Tour a Venezia per ciechi e ipovedenti: un tour sulle barche veneziane e sulla voga
Visite guidate a Venezia per i ciechi e gli ipovedenti
Venezia può essere complicata da esplorare per i ciechi o per chi ha difficoltà visive. La pavimentazione irregolare, i gradini dei ponti, per non parlare dei canali, delle “fondamente”, ossia le rive, senza parapetti: tutto ciò può dare l’impressione che Venezia sia una città “difficile” per chi ha deficienze visive. A questo proposito, mi è stato molto utile partecipare a un corso tenuto dall’UICI, l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. Imparare le tecniche per organizzare visite guidate per ciechi e ipovedenti, mi ha aiutato a vedere le cose in modo diverso, perdonate il gioco di parole, e a cogliere opportunità che non avevo saputo intravvedere prima.
Osservare e sperimentare Venezia con visitatori ciechi
Partiamo dal fatto che essere in grado di vedere non significa saper osservare, e teniamo presente che non esistono tour per persone ipovedenti o cieche: in realtà tutti gli itinerari sono possibili, ma cambiano la tecnica, la narrazione e l’approccio.
Ho pensato a due itinerari in particolare che coinvolgono i sensi del tatto, dell’udito, dell’odorato (e anche del gusto). Qui leggerete del tour sulle barche veneziane e sulla “voga veneta”, ossia il modo di remare che si è sviluppato a Venezia. L’altro itinerario invece ruota sulla storia del Carnevale, sulle maschere e sulla bevanda che si cominciò ad apprezzare a Venezia nel Settecento, ossia la cioccolata (clicca qui per questo tour).
Un tour per i ciechi a Venezia: il tour sulle barche

Venezia è una città dove, senza le imbarcazioni, non ci sarebbe nulla. Grazie alle navi, le mercanzie di lusso raggiungevano Venezia dal lontano Oriente, dalla costa africana, dalla Palestina e dal mondo bizantino e da Venezia erano poi esportate verso le città europee e i diversi porti, spesso grazie ad imbarcazioni costruite nell’Arsenale veneziano. Ma, senza barche, non saremmo in grado di muoverci tra i canali della città e trasportare persone e cose. Ed è stato grazie alle imbarcazioni che i materiali con cui si è costruita Venezia sono stati condotti in città, dal legno al metallo, alla pietra.
Pronti quindi ad esplorare il mondo dei costruttori di barche e ad avvicinarvi alla tecnica di voga veneziana, in piedi?
Remi e “forcole” a Venezia
Cominciamo il nostro tour partendo da come i Veneziani hanno sviluppato degli strumenti per vogare, ossia i remi e gli scalmi, che a Venezia hanno un nome particolare, le “forcole”.

I remi nella tradizione veneziana
I remi hanno una forma particolare. La parte della pala sul lato che rimane verso alto ha una forma angolata, chiamata “diamante”. Toccando il remo, capiremo insieme come dunque si sposta gentilmente la massa d’acqua per far avanzare la barca. Pensato per spostarsi nell’acqua bassa della laguna, il remo non necessita di movimenti bruschi o forzati: con movimenti piccoli e leggeri si possono spostare anche le barche più pesanti. Ogni barca ha il suo remo, per non parlare del fatto che esistono remi per chi voga a prua o a poppa.

Le “forcole” della tradizione veneziana
La “forcola” ha un nome che ricorda la parola “forchetta” e di certo è uno scalmo dalle forme particolari. Può essere fatto in legno di noce, ciliegio e anche in pero. La sua forma è una gioia per il tatto e cambia a seconda dell’altezza del vogatore, di quale tipologia di barca si voga, se si voga a prua o a poppa. La forcola cambia a seconda della velocità che si vuole imprimere alla voga: se si partecipa a una regata, la forcola deve permettere di andare veloci, ottimizzando le forze e l’attrito con l’acqua. La forcola si porta sempre con sé, dopo aver ormeggiato la propria barca, come si fa con le chiavi dell’automobile…

Il museo della gondola
Visiteremo poi un luogo magico, una specie di museo della gondola in un antico cantiere di barche. Immaginate piccoli modelli in legno delle diverse barche veneziane, e gli strumenti, alcuni non più utilizzati, presenti nelle barche stesse: sarete in grado di toccare molti oggetti che riguardano il mondo delle barche veneziane e capirete come la gondola, la barca veneziana più famosa, sia cambiata nel corso della storia. Capiremo come sono state costruite diverse barche per diversi scopi, per i pescatori, i gondolieri e i mercanti. Inoltre, imparerete nuove parole, come mascareta, puparin, sandalo, caorlina…

Vogare e vivere Venezia in barca
Infine, che altro? Bisogna provare a vogare! In piedi, con il corpo rivolto in direzione della barca, con il remo appoggiato sulla forcola, imparerete a vogare. Sembra difficile, ma è più semplice di quanto crediate. Se preferite, potrete comunque sedervi e lasciarvi trasportare per i canali, ascoltando il suono dell’acqua, capire i movimenti e i segnali vocali con cui ci si addentra nelle vie d’acqua della città. Venezia dall’acqua è un’esperienza molto diversa da quando si cammina per calli e fondamente. Lo sciacquio dell’acqua, l’odore non sempre piacevole dei canali, il suono dei “cocai” (gabbiani). Senza ostacoli.
Luisella Romeo
BestVeniceGuides
www.seevenice.it
Se desiderate prenotare una visita guidata con Luisella Romeo, scrivetele a: l.romeo@seevenice.it

