Alla Scala del Bovolo “E’ per sempre”

Mag 25, 2021arte0 commenti

 

Perdersi a Venezia è un’esperienza che capita spesso e a volte è pure un consiglio dato a chi dispone di tempo e curiosità. Succede di perdersi per poi ritrovarsi in angoli incantati, uno di questi è sicuramente la Corte Contarini del Bovolo incastonata nella trama fitta delle calli nel sestiere di San Marco. La particolarità di questa corte sta nella scala elicoidale, a “bovolo” appunto, che abbellisce ed eleva il retro di Palazzo Contarini, un vero gioiello nascosto.

In questi giorni dalla scala scendono, come propaggini informi, nastri di plastica che sicuramente procurano un effetto di spaesamento ulteriore in chi vi capita. E’ evidente che si tratta di un’opera di arte contemporanea che richiede al visitatore un piccolo sforzo interpretativo. “E’ per sempre”, così è intitolata la mostra che vede protagonisti Mara Fabbro e Alberto Pasqual, le cui facce, a ben guardare, sono impresse sulla colata di plastica. E’ per sempre come le micro-plastiche nel mare che sfidano il tempo della nostra generazione e di quelle future e sembrano risalire il bovolo per incunearsi in ogni dove.

Salendo fino al secondo piano si accede alle sale dove Fondazione di Venezia allestisce regolarmente esposizioni temporanee. Lo spazio non è grande, ma di forte suggestione, data dal contesto, dalla luce e dalla presenza di alcune opere che fanno parte della collezione permanente, tra cui il bozzetto del Paradiso per la Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale di Tintoretto. Tutti aspetti che sono stati presi in considerazione nell’allestimento di questa bella mostra curata da Alessandra Santin.

I lavori di Mara Fabbro e Alberto Pasqual dialogano tra loro attorno al tema del tempo.

Tempo del fare, innanzitutto. Le loro opere nascono da un gesto che si cala nel tempo: Mara plasma dei pixel materici che applica su supporti lavorati con colle, sabbie, vernici o, nelle opere più recenti qui esposte, su tele di plastica. Alberto forgia il ferro e altri metalli lavorando la materia con forza e energia, lasciando che il gesto la perfori, ne franga i bordi, ne scalfisca le superfici.

Mara Fabbro davanti una delle sue opere

Tempo necessario alla ricostruzione dell’immagine e del ricordo che emerge dalla memoria.

Sia nelle opere di Mara che in quelle di Alberto è vivo il paesaggio, in particolare quello legato all’acqua. Nel “trittico” dedicato alle città lungo il Danubio di Alberto, esposto nell’ultimo ambiente, il metallo è eroso dall’azione corrosiva della colata che sembra aver sfrangiato i contorni come acqua lungo argini malfermi, ma allo stesso tempo l’oggetto totemico è saldo, carico di energia potenziale.

I pixel cui cui Mara Fabbro costruisce le sue trame

Di fronte ai lavori di Mara bisogna retrocedere perché l’immagine si ricomponga suggerendo linee di costa, complesse trame orografiche o il movimento delle luci della città vista dall’alto. Ma poi è necessario un secondo movimento di estremo avvicinamento per apprezzare la materia condensata nei pixel come si trattasse di concrezioni marine, simili a quelle che si formano sulle conchiglie continuamente lambite dalle onde. I pixel formano un ordito, sono punti vivi di materia che vibrano sotto i polpastrelli di queste opere-arazzo che si prestano ad una intensa esplorazione tattile.

I lavori di Mara Fabbro lasciano intuire città viste dall’alto

La plastica sotto le dita fa altro effetto.

La plastica invita ad un’altra riflessione sul tempo: quello contemporaneo dove essa è per sempre, dispersa nell’ambiente, restia ad ogni smaltimento.

Mara la esplora, la perfora e la arricchisce con i suoi pixel incollati su fogli di PVC con effetti cangianti accentuati dalla trasparenza del supporto.

Alberto la piega, la lavora col fuoco, la plasma creando totem verticali, palazzi o uomini in una metropoli di plastica che possiedono un altro tipo di energia potenziale, più fragile ed inquietante, come di larve che potrebbero schiudersi o forse no, perché vuote al proprio interno.

Presenze -Assenze di Alberto Pasqual

Alberto Pasqual

In questa esplorazione del tempo non resta che andare a ritroso e risalire la scala costruita alla fine del ‘400 fino al belvedere per osservare la città dall’alto e “ricostruirla” a partire dai tetti e dalle cupole.

Paola Salvato
BestVeniceGuides
paola.salv@gmail.com

La mostra “E’ per sempre” sarà visitabile a Palazzo Contarini del Bovolo fino al 31 agosto 2021.