Roberto Piffer, un giovane sarto a Venezia

Gen 15, 2023artigianato, moda, storia0 commenti

 

 

Roberto Piffer, un giovane sarto a Venezia

In questa occasione desidero raccontarvi la storia di un amico, di una persona che stimo molto, Roberto Piffer.

Roberto Piffer è un giovane sarto che ha aperto il suo atelier verso la fine di ottobre 2021, proprio qui a Venezia, nei pressi di Ruga Giuffa, vicino a Campo Santa Maria Formosa.

Roberto Piffer, Foto di Marc De Tollenaere

Da un piccolo paese di montagna che si chiama Cembra, nella provincia di Trento, Roberto si è innamorato di Venezia sin dal primo istante. Dopo aver frequentato, a Trento, il liceo artistico con indirizzo “design del gioiello”, il suo talento lo ha portato, per la prima volta, nella città lagunare grazie ad un premio conseguito per un suo progetto. “Sono rimasto estasiato da questa città!”, così, in breve tempo, Venezia è diventata “casa”.  Sempre durante gli anni liceali, Roberto ha frequentato un corso di taglio e cucito che lo ha appassionato e divertito tantissimo: con la maestra Bona Piras ha scoperto la sua innata predisposizione per la moda, dalla gonna al pantalone alla camicia, modelli e cartamodelli, in cui dare briglia sciolta alla propria straordinaria creatività. Il fil rouge di Venezia è quindi riemerso prepotentemente con la scelta di iscriversi alla Facoltà di design della moda presso l’Università IUAV di Venezia, passando prima il test iniziale, notoriamente molto selettivo, e laureandosi poi con il massimo dei voti. Traendo ispirazione da uno stage presso la bottega del Maestro di fama internazionale Stefano Nicolao a Venezia, Roberto ha scritto la sua tesi sul tema del tempo nel mondo della moda e di come certi stili ritornino ciclicamente nel corso della storia.

Ci è voluta una buona dose di coraggio ad aprire un atelier a Venezia di questi tempi, ma Roberto dice “se non ti metti in gioco e rischi da giovane, quando mai…”. Le stoffe sono per lui un mondo variegato gigantesco, con una particolare predilezione per quei tessuti che hanno un peso, un corpo, una consistenza ben definita, come i velluti, la lana, il cotone…. Umiltà e carisma vanno di pari passo nella personalità di Roberto Piffer, che ha già realizzato diversi progetti, tra cui costumi teatrali, anche in collaborazione con il regista veneziano Mattia Berto e “capsule second skin”, una collezione di creazioni in seta che ha conquistato donne veneziane e non solo… anche a Vienna e a Londra c’è chi è rimasto affascinato dalla maestria del giovane sarto.

Capsule second skin, collezione di creazioni in seta, Foto di Giorgia Chinellato, Modella: Deborah Gitahi

Capsule second skin, collezione di creazioni in seta, Foto di Giorgia Chinellato, Modella: Deborah Gitahi

Un’altra splendida collezione è arrivata nell’autunno 2022 e si intitola Ritrovata innocenza. Roberto ci spiega che si tratta di “una capsule di abiti dedicati al bisogno di ritrovare l’essenziale dentro e fuori da noi. Forme, linee e silhouette pure che prendono vita in un eden dove sentirsi liberi e leggeri. Giardini segreti e architetture interiori si confondono tra il rumore dell’acqua e i riflessi di luce. Il giardino ideato da Carlo Scarpa, alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia, con la sua sacralità, la sua energia e le sue forme perfette, è stato una visione iniziatica per compiere questo viaggio…”.

Ritrovata innocenza, capsule autunnale, Fondazione Querini Stampalia, foto di Giorgia Chinellato, Testimonial: Emma ed Amelia Frison

Ritrovata innocenza, capsule autunnale, Fondazione Querini Stampalia, foto di Giorgia Chinellato, Testimonial: Emma ed Amelia Frison

Ritrovata innocenza, capsule autunnale, Fondazione Querini Stampalia, foto di Giorgia Chinellato, Testimonial: Emma ed Amelia Frison

Per la stagione invernale, Roberto Piffer si è sbizzarrito in splendide gonne “tartan”. Considerato il simbolo della tradizione scozzese, l’evoluzione del tartan è ritenuta oscura. Ciò nonostante, l’abilità dei tessitori celtici era nota sin dall’epoca romana; i viaggiatori del ‘700 descrivevano con stupore e meraviglia i tessuti prodotti dagli abili abitanti delle Highlands, caratterizzati da motivi a linee perpendicolari intrecciati, chiamati appunto ”tartan”. Il motivo “scozzese” per eccellenza è diventato nelle mani abili di Roberto un’altra magia molto apprezzata!

Il libro è The Clans and Tartans of Scotland by Robert Bain, accanto dettagli di gonne realizzate da Roberto Piffer

Fantasia Tartan

Gonna modello Royal Tartan di Roberto Piffer

Autenticità, lavorare su misura, sensibilità ed attenzione ai dettagli: Roberto Piffer è tutto questo e ed è per me una splendida presenza nel mondo dell’artigianato veneziano, un ponte prezioso tra passato e futuro di questo mestiere.

Un piccolo tassello: l’arte dei sartori (sarti) a Venezia nel passato

Il capitolare più antico dei mestieri veneziani è proprio l’ordinamento dei sarti. La “scuola dei sartori” sorse nel 1391 e nel 1485 ottenne il possesso del corpo di Santa Barbara, che si venerava nella chiesa dei Crociferi. L’Arte dei Sartori si divideva in tre rami: sarti da veste, da ziboni (giubotti) e da calze; alla fine della Repubblica disponeva di 172 botteghe, 279 capimastri, 200 lavoranti e 2 garzoni. Il sodalizio possedeva il secondo altare a destra nella Chiesa dei Gesuiti, dove si trovano scolpite nella balaustra marmorea quattro forbici, attributo dell’Arte dei Sartori, e sbalzate le immagini dei Santi Barbara e Omobono, protettori di quest’arte.

Chiesa dei Gesuiti, dettaglio Altare dei Sartori, Venezia

Inoltre, ancora oggi, in campo dei Gesuiti sul coronamento marmoreo di una bassa finestra, scolpite entro due piccoli ovali, si vedono delle forbici, come pure un’altra iscrizione è presente in fondamenta dei sartori: tutti segni che stanno a testimoniare le origini antiche e preziose di questo mestiere!

Forbici, rilievo sul coronamento marmoreo di una finestra del ex Convento dei Gesuiti, Campo dei Gesuiti, Venezia

Se siete interessati a conoscere le varie sfaccettature dell’artigianato veneziano, noi di BestVeniceGuides saremo ben liete di accompagnarvi in un itinerario specificatamente dedicato a questo tema.

Barbara Tasca
BestVeniceGuides
www.thinkvenice.com

Se desiderate prenotare una visita guidata con Barbara Tasca, scrivetele a: barbara.tasca.ve@gmail.com

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