Palazzo Mocenigo ed il profumo a Venezia

Lug 10, 2021arte0 commenti

 

Chi non conosce il famoso profumo Chanel No. 5 e la battuta di Marilyn Monroe che si sarebbe coricata solo con 5 gocce del suo profumo preferito…
Chi non ricorda un profumo di creazione molto più recente come Opium di Yves Saint Laurent…

Vi siete mai chiesti quali sono le essenze che rendono Chanel No. 5 così diverso dall’Opium? Come si ottiene un profumo oggi? E nel passato?

Ebbene a Venezia possiamo scoprire assieme molto sul profumo e sulla sua storia, in un palazzo seicentesco vicino a San Stae.

Palazzo Mocenigo

il palazzo Mocenigo venne donato alla città dall’ultimo discendente Alvise Nicolò Mocenigo nel dopoguerra ed alla morte della moglie Costanza Faa di Bruno negli anni Settanta anche le sale del primo piano nobile si aggiunsero al patrimonio dei musei civici a completamento del Museo Correr.

Palazzo Mocenigo venne aperto al pubblico nel 1985 e dopo il recente riallestimento del 2013 ospita anche 5 sale dedicate al profumo, grazie al generoso mecenatismo della famiglia veneziana Vidal.

portego di palazzo Mocenigo, Venezia

Portego

Saliamo al primo piano nobile, al portego, al salone che collega le due facciate del palazzo, sulla salizada e sul canale.

Spicca lo stemma Mocenigo sia nel ferro battuto che nel timpano, una doppia rosa a 5 petali con 1 bottone. Nei dipinti nella parte superiore la rosa è d’argento con 5 petali e bottone azzurro, mentre nella parte inferiore la rosa è azzurra con 5 petali e bottone d’argento.

stemma Mocenigo nel timpano

stemma Mocenigo nel ferro battuto

Alle pareti di questo lungo salone centrale si riconoscono nel fregio sottostante il soffitto a travature i ritratti dei 7 Dogi Mocenigo (solo i Contarini li superarono con ben 8 Dogi) ed alle pareti ritratti di papi, sovrani ed imperatori presso le cui corti i Mocenigo furono ambasciatori.

Pietro Mocenigo fu per es. ambasciatore a Londra dal 1668 al 1670 quando Carlo II Stuart regnava con il titolo di Re d’Inghilterra, Scozia ed Irlanda (dal 1660 al 1685).

Carlo II Stuart

Pietro Mocenigo fu anche ambasciatore a Roma dal 1672 al 1676, quando sul soglio pontificio sedeva Papa Clemente X (dal 1670 al 1676).

Papa Clemente X

Percorso espositivo

Attraversiamo una dopo l’altra le sale arredate con tavoli, sedie e mobilio barocco e rococò ed ovunque alle pareti campeggiano quadri con le glorie familiari.

I soffitti vennero affrescati nella seconda metà del Settecento in occasione delle nozze di un Mocenigo con Laura Corner.

Per es. nella sala 2 l’affresco di Giovanni Scajaro ci presenta Imeneo con le figure allegoriche di Fama e Gloria. Imeneo presiedendo i matrimoni veniva invocato come buon auspicio, i suoi attributi sono fiaccola, corona di fiori e flauto.

dettaglio dell’affresco di Scajaro rappresentante Imeneo, palazzo Mocenigo, Venezia

Imeneo ritorna nell’affresco della sala 4 di Jacopo Guarana con l’Allegoria Nuziale, Imeneo con la Sposa dal cuore trafitto, Amore, Poesia e la fertilità della Primavera.

dettaglio dell’affresco di Jacopo Guarana, palazzo Mocenigo, Venezia

Come non notare ovunque i lampadari in vetro di Murano ora elettrificati?

Colpisce soprattutto una cornice. Nella sala 5 campeggia il ritratto del procuratore Giulio Contarini in una ricchissima cornice intagliata attribuita ad Antonio Corradini, famoso per altri straordinari ‘pezzi’ di cui parleremo durante la nostra visita.

Il Doge Alvise IV Mocenigo aveva sposato in prime nozze Pisana Corner. Della coppia è esposto un doppio ritratto nella prima sala.

La coppia ebbe 6 maschi e 2 femmine. Il primogenito Alvise I sposò Francesca Grimani ed in seconde nozze Polissena Contarini da Mula, il cui padre è rappresentato nel dipinto. In questa maniera il dipinto provenne alla famiglia Mocenigo.

particolare della cornice del ritratto del procuratore Contarini, palazzo Mocenigo, Venezia

Lungo le sale una carrellata di manichini studiati appositamente per gli abiti femminili e maschili del Settecento.

Domina l’andrienne, l’abito femminile che incarna al meglio la moda del Settecento con la sua riconoscibilissima falda che scende dalle spalle e si allarga. Colpiscono i tessuti, dalle tinte chiare, i motivi ridotti, le gonne gonfiate, le maniche un profluvio di pizzi e merletti.
I completi maschili spesso ricamati sono ben rappresentati da marsine, sottomarine, calzoni, tabarri e molto altro.

abiti settecenteschi, museo di Palazzo Mocenigo, Venezia

Sezione dedicata al profumo

Giungiamo alle ultime sale dedicate nel recente riallestimento al profumo.

La sala 16 è una ricostruzione di un laboratorio di un profumiere, ovvero colui che preparava profumi e belletti. Le Nez in francese, il naso, il muscher come si diceva in veneziano; il termine deriva da muschio ossia la secrezione della ghiandola del mosco, un animale della famiglia dei Cervidi.

E’ un mondo lontano, distante dai noi, fatichiamo a riconoscere alcuni degli oggetti esposti e la loro funzione, oltre a saponette, spezie, alambicchi e mortai.

Lo indagheremo meglio a breve.

Fiona Giusto
BestVeniceGuides
www.venicetours.it
Se desiderate prenotare una visita guidata con Fiona Giusto, scrivetele a: fiona.giusto@alice.it