Neal E. Robbins: Venezia. Un’odissea. Speranza, rabbia e il futuro della città

Apr 25, 2022lingua e letteratura0 commenti

 

Affetta dalle acque alte, minacciata dalle navi da crociera e snaturata dal sovraffollamento turistico, Venezia da molti anni è oggetto di riflessione in numerose pubblicazioni, tanto da essere diventata un caso studio emblematico che aiuta a capire le trasformazioni in atto anche in altre città storiche.
Venezia è un simbolo della cultura occidentale dove si cammina tra secoli di storia e capolavori d’arte e di architettura: un luogo dove si sfiora la leggenda con le dita. Eppure tanta indicibile bellezza è soggetta alle leggi dell’industria, e quella del turismo è particolarmente pervasiva, destabilizza gli equilibri tra le diverse categorie sociali e professionali, stravolge le abitudini dei residenti.
Uno dei libri che meglio coglie questo corto circuito tra una città in sintonia con l’ambiente e una in affanno, alla rincorsa di modi e tempi che non le sono propri, è del giornalista americano Neal E. Robbins: “Venezia. Un’Odissea. Speranza, rabbia e il futuro della città.” (2021, La Toletta Edizioni).

Neal E. Robbins a Venezia e il suo libro Venezia, Un’odissea edizioni La Toletta

Quello di Robbins non è lo sguardo disincantato dell’osservatore esterno. Nel 1971, grazie a un programma scolastico, vive un anno a Venezia dove costruisce amicizie durature e sperimenta uno stile di vita diverso. L’adolescente Robbins scopre la simbiosi tra Venezia e la sua laguna, impara a vogare alla veneta ed esplora canali, isole e barene con la curiosità del visitatore e la disinvoltura del nativo.
Tornato a Venezia dopo quasi cinquant’anni, le due immagini della città che l’autore ci presenta, quella serbata nella memoria e quella raccolta nel 2018, sono perfettamente dissonanti.
Il reportage di Robbins consiste di numerose interviste fatte a residenti di età e professioni diverse, dai politici agli attivisti, dagli operatori del turismo a quelli della cultura, ai pensionati. Emergono in modo trasversale le preoccupazioni ambientali che a Venezia prendono la forma di acque sempre più alte e sempre più frequenti. Altissima anche l’inquietudine per il mancato contenimento del numero di alberghi, airbnb, case vacanze, ristoranti e bar. La speranza, comune a tutti, è quella di una maggiore cura della città e dei servizi per i suoi abitanti da parte di chi la amministra.
Eppure, chi ha scelto di vivere a Venezia, ritiene che lo stile di vita che si può avere qui, la socievolezza a cui spinge la stessa forma urbana della città con i suoi campi e le rive, la voga in laguna, il contatto con l’acqua, la ricchezza artistica siano talmente gratificanti da volerli difendere contro i soprusi di crescenti e impassibili interessi economici.

Neal E. Robbins a Venezia

In questo affresco corale della Venezia contemporanea, che il lettore costruisce seguendo le voci dei cittadini che la abitano e la raccontano, non mancano i riferimenti e gli aneddoti alla sua storia, che riconducono al motivo per cui Venezia merita cure e attenzioni adeguate: non è una città come le altre, né per la sua forma urbana e nemmeno per il suo patrimonio culturale. Oltre che centro propulsore di un impero marittimo, di relazioni politiche e finanziarie internazionali, Venezia è stata uno dei maggiori centri manifatturieri – e Robbins sottolinea come questa eredità sia ancora viva nei molti artigiani che producono opere di alta qualità.
Nel reportage, Robbins passa dalla città tormentata del 2018 a quella impalpabile del ricordo, quasi un contrappunto alle interviste dei residenti, un metro che misura la distanza tra l’una e l’altra, ma anche un faro che illumina un percorso, una rotta forse ancora parzialmente modificabile. Perché le sfide che deve affrontare Venezia, come dice l’autore, sono le stesse di molte altre città. In un contesto internazionale segnato da questioni e politiche simili tra di loro, la domanda è come Venezia possa preservare la sua unicità e rimanere una città vivace.

Cristina Gregorin
BestVeniceGuides
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