Giovanna Gradella
Articolo di Giovanna Gradella

Il gianduiotto da passeggio

 

Cosa c’è di meglio di una passeggiata lungo le Zattere in un pomeriggio di inizio primavera, quando già il sole riscalda le pietre della Fondamenta offrendo l’illusione di una ormai prossima estate?

Non molto… se non un gelato, non uno qualsisi ma uno speciale, ben conosciuto a Venezia, il Gianduiotto da passeggio. Da passeggio si, perché l’alternativa è rinunciare alla passeggiata, sedersi ad uno dei tavolini lungo il Canale della Giudecca e mangiarlo lì! Ma non è la stessa cosa.

Il gianduiotto da Passeggio

Le gelaterie in questa zona non mancano. L’occhio è attirato dalle vaschette piene di impasti cremosi e colorati, invitanti, gustosi, accompagnati da nomi classici o curiosi e accattivanti come la ‘crema del Doge’. Coppe, coppette, cucchiaini, coni grandi e coni piccoli impilati sul banco completano il quadro.

Vaschette di gelato
Varietà di gelato in alternativa ai coni classici

Tutto ciò suona piuttosto familiare, in fondo, a qualsiasi italiano.

Ma se a un qualsisi italiano si chiede cos’è il Gianduiotto la risposta sarà: “E’ un cioccolatino piemontese alla gianduja a forma di lingotto avvolto in carta color oro”. Corretto, si, ma il Gianduiotto veneziano è altro. E’ un gelato al sapore di cioccolato e gianduja immerso in una montagna di panna montata e decorato con granella di nocciole…

Il gianduiotto veneziano

La gianduja è un’invenzione torinese che risale all’epoca napoleonica. Durante il blocco economico del 1806 divenne estremamente difficile e costoso importare il cacao del quale si faceva grande uso a Torino, in Piemonte e in Liguria. A un maestro cioccolataio venne dunque l’idea di aggiungere all’impasto una quantità di ‘nocciole tonde gentili delle Langhe’, più economiche e facili da reperire. I primi cioccolatini vennero distribuiti in occasione del carnevale del 1865 dalla tipica maschera torinese Gianduja ed ebbero talmente tanto successo da essere chiamati gianduiotti.

Il gianduiotto piemontese

Non sappiamo esattamente come e da chi il gianduiotto torinese sia stato trasformato e abbia assunto la sua identità di gelato veneziano ma certo è che la variante tiene bene (e secondo alcuni supera) il confronto con il suo antenato.

Non sono pochi i visitatori abituali che difficilmente rinunciano alla passeggiata con il gianduiotto una volta che lo hanno assaggiato.

Gianduiotto da passeggio con il Canale e l’isola della Giudecca sullo sfondo

Nella mia memoria di bambina il Gianduiotto era molto più di un semplice gelato, era un rito fatto di gesti e di attesa. Rivedo il gelataio che apre il frigo ed estrae un involto di gianduja, lo taglia, prende il bicchiere e lo riempie di panna, ci infila il tronchetto di gelato, lo ricopre di panna, lo spolvera di granella… Nulla è cambiato da allora e ancora oggi, col mio Gianduiotto in mano, passeggiando, ritrovo il gusto di andare a pescare col cucchiaino la panna che a contatto col gelato si ghiaccia un po’ e assume la consistenza perfetta per sciogliersi in bocca…

Provare per credere!

Giovanna Gradella
BestVeniceGuides
www.touringvenice.com

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