Gen
2023
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Fiona Giusto
Articolo di Fiona Giusto

La Giudecca: il complesso Junghans e la riqualificazione urbana di Cino Zucchi

 

Dopo la piacevole passeggiata mattutina attraverso l’isola della Giudecca (leggi qui https://bestveniceguides.it/2023/11/15/la-giudecca-e-larchitettura-industriale-tra-mattoni-e-comignoli/?), decisi di tornarci il giorno successivo, di nuovo ‘a caccia’ di motivi fotografici.

Dalla fermata Palanca mi diressi verso la corte dei cordami, dove una serie di edifici del Settecento graziosamente allineati e con pittoreschi comignoli offriva spunto per la prima foto.

la pittoresca corte dei Cordami alla Giudecca

Da lì mi inoltrai attraversando una piccola corte piena di piante verdi in vaso verso l’interno dell’isola, verso il complesso Junghans, dove mi auguravo di trovare altri motivi, specie geometrici, da fotografare.

Complesso Junghans

La fabbrica di orologi Junghans venne fondata nella Foreste Nera nel 1861 a Schramberg da Erhard Junghans. I fratelli Herion divennero i suoi agenti a Venezia e qualche anno dopo vi aprirono una fabbrica in attività, eccetto gli anni di guerra, fino al 1971.

La superficie complessiva era di oltre 5000m2 su due piani, più 2000m2 di magazzini e depositi. Negli anni 30 più di 500 operai lavoravano qui, soprattutto isolani.

Nel 1995 la città di Venezia bandì un concorso ad invito, per riconvertire questi edifici dismessi in edilizia abitativa convenzionata, a prezzi agevolati.

L’architetto e progettista milanese Cino Zucchi venne scelto.

facciata della vecchia fabbrica Junghans che è stata mantenuta

Cino Zucchi

Cino Zucchi (1955) rispose in una intervista (in tutte dimostra grande conoscenza di arte e letteratura con frequenti citazioni) alla domanda, a quale dei suoi progetti tenesse maggiormente, che cerca di approcciare ogni nuovo progetto senza idee preconcette. Tuttavia alcuni li si sente più vicini, come i Salewa Headquarters a Bolzano e l’edificio D del complesso Junghans alla Giudecca.

edificio D del nuovo complesso residenziale Junghans

Zucchi ha elaborato un progetto per 5 edifici, tutti contrassegnati con una lettera dell’alfabeto, tutti variazioni sul tema dell’edilizia abitativa veneziana; ogni edificio è concepito e caratterizzato in maniera diversa, pur riprendendo elementi dell’edilizia e materiali tradizionali.

L’eterogeneità e la libertà compositiva prevalgono sull’uniformità; il parametro è l’architettura di Venezia e Venezia stessa, ma il risultato non è mera replica. La scelta va lasciata all’architetto che rivendica la responsabilità di un atto progettuale che si propone come un atto sociale, si deve tenere conto di come si costruisce, quale sono le regole, quali il contesto, ci vuole un ‘sistema’.

Edificio D

L’edificio cubico D all’angolo tra due canali con le sue finestre disposte in maniera irregolare, le cornici di dimensioni diverse sono la ripresa e la rielaborazione in chiave moderna (ed un po’ ludica) di una tipica facciata veneziana.
Il motivo delle finestre asimmetriche con riquadri e colorazioni diverse viene declinato in varianti. I riquadri in pietra d’Istria sono di 50 cm per alcune finestre; le porte finestre di larghezza diversa hanno riquadri di pietra disposti orizzontalmente o verticalmente. Le finestre sono senza scuri, le porte finestre hanno scuri ripiegabili verso l’interno.

Unica testimonianza del passato la ciminiera su uno zoccolo quadrato. Come Aldo Valle anche Cino Zucchi ha elaborato un progetto per cui l’architettura digrada, si sfrangia verso la laguna. Gli edifici verso la darsena si alleggeriscono, con passaggi, rientranze e linee oblique delle coperture.

edificio B
edificio B

Ogni edificio viene sviluppato con un proprio carattere specifico, anche Luciano Parenti, Boris Podrecca, Giorgio Bellavitis e Bernard Huet introducono elementi che echeggiano la venezianità.

veduta sul ponte degli Scorzeri

Boris Podrecca

Dopo il secondo conflitto mondiale l’architetto serbo Boris Podrecca (1940) lasciò Belgrado per Trieste, poi studiò a Vienna. Lavorò in molte città e poi con l’allestimento su Carlo Scarpa nelle Gallerie dell’Accademia durante la Biennale del 1984 si affermò.

Alla fine degli anni ’90 si è confrontato con Venezia con 3 edifici lungo il Canal Longo verso la laguna sud. La casa ‘Zeilenhaus’, la casa all’angolo ed il Palazzetto si inseriscono molto bene in questo ambiente.

facciata in pietra d’Istria e del Carso

Improvvisamente mi accorsi era passata un’altra ora. Tornata alla riva lo sguardo si posò sul canale e sulla silhouette di Venezia.

Rimase solo tempo per una ultima foto.

canale lungo della Giudecca

La chiesa palladiana del Redentore è l’edificio più famoso dell’isola. Edificata dopo una epidemia di peste, la facciata invita ad entrare, ma il tempo è tiranno ed per oggi devo saltare sul primo vaporetto e tornare a Venezia.

Fiona Giusto
BestVeniceGuides
www.venicetours.it
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