possedeva il San Samuele e il San Giovanni e Paolo. Descritto dalla rivista “Mercure galant” come il “teatro più grande, più bello e più ricco della città”, il San Giovanni Grisostomo ebbe, sin dall’inizio, la fama di teatro di grande prestigio. Luogo privilegiato, ambìto da ambasciatori e viaggiatori di rango, come pure da clienti esigenti che trascorrevano la notte veneziana, passando da un palco all’altro, il San Giovanni Grisostomo fu progettato da Tommaso Bezzi, architetto, pittore e ingegnere delle macchine, a servizio dei Grimani. Fu inaugurato con Vespasiano di Giulio Cesare Corradi e musica di Carlo Pallavicino. Grazie alle importanti relazioni tenute dai proprietari a livello internazionale, agli inizi del ‘700, proprio questo teatro vide le premiere di opere di Georg Friedrich Haendel e Alessandro Scarlatti e si distinse dagli altri teatri cittadini per i grandiosi balli che si tenevano tra gli atti dell’opera in musica. Fino alla metà del ‘700, il San Giovanni Grisostomo fu palcoscenico ideale dei melodrammi di Apostolo Zeno e Pietro Metastasio. Quando i Grimani decisero di aprire un nuovo elegante teatro, il San Benedetto, nel 1751, per il San Giovanni Grisostomo iniziò la decadenza.

Il Teatro San Giovanni Grisostomo, Museo Correr, Venezia

Alla caduta della Repubblica, divenne Teatro Civico. Nell’800, però, grazie ai nuovi proprietari, ritornò all’antico splendore! Cambiò anche nome! Cosa accadde? Il proprietario Giovanni Gallo riuscì ad ingaggiare Maria de la Felicidad Malibran, la cantante più famosa dell’epoca…

Interno del Teatro Malibran, Fondazione Teatro La Fenice, Venezia

Madame Malibran

“Ah, che meravigliosa creatura! Ha superato tutte le colleghe per il suo genio musicale davvero sconcertante… per la varietà della sua erudizione e per un temperamento folgorante… conosceva le lingue più diverse… sapeva disegnare, acconciare i capelli, ricamare e confezionava da sé i suoi costumi; sopra ogni cosa sapeva scrivere…” Così la ritrae il grande compositore Gioacchino Rossini. “La Malibran non è bella, non è brutta… ha il viso deliziosamente lungo… due occhi grandi e irrequieti”, citando Luigi Pedrazzi. Di certo, Maria Felicita Garcìa, francese di nascita, spagnola di sangue, universalmente nota come La Malibran, è stata un mito vivente, una donna capace di trascinare le folle con la sua sola presenza fisica, un’artista per la quale gli impresari teatrali erano disposti ad investire somme esorbitanti. L’arrivo della diva a Venezia fu perciò un vero evento! Il San Giovanni Grisostomo, che nel frattempo avevo preso il nome di Teatro Emeronittio (perché aperto sia di giorno che di notte), era fatiscente nelle strutture e necessitava di urgente rilancio. Ecco perché Giovanni Gallo prova il tutto per tutto: invita la Malibran ad esibirsi nel suo teatro. La diva acconsente e non solo: rinuncerà al suo compenso e si esibirà ne La Sonnambula di Vincenzo Bellini. Fu un trionfo nel vero senso della parola: ben 35 chiamate al proscenio, “dopodiché si perse il conto”!!! Era l’8 aprile del 1835… e già da quella sera il teatro si chiamò Malibran! La generosità era sicuramente un tratto principale del carattere di questa diva, sia nei suoi gesti benefici, sia nel modo in cui prodigava senza risparmio la sua straordinaria arte all’affezionato pubblico! Vocalista eccelsa, sia nell’opera che nel genere sacro e dotata di spiccate doti di attrice drammatica, la Malibran morì nel 1836 a soli 28 anni.

Henri Decaisne, Maria Malibran come Desdemona, 1830, Parigi, Musée Carnavalet

La gondola della Malibran

La Malibran introdusse anche una strabiliante novità: “Ho una gondola che ho fatto dipingere di grigio all’esterno, con le borchie e le rifiniture d’oro e di seta; il gondoliere in giacca scarlatta… l’interno della gondola scarlatto, con tendine blu. In tal guisa, quando passo ognuno sa sono io…”.

“Avviso” nell’opuscolo, Teatro Malibran, 1919, Venez

Tanti personaggi celebri sulle scene del Malibran

Dai compositori più celebri, tra cui oltre ai già citati Haendel e Scarlatti, possiamo nominare Tommaso Albinoni, Baldassare Galuppi, Johann Adolf Hasse e la sua consorte, la soprano Faustina Bordoni Hasse; poi  attrici del calibro di Eleonora Duse; un giovane Carlo Goldoni rivestì qui la carica di “poeta di teatro”. In anni recenti, mi piace ricordare la presenza di stelle della danza come Carolyn Carlson e gli spettacoli di Pina Bausch, alcuni dei quali in prima italiana.

Il Malibran tra fine ‘800 e i giorni nostri

A fine ‘800, il Malibran fu messo all’asta e dopo un radicale restauro, fu riaperto ed utilizzato anche come cinematografo. Nel 1992 il Comune di Venezia lo acquistò e ristrutturò. Capace di 900 posti, con un magnifico sipario opera di Giuseppe Cherubini, autore anche della magnifica decorazione del soffitto, questo teatro vanta dunque una vita plurisecolare, sino ad oggi mai interrotta ed un repertorio molto variegato, dall’operetta alla pantomima fino agli spettacoli circensi, conservatore e innovatore al tempo stesso dei vari generi che accolse nel suo grembo.

Se sono riuscita a destare in voi un po’ di curiosità, questo mio racconto può essere solo un punto di partenza per altre storie: itinerari teatrali, musicali, sulla scia di personaggi famosi, donne e uomini che con il loro talento hanno contribuito ad arricchire la storia di Venezia e non solo…!

Barbara Tasca
BestVeniceGuides
www.thinkvenice.com