Giu
2022
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Fiona Giusto
Articolo di Fiona Giusto

L’arcangelo Michele negli smalti della Pala d’Oro nella Basilica di San Marco

 

Salendo all’altare maggiore della Basilica di San Marco, passando accanto alle colonne di alabastro, rimango ogni volta senza fiato quando ai miei occhi si dischiude la visione quasi abbagliante della Pala (dal latino palla, stoffa) d’Oro che è uno dei massimi capolavori dell’oreficeria di tutti i tempi.

Pala d’Oro: tutto quello che luccica è oro!

Pala d’Oro

La Pala d’Oro misura 3,34 x 2,12 h metri ed è composta da centinaia di smalti e medaglioni che sono stati assemblati in 3 fasi: venne ordinata nel 1105 dal Doge Oderlaffo Falier, poi nel 1209 rielaborata con il Doge Pietro Ziani e finita nel 1345 con il Doge Andrea Dandolo. Un documento cita una primissima pala nel 976 con il Doge Pietro Orseolo.
Gli smalti vennero prodotti in parte a Costantinopoli, in parte a Venezia.

Nel registro centrale inferiore campeggia al centro il Cristo Pantocrator, circondato dal basso verso l’alto dai profeti, dagli apostoli, dagli angeli; questi smalti sono coronati dagli episodi della vita di Gesù ed affiancati da quelli di San Marco.

Nel registro superiore, in origine ribaltabile, sono allineati gli smalti bottino della quarta crociata, provenienti dalla chiesa del Pantocrator di Costantinopoli. La cornice gotica lavorata a sbalzo con incastonate quasi 2000 pietre preziose rappresenta l’ultima aggiunta.

Smalti con l’Arcangelo Michele

Vorrei presentarVi brevemente gli smalti che rappresentano l’Arcangelo Michele (=chi è Dio).

Lo smalto più grande che misura  44 h x 39 cm è il quadrilobo del XII secolo nel registro superiore, quindi giunto a Venezia a seguito della quarta crociata.

L’arcangelo volge lo sguardo alla nostra destra; nella mano sinistra regge l’asta rossa (come le sue scarpe) di un Labarium azzurro sul quale è stato ripetuta tre volta la parola scritta in piccolo piccolo AƬIOC (santo). Indossa una tunica azzurra con foglie dorate ed un orlo verde, un ampio Loros, una stola, ripiegata sull’avambraccio sinistro.

Sotto alla mano destra Epigonation, un telo romboidale; i suoi capelli ricci sono raccolti da un nastro banco.

In questo smalto si riconoscono diverse tecniche.

La tecnica cloisonné, consiste nel collocare su un fondo argentato, poi dorato, un bordo costituito da un filamento dorato ed all’interno di questo alveolo viene collocata la polvere vitrea, sciolta poi nel forno.

Le linee del corpo e delle ali sono invece incise sullo sfondo e riempito, à fond repoussée.

La mano sinistra e la testa sono di smalto dipinte, la mano destra è a rilievo e d’oro e venne aggiunta nel XIII secolo assieme alle perle e gemme del nimbo, del collare e della fibbia.

A sinistra due serafini a 6 ali, la scritta nera arcangelo Michele è in parte coperta dalla cornice.

Nel 1345 vennero aggiunte le perle dell’aureola e della mano.

Il grande smalto nella parte superiore della Pala d’Oro dell’arcangelo Michele

Ben visibili sono le due placchette nella parte inferiore della Pala, a sinistra e destra, le penultime dal basso.

Lo smalto tondo a sinistra ha un diametro di 4,1 cm.

L’arcangelo viene rappresentato frontale, a mezzo busto, gli occhi guardano verso la nostra destra. Nella mano destra regge lo scettro, nella sinistra il globo, Sphaira.

Indossa un Loros giallo con pietre preziose smaltate e perle pendenti. La sua tunica è azzurra con un collo giallo. Il suo nimbo è verde blu. Le sue magnifiche ali sono aperte.

Lo smalto è decorato con una fila di puntini circolari e con l’iscrizione rossa Michele.

Altro smalto della Pala d’Oro dell‘arcangelo Michele

Un terzo smalto quadrilobo misura 5,2 h x 5,3 cm.

L’Arcangelo è girato tre quarti, nella mano sinistra regge lo scettro, nella destra sorregge il globo. La sua stola gialla Loros, qui più larga rispetto allo smalto precedente, presenta un decoro geometrico. Una decorazione identica è riconoscibile attorno al collo, Maniakion.

La decorazione è formata da un motivo floreale bianco verde con fiori rossi su uno sfondo blu. L’iscrizione Michele è in nero.

Smalto quadrilobo dell‘arcangelo Michele

Due placchette, praticamente non distinguibili si trovano a sinistra e destra dello smalto grande dell’arcangelo Michele nel registro superiore. Una ultima nel registro superiore a destra.

Iconografia dell’arcangelo Michele

Gran parte degli smalti sono di produzione bizantina per cui l’iconografia scelta è quella bizantina, con Michele che indossa le vesti di alto dignitario con Loros, scarpe rosse, Labarium e Sphaira.

Nell’iconografia occidentale i suoi attributi classici sono la bilancia e la spada. Nel Vecchio Testamento è il condottiero delle schiere celesti, nel giardino di Eden difende con la fiamma della spada folgorante l’albero della vita, nell’Apocalisse di Giovanni combatte contro il drago e sconfigge Satana, da qui la rappresentazione in armatura ed alato. Nel testi apocrifi ritorna nello scontro per Mosè. Spesso nella psicostasia viene rappresentato con la bilancia con la funzione di pesatore delle anime.

Vi aspetto per guidarvi alla scoperta di molti altri dettagli.

Dettagli della Pala d‘Oro

Fiona Giusto
www.bestveniceguides.it
www.venicetours.it

Se desiderate prenotare una visita guidata con Fiona Giusto, scrivetele a: fiona.giusto@alice.it