L’andata del doge a San Rocco

Ago 25, 2021curiosità e tradizioni veneziane0 commenti

 

Se vi trovate a passare per il campo San Rocco nel mese di agosto, lo vedrete attraversato da un imponente apparato cerimoniale: il tendon del dose. Almeno dal 1576 veniva eretto regolarmente per accogliere con solennità l’andata del doge alla chiesa e alla Scuola dedicati al Santo in occasione del suo ‘dies natalis’, il 16 agosto: accompagnato da un coloratissimo seguito di ambasciatori, senatori e nobili veneziani, il Serenissimo veniva a rendere grazie a San Rocco per la protezione accordata alla popolazione veneziana dal terribile morbo della peste.

L’odierno tendon del dose a Venezia in occasione della festa di San Rocco del 16 agosto

A Venezia il culto del Santo di Montpellier, infatti, era molto sentito perché ben rappresentava la politica sanitaria della Repubblica che dai primi decenni del ‘400 comincia a isolare i malati di peste nei Lazzaretti, il vecchio e il nuovo, per impedire la diffusione della pandemia; allo stesso modo Rocco, stando alla tradizionale leggenda agiografica, quando viene colpito dalla peste, si rifugia in un bosco per non contagiare gli altri, dopo aver egli stesso assistito i malati nel lazzaretto di Acquapendente.

La Scuola (confraternita) a lui devota, divenuta rapidamente importante ed inserita nel novero delle Scuole Grandi nel 1489, ottiene in affitto perpetuo dai Frari (i francescani minori conventuali) il terreno retrostante il complesso conventuale, per erigervi la chiesa destinata ad accogliere il corpo del Santo trafugato da un oratorio di Voghera e la propria sede. La prima, detta la Scoletta per le sue modeste dimensioni, verrà sostituita dal monumentale edificio costruito sul lato opposto del campo nei decenni centrali del ‘500.

A partire dalla metà del secolo Jacopo Tintoretto lavora a più riprese in entrambi gli edifici per realizzarvi tutti i cicli decorativi.

La sala capitolare della Scuola Grande di San Rocco, Venezia

In occasione della festa di San Rocco questo spettacolare scenario interno (foto 2) – che noi abbiamo la possibilità di ammirare integro nella sua collocazione originaria – era preceduto all’esterno da una esposizione di ‘arte contemporanea’ che attirava la curiosità della folla: in effetti molti artisti, anche famosi, approfittavano di questa opportunità per presentare le loro opere in omaggio al Santo, ma anche per farsi una efficace pubblicità, come testimonia la bella veduta di Canaletto (foto 3) oggi alla National Gallery di Londra. Vi possiamo riconoscere il doge che, uscito dalla Scuola dopo la perdonanza, si dirige verso la chiesa dei Frari, dove la cerimonia si concludeva davanti alla pala di Santa Maria Gloriosa – capolavoro di Tiziano -, la cui festa liturgica, l’Assunzione, era stata celebrata il giorno precedente, 15 agosto. Il doge ritornava quindi al rio di San Pantalon dove l’attendeva il suo peaton per riportarlo a palazzo.

Antonio Canal, detto il Canaletto, La Festa di San Rocco, National Gallery Londra

La festa si rinnova ancor oggi ogni anno con una cerimonia religiosa e civile, che si conclude la sera nella magica atmosfera del campo con un concerto eseguito da complessi musicali di alto livello in linea con la secolare tradizione musicale della Scuola.

Non perdete l’occasione di visitare questo luogo straordinario ed unico, anche al di fuori di questa ricorrenza: saremo felici di condividere con voi la storia, la bellezza, l’intensità del messaggio spirituale di questo mondo che l’arte di Tintoretto ha reso immortali!

Luisa Riccato
BestVeniceGuides
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