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2024
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Fiona Giusto
Articolo di Fiona Giusto

Il Museo Mocenigo di Venezia – Sezione Percorsi del Profumo 

Ci eravamo lasciati nel post precedente (per leggere cliccare qui https://bestveniceguides.it/2021/07/10/palazzo-mocenigo-ed-il-profumo-a-venezia/) alla sala 14 del Museo Mocenigo a Venezia, dove il Maestro Pier Luigi Pizzi, importante scenografo e regista teatrale, ha ricostruito, nell’ambito del riallestimento del museo nel 2013, il laboratorio di un profumiere cinquecentesco, in veneziano un muscher

ricostruzione del laboratorio di un profumiere a Palazzo Mocenigo


Questo nuovo percorso nella storia dei profumi e delle fragranze è stato voluto, sostenuto e finanziato dalla famiglia veneziana Vidal.

La famiglia Vidal

Alcuni si ricorderanno della memorabile pubblicità degli anni Sessanta del bagno schiuma Pino Silvestre e del cavallo bianco, ‘una piacevole sensazione di prorompente vitalità che la Vidal ha racchiuso nel famoso Pino Silvestre, ricco di resine e preziose essenze balsamiche vitaminizzanti’.

Ebbene, dietro a quel famoso bagno schiuma c’era e c’è la famiglia veneziana, Vidal, il cui capostipite Angelo aveva creato a fine Ottocento un laboratorio di saponi proprio a San Stae. Dopo acquisizioni ed avventure imprenditoriali varie la Vidal venne acquistata negli anni Ottanta da Henkel.

Massimo Vidal rifondò nel 1986 MaViVe (MAssimo VIdal VEnezia) volendo dare continuazione alla storica azienda Vidal, guidata ora dalla terza e quarta generazione della famiglia, che ha creato anche il marchio the Merchant of Venice. 

Davanti a noi al centro del tavolo in questo ‘atelier di un alchimista‘ è esposto l’erbario cinquecentesco De ratione distillandi aquae del medico e botanico umanista Pietro Andrea Mattioli, detto i Discorsi, pubblicato nel 1565.

Discorsi di Pietro Andrea Mattioli

E’ aperto sulla pagina che illustra iberis, lepidium, piperitis e ranunculus, pianta tossica che nemmeno le api cercano di bottinare.

Sul tavolo piattini con incenso, mirra, cartamo fiori che grazie alle ‘mude’, convogli di navi commerciali arrivavano in città assieme ad altri prodotti esotici.

Sapone, Museo di Palazzo Mocenigo, Venezia

Il sapone e i saoneri

A sinistra il piatto con cubetti di sapone richiama la storia di un altro bene molto costoso all’epoca. 

Noto ai babilonesi ed agli Egiziani, il sapone ‘moderno’ venne creato dagli Arabi con l’aggiunta di olio di oliva, foglie di alloro, timo e soda proveniente dalle ceneri di alcune piante. 
Celebre era il famoso sapone di Aleppo per la sua fragranza di alloro. Altrettanto famoso era il sapone veneziano, bianco, duro e profumato, grazie all’uso dell’olio di oliva che i veneziani importavano dalla Puglia, mentre la cenere veniva dalla Siria (non si tratta della cenere marina usata dai vetrai!).

Nel 1500 a Venezia si contavano oltre 25 fabbriche ‘de saon. I ‘saoneri’ facevano parte assieme ai mercanti dell’olio della stessa corporazione creata nel 1566 con sede a Sant’Agostin. A fine Settecento ne erano rimaste meno di una decina. Due sono le calli dei Saoneri oggi ancora esistenti, vicino ai Frari ed a Campo San Barnaba.

La stampa e il Rosetti

Uno dei primati di Venezia è avere dato alle stampe il primo libro sull’arte profumatoria in Occidente. Nel 1555 Francesco Rampazzetto stampò Secreti nobilissimi dell’arte profumatoria di Giovanventura Rosetti.

Ne esistono solo due copie, una conservata a Parigi nella Biblioteca Sainte-Geneviève e l’altra del 1672 di proprietà della famiglia Vidal, esposta nella sala 15 del Museo Mocenigo.

Secreti nobilissimi dell’arte profumatoria di Rosetti

Il libro è aperto alle pagine su come levare le crespe dal visocacciare le lentiggini dal viso, a far li denti bianchi e i capelli lustri e lucenti.

dettagli della ricetta come cacciare le lentiggini dal viso e come far li denti bianchi da Secreti nobilissimi dell’arte profumatoria di Rosetti

Rosetti svelò in oltre 300 ricette anche come fare ‘balle’ saponette, ‘moscardini’ paste profumate, ‘uccelletti’ bruciaprofumi e ‘paternostri’, grani per il rosario.

Addetto all’approvvigionamento delle merci in Arsenale, Rosetti viaggiò probabilmente ed ebbe conoscenza diretta delle materie prime. Nel suo libro citò in più di 100 ricette il muschio.

Muschio

Nella vetrina di sinistra sul ripiano inferiore  sono esposte accanto a zibetto e ambra grigia due strane ‘castagne’. Si tratta proprio del muschio, ghiandola del maschio adulto del mosco, un animale mammifero simile al cervo che vive soprattutto nella Cina.

Muschio

Marco Polo descrisse in due capitoli (36 e 50) dell’edizione del Ramusio questo animale. (vedi nota 1 a piè pagina) 

Oggi il muschio naturale non viene più usato in profumeria (animale protetto); è sostituito da quello vegetale, derivato dalla quercia o viene prodotto chimicamente.

Nella sala 16 sono esposti graziosissimi flaconi, colorate bottigliette e fantasiose boccette di materiali e fatture diversi grazie ad un prestito perenne della famiglia tedesca Storp, fondatrice nel 1911 a Monaco della Drom Fragrances.

esempi di boccette in vetro di Murano, Palazzo Mocenigo, Venezia
esempio di delizioso flacone. Questi flaconi davano visibilità e concretezza ad un ‘accessorio’ della persona molto amato, era una sorta di cifra della persona

Passando alla sala successiva 17 viene presentata la classificazione delle famiglie olfattive in contenitori disposti attorno al piccolo trionfo in vetro, proveniente dal Museo del Vetro di Murano, di ambito veneziano del Settecento. Prima di lasciare il palazzo dobbiamo ammirare un ‘organo’ da profumiere in legno con 200 oli essenziali nei flaconcini disposti ad anfiteatro.

Chanel nr 5

Per rispondere alla domanda iniziale del quesito del post precedente, quali sono gli ingredienti del leggendario profumo Chanel Nr 5?

Il ‘naso’ Ernest Beaux, già profumiere di successo anche alla corte degli Zar, aveva ricevuto nel 1922 l’incarico di creare un nuovo profumo da Coco. Secondo una leggenda le presentò una serie di boccette e lei scelse la Nr 5. Vi aveva miscelato 80 componenti! 

Ogni profumo ha note di testa, di cuore e di base, Mr Beaux scelse aldeidi, limone, bergamotto, fiori di arancio amaro, (note di testa), gelsomino di Grasse, rosa damascena, mughetto ed iris (di cuore) e Vetiver, sandalo vaniglia ed ambra (base). 

Gli Dei creano gli odori, gli uomini fabbricano i profumi (Jean Giono)

Fiona Giusto
BestVeniceGuides
www.venicetours.it

Sempre di Fiona Giusto, ecco un altro suo articolo su Palazzo Mocenigo:

nota 1 “In questa contrata si truova il più nobile e fino muschio che sia nel mondo, ed è una bestia picciola come una gazella, cioè della grandezza d’una capra, ma la sua forma è tale: ha i peli a similitudine di cervo, molto grossi, li piedi e la coda a modo d’una gazella; non ha corne come la gazella. Ha quattro denti, cioè due dalla parte di sopra e due dalla parte di sotto, lunghi ben tre dita e sottili, bianchi come avorio, e due ascendono in su e due descendono in giù, ed è bello animale da vedere…