Storia della Biennale d’Arte di Venezia

Set 10, 2021arte0 commenti

 

La Biennale di Venezia è un’istituzione riconosciuta nel mondo come una delle più rinomate per quanto riguarda l’Arte Contemporanea e non solo. È una delle manifestazioni artistiche internazionali diventata un punto di riferimento per artisti, musei e galleristi, amanti dell’arte e semplici curiosi delle novità artistiche provenienti da tutto il mondo. Il suo nome stesso è una garanzia di successo, parteciparvi e magari vincere uno dei premi messi in palio può aprire o consolidare una carriera di successo.

La Biennale nasce nel 1895, è denominata “Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia” ed è organizzata nei Giardini Napoleonici, dove sorge l’attuale Padiglione Centrale, originariamente chiamato Palazzo Pro Arte e in seguito, in epoca fascista, Padiglione Italia.

Poster prima Biennale 1895

Il Padiglione Italia oggi Padiglione Centrale

Con il passare degli anni si iniziano a costruire i vari padiglioni nazionali, il primo dei quali fu quello del Belgio, progettato da Léon Sneyens e inaugurato dal re Leopoldo nel 1907. In questo momento ai Giardini si possono visitare ventinove padiglioni nazionali. Anche al di là del valore espositivo delle Biennali, alcuni padiglioni sono delle vere e proprie opere d’arte, essendo molti quelli progettati da famosissimi architetti quali ad esempio l’Olanda, ricostruito nel 1953 da Gerrit Thomas Rietveld, il padiglione USA costruito come una piccola Casa Bianca da Aldrich e Delano, l’Austria elegante e modernissima di Joseph Hoffmann, il minimale prefabbricato triangolare di Alvar Aalto, il luminoso Venezuela di Carlo Scarpa (che ha anche progettato il magnifico giardino all’interno del Padiglione Centrale) e i Paesi Nordici di Sverre Fehn. L’ultimo paese ad avere la sua rappresentanza nazionale nel 1995 è la Corea. Il nuovo bookshop progettato dall’artista Rikrit Tiravanjia e la caleidoscopica, optical caffetteria opera di Tobias Rehberger, per merito della quale il poliedrico artista ha ottenuto il Leone d’Oro nel 2009, sono tra le ultime ristrutturazioni all’interno dei Giardini.

Il giardino di Carlo Scarpa nel Padiglione Centrale

Padiglione Svizzero

Con la prima Biennale Architettura nel 1980, le maestose e grandiose Corderie dell’Arsenale iniziano a essere utilizzate come spazio espositivo. Col passare degli anni l’Arsenale è stato quasi interamente occupato da esposizioni e rappresentanze nazionali, Tese, Armeria, Artiglierie sono state restaurate e utilizzate come spazi dedicati alle arti, offrendo luoghi suggestivi anche per le altre sezioni quali Teatro, Musica e Danza.

Interno delle Corderie

Il successo della manifestazione di arte contemporanea è gigantesco, nell’ultimo decennio non c’è museo o istituzione che non organizzi delle esposizioni in contemporanea con la Biennale. I Musei Civici, la Fondazione Peggy Guggenheim, Palazzo Grassi e  Punta della Dogana, la Fondazione Querini, Le Stanze del Vetro, le Gallerie dell’Accademia, tutti partecipano con entusiasmo a svariati progetti collaterali incentrati sull’arte contemporanea. In questo modo ogni amante dell’arte può trovare un’offerta culturale e artistica di altissimo livello, non solo nei luoghi storici della Biennale, ma in tutta la città, spesso avendo l’occasione di scoprire luoghi, palazzi, chiese e conventi che non sono sempre  accessibili al pubblico, ma che in occasione della Biennale vengono allestiti per ospitarne le mostre.

La Biennale ha sempre rispecchiato il clima sociale e politico del paese, captandone le trasformazioni, i travagli, le ribellioni. Negli anni Trenta, sotto il fascismo, la libertà artistica (e non solo) è limitata, l’arte usata come propaganda politica, le avanguardie osteggiate, gli ideali di patria, famiglia e onore esaltati: Futurismo e Aeropittura trovano qui un palcoscenico di rilievo. Nonostante la guerra, la Biennale viene organizzata comunque, anche se alcuni padiglioni nazionali restano chiusi. Un evento di risonanza mondiale avviene nel 1948, quando Peggy Guggenheim ottiene l’utilizzo del Padiglione Greco, chiuso a causa della guerra civile, e vi trasferisce la sua galleria-collezione Art of This Century, stupenda e dirompente mostra allestita da Carlo Scarpa che per la prima volta offriva una panoramica dell’arte contemporanea americana. È lo stesso anno in cui è dedicata la prima personale a Picasso, che non aveva mai esposto alla Biennale, un deciso cambio di registro rispetto alle precedenti edizioni fasciste.

Peggy Guggenheim e il modello del Padiglione Greco usato per la sua esposizione The Art of this Century

Gli anni ’60 sono molto turbolenti, politicamente e artisticamente. Nel ’64 Robert Rauschenberg vince il Leone d’Oro, consacrando l’arte astratta statunitense in Europa. Contestazioni massicce alla Biennale come istituzione si manifestano nel ’68, momento rivoluzionario anche per l’arte, coinvolta da questa ribellione. La Biennale è contestata, vista come espressione borghese, ci sono manifestazioni in piazza S. Marco capeggiate da Luigi Nono ed Emilio Vedova, molti artisti per protesta ritirano le loro candidature, le opere sono girate contro il muro. Ugo Mulas documenta questi momenti attraverso i suoi scatti. Sempre in quegli anni politicamente caldi, fece un enorme scalpore, nel 1977, la Biennale del dissenso, dedicata dall’allora direttore Carlo Ripa di Meana al dissenso dei paesi dell’Est.

Manifestazione contro la Biennale ’68

Manifestazione contro la Biennale ’68

Successivamente mitica e indimenticabile è la mostra Le macchine celibi,ancora oggi un caposaldo di critica e curatela, organizzata nel 1975 da Harald Szeemann, che sarà poi co-curatore assieme ad Achille Bonito Oliva di APERTO nel 1980, uno spazio incredibile e innovativo per le nuove generazioni di artisti. Szeemann fu anche il primo personaggio internazionale a curare la Biennale dAPERTutto nel 1999. Dopo di lui si sono succeduti alla cura delle varie edizioni della Biennale i critici tra i più importanti a livello mondiale, da Maurizio Calvesi a Germano Celant e Francesco Bonami mentre Jean Clair cura la Biennale del centenario.

Poster Biennale del Centenario 1995

Le edizioni contemporanee son diventate via via più importanti sia per un pubblico del settore sia per i visitatori sempre più incuriositi dal mondo incredibile, affascinante, complicato e straordinario dell’arte contemporanea.

Interno Padiglione Austriaco con l’installazione di Renate Bertlmann, Discordo ergo Sum

Ecco, una visita alla Biennale d’arte a Venezia non può mancare, venire a Venezia durante questo importante evento permette di approfondire le ultime novità nel campo dell’arte, scoprire luoghi speciali e cogliere l’occasione per vedere la città magica in una sua speciale sfaccettatura.

Marialaura Bidorini
BestVeniceGuides
www.guidedtoursinvenice.com
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