Tour a Venezia per ciechi e ipovedenti: il tour del Carnevale e della cioccolata

Mar 10, 2022turismo0 commenti

 

Visitare Venezia per i ciechi e gli ipovedenti

I ciechi e gli ipovedenti possono certamente godere delle bellezze di Venezia. Questo è quanto è emerso sin dalle prime lezioni del corso che ho seguito, organizzato dall’UICI (Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti). Venezia è una città che potrebbe scoraggiare per la continua presenza di ponti, per l’irregolarità della pavimentazione, per il rischio di cadere nei canali, dato che le rive per la maggior parte non sono dotate di parapetti. Vero è, tuttavia, che con una sensibilità diversa e  una tecnica particolare è possibile per le guide e i visitatori con deficienze visive creare esperienze molto piacevoli e memorabili!

In particolare ho pensato a due itinerari. Uno sulla tecnica della voga e sulle barche, inclusa la gondola (cliccare qui per il link) e un altro itinerario sul Carnevale, sulle maschere e sulla cioccolata!

 

Un tour per i ciechi a Venezia: il Carnevale e la degustazione di cioccolata

La tradizione del Carnevale a Venezia inizia almeno quattro secoli fa. A quell’epoca Venezia diventa la capitale del divertimento: le case da gioco e i teatri aprono ovunque, l’intera città diventa palcoscenico per attori, musici, ciarlatani e saltimbanchi. Tra campi e campielli, ci sono mille occasioni per distrarsi e divertirsi! Immaginate una festa dopo l’altra per mesi e mesi… Sono gli anni della nascita della Commedia dell’Arte con i suoi diversi personaggi, marionette e burattini, in teatro e per strada: un divertimento continuo per adulti e bambini.

 

Il Settecento a Venezia: il Carnevale

Inizieremo il nostro tour sulla storia del Settecento veneziano, epoca in cui il Carnevale raggiunge il suo apice. Capiremo la storia delle maschere e come si è sviluppata questa tradizione.

Oggigiorno il Carnevale è diventato un’attrazione turistica e molti sono i residenti che non si sentono affatto coinvolti. Ma alla fine degli anni ’70 quando i primi “mascareri” (artigiani che creano maschere) hanno ripreso l’antica tradizione, è stata una vera e propria riscoperta e un’occasione per dare spazio alla creatività.

 

L’arte del fare le maschere e la tradizione delle maschere a Venezia

Le maschere in passato erano utilizzate in diverse occasioni. C’erano le maschere per uso teatrale e ad ogni maschera corrispondeva un diverso personaggio. Servi e padroni, dottori e capitani, fanciulle e ricchi mercanti affollavano il palcoscenico e sovvertivano le regole sociali con il gusto tipico della satira irriverente. Le maschere, però, potevano essere utilizzate anche da chiunque volesse girare in pieno anonimato, o desiderasse diventare più misterioso e attraente, o semplicemente volesse salvaguardare la propria reputazione morale senza essere controllato.

Eliana in questa foto dipinge un’opera in cartapesta, da appendere al muro, circondata da pennelli e tempere; alle sue spalle sono appese delle altre opere in cartapesta, alcune sono maschere, altre sono pesci di tante forme

Affascinante è poi capire come le maschere vengono fatte oggi, con la carta, la colla e il gesso. Per prima cosa serve l’argilla per fare il modello, una vera e propria scultura da cui si crea la forma in negativo in gesso. In questa forma in gesso, si inseriscono i frammenti di carta e li si bagna con la colla vinilica. Il lavoro richiede pazienza e tempo, e molta esperienza, e il risultato è qualcosa che non necessariamente va indossato, ma può essere appeso al muro come opera d’arte.

In questa foto ci sono due grandi forme in resina appoggiate al pavimento. In queste forme vengono poi poste la carta e la colla per creare delle maschere in cartapesta. Una è la forma di una faccia con dei raggi e l’altra di un volto a metà luna a metà sole

 

La cioccolata, bevanda esotica, a Venezia

A Venezia nel Settecento il piacere era un dovere e, se ce lo si poteva permettere, il divertimento andava oltre il teatro e le feste. In quegli anni, infatti, si cominciò ad apprezzare una bevanda molto costosa, la cioccolata. Immaginate che la si conosceva già dai tempi della scoperta dell’America, ma date le origini —il continente sudamericano era considerato un luogo incivile— e il colore poco invitante, la cioccolata fu a lungo considerata una bevanda “buona per i porci”. Ora possiamo dire che i maiali hanno un gusto raffinato 🙂 La cioccolata era preziosa, veniva servita in occasioni particolari ed era preparata in un modo molto diverso da quello di oggi.

 

Come si prepara una cioccolata e la degustazione: un’esperienza veneziana

Conoscere un maestro cioccolataio è un’esperienza fondamentale! La degustazione di cioccolato comincia con una breve spiegazione del frutto, delle fave di cacao e di come, per usi industriali, si sia inventata anche una versione ibrida del frutto del cacao. La bevanda può essere preparata in vari modi. Interessante è capire come veniva confezionata la bevanda nel Settecento secondo una ricetta riportata da Carlo Goldoni, il celebre commediografo di Venezia: senza latte, ma con acqua, speziata a piacere con peperoncino, cardamomo, cannella e zenzero.

Mariangela nella sua cioccolateria tiene in mano alcune cabossidi, ossia il frutto all’interno del quale si trovano le fave di cacao, da cui si ottiene il cioccolato; dietro di lei il banco della cioccolata, dei biscotti e delle sue creazioni

Una parte della degustazione sarà invece focalizzata sul capire le differenze tra cioccolato al latte, fondente e alla frutta. Si tratta di un lavoro arduo, ma qualcuno dovrà pur farlo, no?

Nella foto si trovano delle tavolette di cioccolato alle nocciole italiane dal Piemonte; la cioccolata deve ancora rapprendersi e le nocciole non sono ancora completamente ricoperte di cioccolata.

Pronti quindi a immergervi in questo mondo di fantasia, piacere e divertimento? Venezia non poteva che essere la città dove teatro, gioco e bevande deliziose si sarebbero felicemente incontrate! Una combinazione esplosiva, giusto prima della caduta della Repubblica dei Dogi: la Serenissima e il suo “dolce” canto del cigno.

Luisella Romeo
BestVeniceGuides
www.seevenice.it
Se desiderate prenotare una visita guidata con Luisella Romeo, scrivetele a: l.romeo@seevenice.it

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