Monica Gambarotto
Articolo di Monica Gambarotto

A Venezia coi bambini: maschere non solo a Carnevale!

Ciao bambini!

Sono sempre Monica, una delle BestVeniceGuides!

Questa volta desidero invitarvi a Venezia per farvi conoscere il meraviglioso mondo delle maschere veneziane.

Costumi durante il Carnevale di Venezia

Forse già saprete che a Venezia si festeggia uno dei Carnevali più famosi in Europa… ma la storia delle maschere non è legata solamente al Carnevale.

Le Maschere della Commedia dell’Arte

Maschera di Arlecchino

In passato, le maschere venivano spesso usate a teatro per caratterizzare personaggi come Arlecchino, Colombina, Pulcinella, ed erano generalmente di cuoio.

Da lontano lo spettatore già capiva quali fossero i personaggi interpretati dai diversi attori, proprio grazie alle particolarissime maschere.

Spesso gli attori non imparavano le loro parti a memoria, bensì, sulla base di schematici appunti, chiamati canovaccio, improvvisavano le loro battute.

Le Maschere nella vita quotidiana

Alcune maschere però, soprattutto nel corso del XVIII secolo, erano usate anche nella vita quotidiana.

La larva

Quella più famosa era senza dubbio la Bauta, composta da una maschera bianca, detta larva, che veniva incastrata in un cappello a tre punte, il tricorno, indossato sopra un cappuccio di seta nera.

Bauta (da un dipinto di Pietro Longhi)

La particolare forma della larva permetteva di mangiare e bere tranquillamente, senza dover togliere la maschera. Inoltre essa modificava pure la voce della persona, cosicché si diventava davvero irriconoscibili! In fin dei conti, lo scopo vero della maschera non è forse celare l’identità di colei o colui che la indossa?

Moretta (da un dipinto di Pietro Longhi)
Moretta (da un dipinto di Pietro Longhi)

A differenza della Bauta che poteva essere indossata sia dagli uomini che dalle donne, la Moretta era una maschera prettamente femminile. Era tutta nera e veniva tenuta sul volto grazie ad un bottoncino che la dama stringeva tra i denti! Questa non solo non poteva mangiare o bere, ma neppure parlare, per non far cadere la maschera! Piuttosto scomoda, direi… ma di sicuro era una maschera molto intrigante, silenziosa, misteriosa

In Bauta o con la Moretta si andava a passeggio, a teatro, al casinò, al mercato, in visita agli amici. La maschera era un accessorio indispensabile! Nascondendo la propria identità, ci si sentiva spesso più liberi di esprimere pensieri e sentimenti… ma i giovinastri ne approfittavano anche per fare scherzi poco simpatici!

Il Dottore della peste
Il Dottore della peste

Questa maschera è famosissima! Mica era un accessorio carnevalesco! Veniva indossata dai medici durante le epidemie. All’interno di quel grande becco ricurvo venivano inserite erbe e spezie, con cui si sperava di tener lontano il morbo. Inoltre, il dottore non poteva mai chinarsi troppo sul paziente: il lungo becco gli permetteva di mantenere una certa distanza.

Beh, io più che di peste sarei morta di paura nel vedermi capitare in camera uno agghindato così! E voi?

Volete scoprire qualcosa in più sulle maschere, il teatro, il carnevale? Venite a trovarmi a Venezia e partecipate ad una stratosferica caccia alle maschere burlone!

Vi aspetto! Ci divertiremo!

E non dimenticate di portarvi appresso i vostri genitori! Ci servirà il loro aiuto… e si divertiranno tantissimo!

Ciao!

Monica Gambarotto
BestVeniceGuides
www.guidedtoursinvenice.com
Se desiderate prenotare una visita guidata con Monica Gambarotto, scrivetele a monica.gambarotto@gmail.com